Conoscere Amare Conservare  

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Liceo Classico "Pacifici & De Magistris"

Dalla preistoria all'epoca romana

Siti ed epigrafi rinvenute sul territorio

Conoscere Amare Conservare

prima parte

Paese di antica e nobile origine, Setia vanta un patrimonio artistico monumentale di altissimo pregio, potendo esso offrire testimonianze di meravigliosa vitalità dall'età preistorica, attraverso il periodo romano e medievale, fino al recupero e alla conservazione delle rarissime testimonianze del nostro secolo. Il nostro paese, abitato fin dalla preistoria, come dimostrano i diversi reperti di varia natura custoditi nel locale Antiquarium, è dunque un'area di insediamento antichissimo. La parte più antica è testimoniata da ampi tratti delle robuste mura poligonali, che corrono lungo tutto il perimetro urbano. In esse possiamo individuare, dove più e dove meno, le quattro maniere costruttive. Altri tratti emergono nella parte più alta ed interna del paese, dove un tempo sorgeva l'acropoli. Si tratta di muri di terrazzamento ( Via Cavour e Via Corradini ). Il tratto più esteso si può percorrere al di sotto della chiesa di Santa Parasceve, presso la Porta Pascibella, da dove parte una strada esterna che costeggia l'edificato poligonale; qui si possono ammirare i resti delle antiche mura difensive della città, con blocchi bugnati, un ampio e perfetto tratto di mura alto circa 10 metri, con massi enormi, la posterula e i resti della curia setina, di cui troviamo traccia anche nelle stampe del Corradini

Non si conservano, invece, i resti delle antiche porte di accesso alla città tranne Porta S. Andrea, che è ancora in parte individuabile. E' doveroso menzionare anche le interessanti ville rustiche di età romana, situate soprattutto sulle pendici della collina lungo il percorso dell'antica via Pedemontana, che precedette la via Appia nei collegamenti tra Roma e il sud del Lazio. Degna di particolare interesse è la villa chiamata " Grotte " che fu abitata per molti secoli, come si può desumere dalle varie fasi costruttive che si estendono dalla la età Repubblicana al Il' sec. d. C. La villa si presenta ai nostri occhi ben conservata ( dato un recente restauro ). La parte inferiore era adibita a cantine e successivamente a cisterne per la raccolta delle acque. Il piano superiore era invece abitato. Anche se, come detto, numerosissime sono le testimonianze del periodo protostorico, se non paleostorico, il momento più importante e testimoniato è sicuramente quello romano.

In ordine sparso proporremo le epigrafi ancora oggi visibili nell'area dell'urbe setina.

 

EPIGRAFI ORIGINALI                                   EPIGRAFI RICOSTRUITE


6462:

           SCAVRVS PR PRO COS BAS                     [ AEMILIUS ] SCAURUS PR(AETOR)

                                                                                PROCO(N)S(UL) BAS[ILICAM]

 

Parte di epistilio composta da due blocchi di calcare locale, di cui il primo mancante nella parte sinistra; i lati superiori ed inferiori sono lavorati, il retro è grezzo. [ dim.44x98x26 ( primo blocco), 44x197x34 (secondo blocco)]. Il personaggio viene generalmente identificato con M. Aemilius Scaurus, pretore nel 56 a.C e proconsole in Sardegna nel 55; l'iscrizione andrebbe datata, quindi, fra il 55 e il 52 a.C., anno in cui Scauro fu costretto all'esilio, dopo che fu condannato per corruzione.

 


6466:

 

                L. PACONIOS T. F. PR                             L(UCIUS) PACONIOS T(IBERII)

                      DEDICAVIT                                       F(ILIUS) PR(AETOR) DEDICAVIT.

 

Blocco di calcare di cui si conserva solo la parte inferiore; è stato riutilizzato, insieme con un altro blocco, per ricavare una mensa ponderaria. Questa epigrafe viene considerata di carattere funerario (62x62x63)

Circa la datazione di questa iscrizione discordanti sono le opinioni di Zaccheo e Coarelli. Infatti il primo suggerisce una datazione intorno all'inizio del I' sec. a C., mentre il secondo sostiene, vìsti i caratteri paleografici, la tesi di una datazione più alta, risalente al 111 sec. a.C. 

 


6469:

 

          [    ] L SALVIA FECIT SIBI ET                       La ricostruzione del testo di questa epigrafe

 [    ] LIO P L PHILOCENI PATRONO SVO ET                non è possìbile, in quanto l'originale

    QVINCTIO THEOXENO MEDICO SEXVIR AVG                  è mutilo della parte iniziale.

L QVINCTIO SOTERICO

 

 

Frammento di lastra di calcare locale, mancante a sinistra, e con il retro grezzo. (57x 1 80x26) Dall'analisi del testo si può dedurre che presente era in Sezze la "gens" Salvia, che contava fra i suoi esponenti alcuni dei medici più insigni dell'epoca


6471:

 

                               C. LICINIVS                                      CAIUS LICINIUS

                               ASCLEPIAS                                      ASCLEPIAS

                               MEDICVS                                          MEDICUS

Iscrizione incisa su una roccia dì calcare( specchio epigrafico ribassato e riquadrato da una comice) sulla sinistra del sentiero che dalle Piagge Marine scende lungo il versante SE del Monte Trevi; si trova a ca. 4,5 metri sopra l'attuale livello stradale. Il contenuto riconferma quanto scritto nell'epigrafe precedente, per la memoria della tradizione medica setina.


6480:

 

                                      IN

 

2° blocco di calcare locale in cui sono state successivamente ricavate le vaschette per una mensa ponderaria, insieme con la 6466; mancante a destra. Si pensa che fosse un " TERMINUS SEPOLCRORUM le lettere IN che vi sono incise costituiscono un chiaro riferimento ai limiti di un'area sepolcrale in lunghezza piedi... ).


6472:

                       CN VEVEIVS. CN. F.                         CNAEUS VEVEIUS CNAEI FILIUS

                            TREBIANVS                                              TREBIANUS

                              PRAECO                                                    PRAECO

 

L'epigrafe, ritenuta irreperibile fino al 1985, è stata rinvenuta dai proprietari all'angolo del Palazzo dei Vescovado (proprietà privata) scendendo da Via Della Speranza e identificata nel 1997 dalla Dott.ssa Bruckner.

 

NOTA:

Vicino a Terracina sono state rinvenute anfore con bolli recanti il nome della GENS VEVEIA, produttori di vino, a Sezze testimoniata dall'epigrafe sopra descritta, che riporta il nome di un certo VEVEIVS TREBIANVS.


A carattere religioso è stata rinvenuta nel territorio una basetta parallelepipeda di marmo bianco, con cornice modanata che riquadra il campo epigrafico sul lato frontale, corrosa in più punti; fu rinvenuta nelle vicinanze della città e più precisamente presso la via Appia.

Alla fine di ogni rigo c'è un piccolo tratto obliquo che segna la fine dei verso. L'iscrizione è formata da esametri piuttosto scadenti e costituisce un ex‑voto per la guarigione effettuata da Diana ( qui chiamata con l'epiteto potnia).

Bevilacqua, riflettendo su questa iscrizione, ha sostenuto che ci sia un rapporto con una stipe votiva, in cui era una statuetta di Diana, rinvenuta presso la località Ponte della Valle, dove ci sarebbe stato un tempio della dea. La datazione di questa iscrizione risale, probabilmente, ad età imperiale avanzata, forse Il secolo d.C.


Cippo di tufo litoide, scheggiato nell'angolo superiore sinistro; presenta sulla faccia superiore due vaschette circolari; la superficie è abbastanza scabra; questo cippo fu rinvenuto nel 1976 presso Via Fanfara. Probabilmente si tratta di cippi posti presso un'area consacrata; questo fa pensare ad un uso libatorio per le vaschette. Forse risale all'età repubblicana, data la C molto tondeggiante e la forma particolare della R.

 

SACR(UM)


 

Cippo di tufo litoide, abbastanza consunto negli angoli superiori; esso presenta nella faccia superiore due vaschette circolari. Fu rinvenuto nel 1976 presso via Fanfara insieme con il precedente e presenta le stesse caratteristiche.

 

SACR(UM)


 

Frammento di calcare mutilo da ogni lato. Fu visto per la prima volta dal Tufo murato in una torretta medievale, poco distante dalla zona dell'Anfiteatro.

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[ - - - ] IIIIvir [ - - - ] 

[- - - ]ori [ - - -]

[ - - - ] patr [ - - - ] 

[ - - - ] hic [ - - - ]

[ - - - ]circ [ - - - ]

[ - - - ]dedit [ - - - ]

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Secondo Armstrong questo frammento sarebbe datato, per il tipo di lettere, intorno al III secolo. E' indubbia l'interpretazione di Armstrong per la seconda linea [praet]ori, visto che la pretura è una magistratura attestata a Sezze solo per l'età repubblicana; si potrebbe invece pensare a [curat]ori, mentre non fa difficoltà l'integrazione patr[ono] alla terza linea; sulla base del l'integrazione della quinta linea circ[enses], proposta anche da Armstrong, il Tufo ritiene che il cosidetto Anfiteatro sia in realtà un circo ( anche se in realtà non ne è mai stata confermata l'esistenza).


Blocco di calcare rotto obliquamente sull'angolo superiore destro; i margini sinistro e Inferiore sono irregolari. Questo frammento fu rinvenuto nel 1953, durante i lavori di sistemazione della strada delle Piagge Marine.

 

C. BARBIO CLEONTI, 

MEDICO, SEVIRO 

AUGUST(ALI), QUI VIX(IT) ANN(IS) 

LXXVII, ULPIA CRESTE 

CONIUG(I) ET BARBIUS 

VALENS PATRI FECER(UNT).

 

Al sesto rigo di questa iscrizione, la A di patri è eseguita con il tratto orizzontale spezzato. Oltre a questo medico Cleonte, ce ne furono altri a Sezze, di cui uno anche seviro augustale. E' di datazione piuttosto tarda, poiché manca il prenome del figlio e il generale aspetto dell'iscrizione è paleografico.


Frammento di lastra di calcare locale, di cui si conserva solo un piccolo tratto del lato superiore. Il campo epigrafico è riquadrato da una cornice a rozza gola rovesciata. Il luogo e la data del ritrovamento sono incerti.

 

 In feci [ - - - ] 

D. Aemilius [ - - - ]

D. Aemilius [ - - - ]

 [ D. ]Ae[ - - - ]

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L'esatto incolonnamento delle lettere fa pensare che si abbia alla quarta riga lo stesso gentilizio, e che si tratti forse dell'iscrizione di un sepolcro di famiglia. L'iscrizione sembra della tarda età repubblicana o degli inizi dell'età imperiale.


 

Blocco di calcare integro solo sul lato sinistro. Fu ritrovato nel 1907 in contrada Piagge Marine.

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L. Anni L.I. Erophil [ i- - - ]

Clodia A.I. Salv[ ia- - - ]

L. Anni Erophilí I. N. [ - - - ]

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Al primo rigo, Paribeni mette una specie di nesso tra A e N alla fine di Erophil-. La formula onomastica della terza riga serve a far notare che si tratta di un N[ - - - ], liberto del primo personaggio citato, già a sua volta liberto; rimane ignoto il motivo del genitívo alla prima riga. La variante Erophilus per Herophilus è piuttosto rara e mai attestata a Roma.

 


Frammento di lastra di marmo bianco, di cui si conserva integro solo il lato inferiore, lisciato come il retro. Fu rinvenuto prima del 1908 presso la Crocevecchia; fu vista nel 1915 da Armstrong nel giardino Maselli e poi dal Zaccheo nel 1970 nello sterro della via dei Templi.

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[ - - - ]ia[ e- - - ]

[ - - - ] lius Eudem[ us- - - ]

[ - - - ]via Secura [ - - - ]

[ - - -  infe]licissimi [ - - - ]

 

E' probabile che sia una dedica sepolcrale ad una figlia morta da parte di genitori infelicissimi.


Frammento in blocco di calcare locale, di cui si conserva l'angolo superiore destro; fu rinvenuto nel 1969 in un terreno adiacente la Strada Vecchia presso la Madonna della Pace.

[ - - - ]tius Q. E

[ - - - ] f. Minor

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I punti divisori sono costituiti da barrette orizzontali. Il generale aspetto paleografico dell'iscrizione, con lettere tonde piuttosto larghe, M a tratti divaricati, ecc., oltre la mancanza del cognome del primo personaggio, la fa attribuire al IIII - Il sec. a.C. E' probabile che Minor non sia un vero e proprio cognome, ma un appellativo.


Frammento di blocco calcareo, mutilo da ogni lato e con lettere molto corrose. Fu visto nel 1907 in una macera sulla via che va Alla Mola, in contrada Piagge Marine.

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[ - - - ]MEL [ - - - ]

[ - - - Ni] candri M[ - - - ]

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Armstrong si limita a dire che la lettura della prima riga è molto dubbia. Paribeni propone la pertinenza all'iscrizione già citata prima, vista l'eguale altezza delle lettere.


 

Blocco di calcare locale rotto in due pezzi, con retro e lato inferiore grezzi, rinvenuto in strada Piagge Marine.

 

in f(ronte) p(edes)XII

 


Blocco di calcare locale con lato inferiore grezzo. Fu rinvenuto nel 1953 presso la strada delle Piagge Marine.

 

in a(gro) p(edes) XVI

 

Questa iscrizione va collegata con la precedente, insieme alla quale si stabiliscono i termini di un sepolcro.

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