Conoscere Amare Conservare  

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Liceo Classico "Pacifici & De Magistris"

Notizie storiche dal X al XIV sec.

Edifici pubblici e privati

Conoscere Amare Conservare

seconda parte

PALAZZO COMUNALE

A Sezze, nel periodo precedente la costruzione del palazzo comunale, molte funzioni pubbliche venivano svolte nella piazza della Incastellatura. Nel 1278, il 7 agosto, alla presenza del popolo setino in questa Piazza venne stilato un atto per l'acquisto del palazzo comunale: il popolo e il vicario del podestÓ nominano il sindaco, procuratore ed attore, " AD EMENDUM DOMUM PRO PALATIO COMMUNIS SETIE ET LOCUM PRO PLATEA" cioŔ per procedere all'acquisto di uno stabile per il palazzo comunale e di una sua area per la piazza, concedendogli anche la facoltÓ di procedere alla vendita dei beni comuni per sostenere le spese necessarie; nello stesso giorno veniva stipulato lo strumento d'acquisto.

Il palazzo del comune e la sua piazza, costruiti fra il 1278 e il 1292, vengono ubicati nell'area dell'antico foro romano, nel baricentro del triangolo delle chiese di San Nicolai ( poi S. Pietro), Santa Maria e San Paolo.

L'edificio, circondato da "sedimina" e "orti", di proprietÓ dei fratelli Landolfo e Ottaviano Parola, "cives et milites setini", si trovava nella decarcia San Pietro e confinava "A PRIMO LATERE VIA PUBLICA, QUE DICITUR PLATEA MAIOR, A SECUNDO VIA PUBLICA ET DOMUS HERED (UM) IOHANNIS LAMBARDI, A TERTIO DOMUS IACOBI PAFASII ET DOMUS IUDICIS SAXONIS, A QUARTO DOMUS 10HANNIS CORESE ET DEODATI PAPPAGALLI" Non sono note l'ampiezza dell'edificio e le misure della piazza vicina, ma sicuramente la superficie non doveva bastare ad una residenza conveniente, in quanto il complesso era stato integrato con stabili, sicuramente vicini, di Angela e Albadiana Parola, sorelle di Landolfo, espressamente donati "pro palatio Communis".

Il documento di donazione non Ŕ rimasto: nell'inventario dei documenti spettanti al comune di Sezze, redatto il 17 agosto 1295 durante il podestariato di Nicola Boccamazza si legge per˛: 

" ITEM UNUM INSTRUMENTUM CONFECTUM MANU IOHANNIS NIGRI NOTARII QUOI) LOQUITUR SUPER DONATIONE FACTA PER ALBADIANAM ET ANGELAM SORORES LANDULFI PAROLE DE PALATIO COMMUNIS SETIE''.

Quali siano stati gli interventi e i lavori edilizi eseguiti per migliorare l'assetto degli edifici e predisporre la piazza non Ŕ testimoniato, neppure si riesce ad ipotizzare i tempi di realizzazione e le maestranze che vi avevano lavorato, ma dalla menzione del "Palatium. Comunis", che compare nelI`"Actum" di tanti documenti successivi a questa data, si desume la progressiva definizione degli edifici e il completamentQ del complesso edilizio.

Dalla semplice indicazione della sede sono poi, via via, indicate le parti che andavano a costituire il complesso municipale: la piazza (oggi Piazza IV Novembre), delle scale costruite in seguito e, come elemento decorativo e simbolico contrapposto alle case munite di torri che si trovavano nello stesso quartiere, (come la casa con torre che fu di Alegretto e le case con torri di Giordano di Norma), vi era stata, infine, l'aggiunta di una torre merlata, per segnalare in modo evidente la sede del potere civile.

"SUB PINNALI PALATII COMMUNIS SETIE" fu scritto un atto nel 1294. Nel 1296 si registra un atto fatto nella sede comunale, precisamente nella Piazza comunale, luogo di riunione del popolo setino. In esso viene citata per la prima volta l'esistenza di una gradinata," ... ACTUM SETIE IN PLATEA ET GRADIBUS DICTI COMMUNIS", che viene riconfermata nel 1313: " .... ACTUM SETIE, IN GRADIBUS SEU SCALIS PLATEE ET PALATII COMMUNIS SETIE."

Al palazzo e alla piazza del Comune si accedeva da Porta Nova (oggi Porta Gioberti) asse viario molto importante perchÚ portava verso la parte pi¨ alta del centro urbano, e che divenne il vettore principale della viabilitÓ interna.

Per migliorare l'entrata al paese era stato eliminato anche il banco del macello che guastava, con i resti e l'odore. delle carni, l'accesso al centro urbano.

Questa strada divideva le due decarcie Strumili e Codarda, continuava poi in decarcia S. Pietro, dove, oltre al palazzo del Comune e al centro della vita sociale e civile, si trovava il nucleo pi¨ compatto dei complessi edilizi delle famiglie eminenti di Sezze, per poi raggiungere la "PLATEA DE INCASTELLATURA".

Il palazzo, attualmente restaurato e sede del locale Antiquarium, presenta nel prospetto principale e nel cortile interno i segni della antica struttura medievale; archi a tutto sesto in pietra calcare individuano le originali aperture.


PALAZZO NORMISINI

Entrando a Sezze da Porta Romana, che anticamente era l'ingresso pi¨ importante, immediatamente si Ŕ attratti da una costruzione in calcare locale a scapoli sagomati messi in opera secondo fila di posa orizzontali ingrigiti dal tempo, con eleganti finestre bifore, con archetti a sesto acuto, fatti di blocchetti bianchi, separati da esili colonnine senza scanalatura e con piccoli capitelli: Ŕ il 'TALAZZO NORMISINI", di epoca medievale, appartenuto alla omonima nobile famiglia setina, signora anche del castello di Monte Trevi.

Di essa se ne ha notizia fin dal 1296; infatti in atti di acquisto e di locazione di quell'epoca e del 1298 Ŕ nominato " Nob. vir lordanus De Normisinis". Nello stesso modo lo vediamo notato in un atto del 130 1, col quale il Comune gli cede un corso di acque per costruire un mulino; questo fu sempre posseduto dalla famiglia, come abbiamo notizia dal testamento di Ettore Normisini del 1520 "relinquit quinque salmas grani de grano fructuum molendinanum de Normisinis, quae dicitur le mole de plano sitae in territorio Setia .........".

Nel secolo XIV questa famiglia ebbe il dominio del castello di Trevi, quando Tuzio Nonnisini spos˛ Tancia, ultima superstite dei signori di Trevi. Giannetto, figlio di Tuzio, che era anche sindaco di Sezze, possedeva il castello insieme al fratello Antonio; in una sentenza resa da Antonio Arciprete di Parma, vicario della provincia, del 29 Marzo 1449, per questioni di confine fra i castellani ed il Comune di Piperno, si legge: "Nobiles viros Antonium et Iannottum fratres de Normisinis dominos castri Trebarum". Molti furono gli onori e le aderenze che ebbe questa famiglia, che con i matrimoni s'imparent˛ con le genti pi¨ nobili di quei tempi.

Una figlia di Bernardino and˛ sposa di Alessandro Caetani, che, immaturamente morto, lasciava all'unica figlia Porfiria il dominio del castello di Sgurgola.

"Nobilis mulier et adulescentula D. Porphiria, filia quondam magnifici D. Alexandri Caj etani, cum praesentia et auctoritate D. Bernardini Normisini sui avunculi ... ipsa D. Porphiria habet omne id et totum quod ad eam in futurum spectabitur super castrum Scurculi" si legge in un atto del 13 gennaio 1348.

Accanto al citato palazzo si nota un'imponente torre che Ŕ tutt'uno con esso ed era uno dei lati della porta: elemento caratteristico di essa una lunga feritoia.

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