Auditorium del Turismo

Mario Costa

                                      PRIMO ATTO <> SECONDO ATTO    > edizione 2002

Associazione culturale "il Grillo"

sabato 16 dicembre 2006  ore 21,00  -   domenica 17  dicembre  ore 18,00

presenta

Forza venite gente!

secondo atto

diretto da  Piero Formicuccia

coreografie Romina Di Nottia

scenografie Paola Caetani

canto Lucy Campeti

FORZA VENITE GENTE!
testi in prosa di Castellacci, Palumbo

musiche di Paulicelli, Belardinelli e De Matteis

versi di Castellacci e Biagioli

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Francesco

Chaira

Bernardone

Cenciosa

il lupo - il diavolo

il sole - la luna - la morte

il capo arabo

La Provvidenza

L'Angelo

Frate Leone

Cappuccetto Rosso

L'ostessa

il giullare

le diavolesse

i cavalieri

gli uccelli

la rondine

gli alberi

le suore

i frati

-

le dame

-

-

Piero Formicuccia

Antonietta Panfilio

Vincenzo Serra

Olga Lorenzi

Maurizio Mattei

Paola Caetani

Greta Faraone

Arianna Bernasconi

Maria Chiara Formicuccia

Andrea Di Toppa

Giulia Rosella, Martina Torella

Matia Cecilia Mercuri

Federico Savo

Federica Lama, Irene Formicuccia

Fabio Tramontano, Angelo Rosella

Erika Accapezzato, Anna Lisa Di Mascolo, Lucia Ricci,  Anna Maria Giorgi

Lorenza Aiuti

Isabella Pizzutelli, Natascia Pizzuelli

Valentina Fanella, Greta Rosella, Federica Savo, Chantal Graziani

Alessandro Grosso, Giancarlo Matarazzi, Angelo Rosella, Francesco Rosella,

Fabio Tramontano, Maurizio Mattei.

Arianna Venettacci, Valentina Corsetti, Marianna Di Meo, Silvia De Nardis,

Caterina Ricci, Cristina Fasolilli, Clarissa Malandruccolo, Annalisa Di Mascolo,

Cassandra Ceci, Erika Accapezzato.

Secondo Atto

E` Natale
E` il Natale del 1223, e Francesco mette in pratica un'altra delle sue idee: far rivivere a tutti quella notte di 1200 anni prima, ricreare la stessa atmosfera di amore e magia. Ecco allora nascere il primo presepe della storia.

 

Ecco la stalla di Greccio
con l'asino e il bove
e i pastori di coccio
che accorrono già.
Monti di sughero,
prati di muschio
col gesso per neve
lo specchio per fosso
la stella che va.

 

Ecco la greppia,
Giuseppe e Maria.
Lassù c'è già l'Angelo
di cartapesta
che insegna la via,
che annuncia la festa,
che il mondo lo sappia
e che canti così:

 

E` Natale, è Natale.
E` Natale anche qui...

 

Ecco la stalla di Greccio
con l'asino e il bove
e i pastori di coccio
che accorrono già.
Monti di sughero,
prati di muschio
col gesso per neve
lo specchio per fosso
la stella che va.

 

Carta da zucchero
fiocchi di lana
le stelle e la luna
stagnola d'argento.
La vecchia che fila,
l'agnello che bruca,
la gente che dica
e che canti così:

 

E` Natale, è Natale.
E` Natale anche qui...

 

Ecco il Presepio giocondo
che va per il mondo per sempre
portando la buona novella,
seguendo la stella
che splende nel cielo
e che annuncia così:

 

E` Natale, è Natale.
E` Natale anche qui...

La sposa di Gesù
Sono lunghe le sere in convento. Ed anche a chi ha scelto la strada dell'amore, della povertà, della libertà, può venire da chiedersi come sarebbe andata altrimenti. Ma i dubbi spariscono rapidamente, è l'amore stesso a sedarli, è la fede, l'unica cosa che mai potrà crollare.

Chiara:

Io, la sposa, con lui sarò,
starò accanto a lui, amor gli darò
io, sposa di Gesù...
Io, pianticella, e indegna sua serva
è Lui che mi rende madre e sposa,
dimora d'amor...
Nella mia notte risplende di luce
il Suo sguardo m'avvolge
e pervade nell'anima mia,
non ho più paura nel cuore,
ho il Suo amore e vivo per Lui.

 

Io, la sposa, con lui sarò,
starò accanto a lui, amor gli darò
io, sposa di Gesù...
Io, pianticella, e indegna sua serva
è Lui che mi rende madre e sposa,
dimora d'amor...
Tu sei il mio specchio,
Tu senza una macchia,
io amo il Tuo volto riflesso nel mio
perché sono questi i tuoi doni per me,
io umile, povera
sposa per te...

Perfetta letizia
Vivere sempre nella gioia, essere sempre allegri e spensierati. Questo sostiene Francesco. Beh, finché le cose vanno bene, non è certamente un problema. Ma è quando si va incontro alle difficoltà che bisogna dare fondo a tutte le proprie energie, amare gli imprevisti, sorridere ai problemi; in fondo è questa la vera Vita, l'unica degna di chiamarsi tale e di essere vissuta appieno! Ed alla fine anche l'ingenuo Frate Leone lo capisce.

Francesco:

Frate Leone, agnello del Signore
per quanto possa un frate
sull'acqua camminare,
sanare gli ammalati
e vincere ogni male
o fare vedere i ciechi
e i morti camminare...

 

Frate Leone, pecorella del Signore,
per quanto possa un santo frate
parlare ai pesci e agli animali
e possa ammansire i lupi
e farli amici come i cani,
per quanto possa lui svelare
che cosa ci darà il domani...

 

Tu, scrivi che questa non è
perfetta letizia, perfetta letizia,
perfetta letizia...

 

Frate Leone, agnello del Signore
per quanto possa un frate
parlare tanto bene
da far capire i sordi
e convertire i ladri,
per quanto anche all'inferno
lui possa far cristiani...

 

Tu, scrivi che questa non è
perfetta letizia, perfetta letizia,
perfetta letizia...

 

E in mezzo a frate Inverno,
tra neve, freddo e vento
stasera arriveremo a casa
e busseremo giù al portone
bagnati, stanchi ed affamati.
Ci scambieranno per due ladri,
ci scacceranno come cani,
ci prenderanno a bastonate
e al freddo toccherà aspettare
con sora Notte e sora Fame...
Ma se sapremo pazientare
bagnati, stanchi e bastonati
pensando che così Dio vuole
e il Male trasformarlo in Bene...

 

Tu, scrivi che questa è
perfetta letizia, perfetta letizia,
perfetta letizia...

 

Frate Leone questa è...
frate Leone questa è...
frate Leone questa è...
frate Leone questa è
perfetta letizia, perfetta letizia,
perfetta letizia...

La Povertà
Gli uomini, gli animali, gli oggetti, ma non solo. Anche la stessa Povertà è sorella di Francesco, ed egli la ama, nel bene e nel male, ed a suo modo viene ricambiato.

Povertà:

Quando quel giorno Francesco verrà
io voglio dirgli così:
dimmi se sono la tua Povertà,
io che son povera qui.
A Francesco quel giorno dirò:
tu lo sai che ricchezza non ho.
Pane e cielo io mangio con te,
ma il mio cuore leggero non è...
E lui, Francesco, mandato da Dio
sul cuore mio piangerà.
Che povertà - gli dirò - sono io?
E lui, Francesco, dirà:
Povertà, Povertà non è Dio
se sarà come qui schiavitù.
Pane e cielo sapore non ha
se il tuo pane non è libertà...
Quando quel giorno Francesco verrà
ali di rondine avrò
e su, nel libero cielo, con lui
io, Povertà, volerò...

Semplicità, sorella mia
Lo stesso vale per la Semplicità, per il gioire di ogni cosa senza mai desiderare di più. In fondo, quando si ha tutto, quando si ha la vita, l'amore, la salute, perché si dovrebbe volere altro. Le tentazioni non mancano, certo, ma snobbarle non risulta, in questo caso, poi così difficile.

Coro:

Semplicità, sorella mia
un pane tondo, un morso e via,
semplicità a a, semplici semplicità.
Semplicità, sorella mia
un canestrello di fantasia,
semplicità a a, semplici semplicità.

Chiara:

Pensieri leggeri e piccini.

Francesco:

Un cuore di grandi bambini.

Chiara:

E cieli turchini negli occhi tuoi
pieni di semplicità.

Francesco:

Semplicità

(insieme):

Sorella mia, semplicità

Coro:

Semplicità, che nulla vuoi,
che nulla prendi, e tutto dai.
Semplici semplici semplicità, semplicità a a a

Diavolo:

Belle stoffe, ricche gemme,
oro, argento e zaffiri
fratello Diavolo vi dà.
Io regalo tutto quanto
basta darmi l'anima
e avrete la felicità!

Coro:

Nessuno, nessuno ti sente,
noi siamo felici di niente
perché semplicissimamente cantiamo la semplicità...

Francesco:

Sorella mia, semplicità.

Diavolo:

Il potere è con me,
l'abbondanza con me,
voluttà dolcissime con me!

Coro:

Semplicità...

 

un pane tondo, un morso e via,
semplicità a a, semplici semplicità.

Francesco:

Semplicità

Coro:

Semplicità

Francesco:

Che nulla chiede e tutto dà

Coro:

Semplici semplici semplicità, semplicità a a a

 

Semplicità a a,
semplici semplici semplicità, oh!

Povero vecchio diavolo
Ma cerchiamo di vedere le cose da un altro punto di vista. Incontriamo così la disperazione di un povero demonio che non sa più che pesci pigliare: il non riuscir a tentare Francesco in alcun modo lo tormenta.

Diavolo:

Un povero diavolo, cornuto come me
che cosa mai può fare per tentare te.
Ti sento inafferrabile, illogico, diverso,
cercare di tentarti è tutto tempo perso.

 

E così (così)
così (così)
dovrei pregare ma non so come si fa...
E così (così)
così (così)
dovrei saper pregare per pregarti di aver pietà.

Coro:

Ma Lucifero è dannato
e pregare non sa più.
Povero vecchio diavolo, povero Belzebù.
Povero vecchio diavolo, povero Belzebù

Diavolo:

I diavoli mi sfottono e ridono di me,
perché con te mi scorno, rispondimi, perchè?
Le mie più porche femmine con te diventan sante,
dell'oro e del potere a te non frega niente!

 

E così (così)
così (così)
dovrei pregare ma non so come si fa...
E così (così)
così (così)
dovrei saper pregare per pregarti di aver pietà.

Coro:

Ma l'arcangelo Lucifero
pregare non sa più.
Povero vecchio diavolo, povero Belzebù.
Povero vecchio diavolo, povero Belzebù

 

Povero vecchio diavolo, povero Belzebù.
Povero vecchio diavolo,
povero, povero, povero, povero...

Diavolo:

Povero tu!

Sorella Morte
Per Francesco è tempo di andare. E` tempo di abbandonare anche le ultime preoccupazioni terrene, per andare incontro all'ultima delle sue sorelle: la Morte. Perfino di fronte ad essa, Francesco affronta la propria sorte con coraggio, pensando prima di tutto a consolare gli altri...

Coro:

Arriva la morte che taglia le teste,
arriva la notte per l'uomo che muore,
arriva la pena per l'uomo che resta,
arriva la mano che sparge dolore.
Arriva la falce che lacera i gridi,
arriva la morte che suscita i pianti,
arriva la mano che strazia le madri.
Arriva la morte che tutti livella,
arriva la falce che mai si riposa,
arriva la mano che spazza e flagella,
arriva la morte, la finta pietosa.
Eppure Francesco la immagina bella,
eppure Francesco la chiama sorella,
eppure Francesco la chiama sua sposa.

Francesco:

Sorella morte dolorosa e bellissima.
Sorella morte che dal male ci liberi.

Coro:

Sorella morte che ci bagni di lacrime.

Francesco:

Sorella morte che di cielo ci illumini.

Coro:

Sorella morte che ci vesti da vedove.

Francesco:

Sorella morte che ci porti fra gli angeli.

Coro:

Sorella morte che deponi le lapidi.

Francesco:

Sorella morte che spalanchi l'eternità...

 

Sorella morte che prepari le semine,
che uccidi i giorni per far vivere i secoli.

Coro:

Sorella morte che ci bagni di lacrime.

Francesco:

Che uccidi l'uomo per far vivere gli uomini.

Coro:

Sorella morte che ci vesti da vedove.

Francesco:

Sorella morte che rinnovi l'umanità.

Coro:

Sorella morte che deponi le lapidi.

Francesco:

Sorella morte che spalanchi l'eternità...

E piansero i lupi nel bosco
Francesco non c'è più. Il vuoto immenso che lascia nel mondo viene sentito non solo da tutti i suoi compagni, ma anche dagli animali e da tutta la natura che tanto ha amato. La stessa morte non riesce a rimanere indifferente nello svolgere il suo compito, e perfino Belzebù, a modo suo, si dispera.

Angelo:

Frate Francesco è vivo tra noi
e c'è nel cielo più luce che mai
tra i cherubini gelosi di lui,
dell'angelo bellissimo.

Coro:

E tra le foglie un vento passò
al suo respiro che andava lassù
e la sua terra, la terra restò
deserta senza lui.

 

E piansero, bianche, nel chiostro
le monache date a Gesù,
Giovanni chiamato Francesco
non c'era più.

 

Non c'era più,
non era più con noi.

Chiara:

Solo amore, amore, amore,
tutto amore, amore, amore fu.
Infinito amore, amore,
fosti solo amore, amore tu.

Coro:

E piansero i lupi nel bosco
le rondini i cigni e le gru.
Giovanni chiamato Francesco
non c'era più.

 

Non c'era più,
non era più con noi.

Diavolo:

Tu bastarda, che m'hai fatto?
M'hai rubato un'anima!
La più gagliarda che incontrai...
Dimmi!
Con chi lotto, chi combatto
se non c'è quel santo frate maledetto,
il più perfetto dei nemici miei!?!

Chiara:

Sorella dagli occhi di teschio,
quell'attimo hai pianto anche tu.
Un gelido bacio e Francesco
non c'era più.

Coro:

Non c'era più,
non era più con noi...

Laudato Sii
Ma Francesco non è morto. Il suo ricordo, le sue opere, la sua gioia di vivere, lo fanno risorgere tra noi ogni giorno. Ecco allora il suo ultimo, grande regalo: la sua opera ultima e più bella, il meraviglioso Cantico delle Creature.

Francesco:

Laudato sii mi Signore con tutte le tue creature,
specialmente frate Sole che dà la luce al giorno
e che ci illumina per Tua volontà,
raggiante e bello con grande splendore
di Te è l'immagine altissimo, altissimo Signore.
Laudato sii mi Signore per sora Luna e per le Stelle
luminose e belle...

Coro:

Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia
alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.

Francesco:

Laudato sii mi Signore per sora Luna e per le Stelle
luminose e belle.
Laudato sii mi Signore per sora Acqua
tanto umile e preziosa.
Laudato sii mi Signore per frate Foco
che ci illumina la notte,
ed esso è bello, robusto e forte
laudato sii, laudato sii mi Signore.
Per frate Vento e per sora Aria,
per le nuvole e il sereno,
per la pioggia e per il cielo,
per sora nostra madre Terra
che ci nutre e ci governa
o altissimo Signore.

Coro:

Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia
alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.

Francesco:

Laudato sii mi Signore
anche per sora nostra Morte corporale,
laudato sii mi Signore
per quelli che perdonano per il tuo amore
e, per l'Anima...
Per sora nostra madre Terra
che ci nutre e ci governa
o altissimo Signore.

Coro:

Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia
alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.

foto di Ignazio Romano

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