Conoscere Amare Conservare  

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Liceo Classico "Pacifici & De Magistris"

Dalla preistoria all'epoca romana

Conclusioni prima parte

Conoscere Amare Conservare

prima parte

 

Corso di Archeologia : valutazioni finali.

 

Studiare per conoscere, conoscere per riscoprire, riscoprire per amare. E' una catena logica simile che, non scevra affatto di sentimento e di sentita partecipazione, ci ha condotto per oltre un mese tra archivi, musei, siti archeologici e quant'altro. E' stato questo, ancora, il corposo fil‑rouge che ha animato prima e dato vita poi a quel nostro anelito, a quella speranza che col tempo è andata trasformandosi sempre più in realtà: riscoprire le ricchezze che un piccolo paese, fondato poco dopo l'Urbe, possiede. Quelle nascoste e conosciute da pochi, quelle ben visibili ma cadute nella dimenticanza, quelle tante altre da valorizzare: un patrimonio enorme, un potenziale da far invidia ad antiquari ed archeologi di mezzo. mondo. Duemíla e cento anni fa circa, un tal Marco Tullio Cicerone ebbe modo a dire: " L'importanza della storia? Incalcolabile . Non conoscere la storia, anche la propria storia, è come rimanere bambini a vita ". Se ci avessimo riflettuto, non avremmo saputo trovare migliore soluzione alle nostre questioni. Dunque , la storia va conosciuta: è fondamentale che ancora oggi ci siano una quarantina di " arditi " che si impegnano a riportare in luce la " loro " storia, che poi null'altro è che la " nostra ", quella di tutti noi. Ed ecco, dunque, perché vale la pena portare a termine esperienze come la nostra: proprio per conoscere il nostro passato, per scandagliare le nostre radici, per comprendere meglio ciò che prima di noi è venuto. Ma non solo su scala planetaria e meramente manualistica: è altresì fondamentale , infatti, se non addirittura importante , andare ad indagare tra i meandri della " nostra " storia, quella del nostro piccolo paese, arroccato sull'arce, con il suo vecchio centro storico, il suo cardo, il suo decumano, le sue posterule, le sue mura difensive. Peraltro un processo simile, nel momento storico in cui viviamo, si fa ancora più attuale ed importante: quando si parla di " villaggio globale ", quando le frontiere vengono abolite, quando il dinamismo di popoli e risorse umane si avvia a non avere più limiti, come pretendiamo di essere ben predisposti a conoscere " l'altro " ( chicchessia uomo, donna, paese, città, etc.) se prima non sappiamo chi siamo noi e da dove muoviamo? Come pretendiamo, pari modo, di " integrarci", se non sappiamo di cosa dobbiamo farci forieri in questo processo di integrazione?

Come pretendiamo di parlare di " inter‑scambi " se non sappiamo cosa scambiare? E via discorrendo così ... Ecco, dunque, come si cresce; ecco, dunque, come non " si resta bambini per tutta la vita " : riappropiandoci delle nostre origini, delle nostre tradizioni, del nostro essere ciò che siamo. Anche attraverso l'archeologia. Che, a questo punto, si palesa come sublime strumento di conoscenza del vissuto storico del proprio ambiente. Un mezzo, senza dubbio, molto originale ed affascinante soprattutto per dei ragazzi‑ e la cui valenza è molteplice: far conoscere, ma soprattutto riuscire così a far amare. E se questo nostro laboratorio, che ha fatto conoscere, sarà riuscito solamente a gettare il germe dell'interesse verso questo genere di cose, avrà raggiunto un risultato altissimo. E' proprio da lì, infatti, che poi si impara ad amare. Ed amare, oggigiorno e tra i giovani, la cultura e il sapere è sicuramente qualcosa di prezioso: qualcosa che, contro tutto, va difeso e stimolato. Un grazie particolare va alle nostre due professoresse Manzoni e Rosella, che cogliendo l'opportunità offerta dal Comune di usufruire sia del materiale che del personale dell'Antiquarium, con il puntuale chiarimento della Dott.ssa Bruckner, ci hanno permesso di scoprire luoghi e storie a noi sconosciuti.

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