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Liceo Classico "Pacifici & De Magistris"

Notizie storiche dal X al XIV sec.

Tracce medioevali presenti nel tessuto urbano

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A causa di un incendio che verso la metà del XIII secolo distrusse il municipio e l'archivio comunale, il periodo alto medioevale è poco documentato. Il secolo XIII si può considerare il periodo di rifioritura delle attività urbanistiche, edilizie e sociali e sicuramente l'opera di potenziamento della cinta difensiva risale a quest'epoca.

Le mura medioevali seguono infatti per intero l'antico tracciato romano continuando a mantenere l'originario carattere difensivo.

Unica modifica a Porta Romana, dove viene eliminata una sporgenza in opera poligonale che sancisce una restrizione verso l'interno della città e quelle nel tratto che va da Porta Sant'Andrea a Porta Pascibella, riguardo al quale il 15 marzo 1301 viene stilato un atto che tratta della costruzione ex‑novo del muro difensivo, non sopra ma all'esterno dei resti in opera poligonale

La cinta difensiva della città offre un raro esempio di sovrapposizione edilizia, ancora oggi visibile in più punti: la muratura medioevale è formata da scapoli di calcare, messi in opera per piani di posa in opera orizzontale.

Il documento attesta, infatti, che il comune di Sezze nomina Pietro Quartarario procuratore, per cedere a Riccardo Annibaldi un terreno in cambio della costruzione, entro un anno, di un tratto della cinta muraria.

Sempre un atto del 15 marzo 13 0 1: "Alla presenza del notaio e dei tesorieri, Pietro detto Quartarario di Sezze, sindaco e procuratore del vicario, del giudice e dei consiglieri setini, per mandato di Guglielmo di Arezzo, dona a Riccardo del quondam Nicola di Pietro di Trasmundo degli Annibaleschi; l'area comunale sita presso Porta Paresceve, annessa la torre del Comune, posta sopra la porta in linea e fino alla cavata del comune medesimo. In cambio Riccardo dovrà entro un anno costruire a sue spese un muro di cinta merlato alto come il muro della torre di Porta Paresceve senza aprirvi le finestre nel tratto che andrà dalla cavata a Porta Sant'Andrea, salvo i lucemai e le zeccole necessarie alla difesa......"  Nello stesso giomo Pietro Quartarario immette Riccardo nel possesso della terra predetta.

Da notare l'assenza delle torri in epoca romana, data la maggiore efficenza difensiva dovuta

all'irregolarità del tracciato e la presenza, invece, di tre torri semicircolari di avvistamento lungo il

lato nord delle mura e una quarta di forma rettangolare. Esse sono tutte ben visibili ancora oggi anche se intonacate e rimaneggiate con fatture moderne. Una di queste torri è inglobata nella chiesa di San Lorenzo, di cui costituisce la sacrestia.

Dalla stessa pergamena del 1301 sappiamo dell'esistenza di una torre anche a Porta Pascibella: " ... POSITUM AD PORTAM SANCTE PARASCEVES IUXTA TURRIM COMMUNIS".

Anche le restanti porte vengono probabilmente guarnite di torri.

Sotto la signoria dei Ceccano la cinta muraria di Sezze conosce il momento di massima espansione, insieme al potenziamento delle mura poligonali; si costruiscono torri di avvistamento, come la torre di porta Romana, accanto all'elegante palazzo Normisini, di cui è ancora possibile ammirare i resti: è a sezione quadrangolare, costruita con scapoli di calcare locale e presenta delle aperture che corrispondono alle finestre originarie.

Costruita sulle strutture di un opera idraulica di età romana, offre un interessante esempio di sovrapposizione edilizia nelle varie epoche. Le mura urbane nel medioevo avevano la funzione di contenimento del nucleo urbano. Rest l'acropoli con inalterato il ruolo di punto di riferimento: al suo interno ci sono le residenze delle famiglie nobili e del signore della città.

Si devono ricordare le tre case con torri edificate presso la piazza municipale, spettanti ai citta­dini cardinali Leone Brancaleone, Roberto Rainaldi e alla famiglia Pagano.

A quei tempi era indizio di nobiltà avere torri nelle abitazioni, perchè i soli nobili avevano il pregio e la possibilità di edificarle. Oggi nel centro storico si può osservare l'imponente torre di via Valerio Flacco; essa presenta un portale molto bello ed elegante. Due finestre sono situate al primo e al secondo piano, mentre alla sommità dell'edificio, il più alto tra quelli circostanti, si trova una lunga e stretta feritoia rettangolare. Un' altra importante torre si trova invia del Castello, appartenente alla famiglia Pagano (XIII sec.), tra edifici più recenti.

Originale è una finestra rettangolare al primo piano, riquadrata con grossi blocchi di calcare bianco; restaurate sono invece le finestre ai piani superiori. Altre torri, purtroppo imbiancate e rimaneggiate, sono quelle in via Diaz, al cui interno c'è una scala a chiocciola costruita con conci monolitici di calcare che ruotano intorno ad un perno centrale, e quella in via Pitti.

Al centro abitato di Sezze si accedeva attraverso quattro porte: Porta Romana, Porta Pascibella, che all'inizio del XIII secolo era anche chiamata porta Parsibella, Porta Sant'Andrea e Porta Paolina. Gli abitanti di Sezze hanno sempre utilizzato questi ingressi, che con il passare del tempo sono stati trasformati secondo le tendenze architettoniche dei vari periodi succedutisi.

Attualmente solo Porta Paolina conserva il medesimo aspetto del suo ultimo rifacimento, che probabilmente risale al pontificato di Paolo Il da cui prese il nome, mentre le altre sono state completamente trasformate.

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