Conoscere Amare Conservare  

 | Seconda parte | Terza parte |

Liceo Classico "Pacifici & De Magistris"

Dalla preistoria all'epoca romana

Notizie Storiche

Conoscere Amare Conservare

prima parte

Le origini della città di Sezze, situata nella parte meridionale dei Monti Lepini, sono immerse in un'aura di leggende. Lo stesso nome antico " SETIA " si fa risalire etimologicamente a " SETIS le setole del manto del leone Nemeo di cui si gloriava Ercole. Questo eroe, infatti, è considerato il

mitico fondatore della città; dopo aver vinto i Lestrigoni, che abitavano presso Formia, sarebbe giunto sul colle di Sezze, che già, secondo la tradizione, aveva offerto asilo ospitale al dio Saturno quando cercava di sfuggire al figlio Giove. 

Ancora oggi la città ha come insegna il leone Nemeo, in campo azzurro che regge una cornucopia ricolma di frutti con intorno la scritta: " SETIA PLENA BONIS GERIT ALBI SIGNA LEONIS " (Sezze piena di beni porta l'insegna del bianco leone).

Secondo un'altra leggenda i primi abitanti di Sezze sarebbero stati i Pelasgi, mitico popolo originario della Tessaglia, emigrato dalla Grecia in Italia e ricordato nell'Iliade, poema omerico, come alleato dei Troiani. L'origine di questa credenza è evidentemente da ricollegarsi con gli avanzi di mura in opera poligonale della città e con la fama leggendaria che accompagnava, fino al secolo scorso, questa tecnica costruttiva. La prima notizia di storica certezza sull'origine di Sezze proviene da Velleio Patercolo, il quale afferma che a Sezze nell'anno 382 a. C. fu. dedotta una colonia " post septem annos quam Galli Urbern ceperant " Secondo questa tesi resta, comunque, il problema se già prima del IV secolo esistesse un centro di nome " SETIA " e se fosse di origine latina o volsca.  

Alcuni, infatti, ritengono Sezze una città dei Volsci, conquistata poi dai Romani, che vi dedussero

una colonia: questa ipotesi deriva dalla considerazione che la città antica si trova in pieno territorio volsco, ma essa non è confortata da nessuna prova di carattere archeologico o storico.

E' forse più probabile la tesi che Sezze sia stato un antico centro di origine latina, fondato forse già alla fine del periodo regio. L'unico indizio dell'esistenza di Sezze già dal 382 a. C. proviene da un passo della storia di Dionigi di Alicarnasso: quando giunse a parlare dei membri della lega Ferentina, che si sollevarono contro Roma ( sollevazione, questa, che portò alla battaglia del Lago Regillo nel 499 o 496 a. C. ed al conseguente rinnovamento della lega mediante il Foedus Cassianum ), riporta un elenco delle città confederate in cui compare il nome di Sezze.

Sulla lista di Dionigi vi sono pareri discordi: il De Sanctis nega che essa possa essere stata attinta alla lista ufficiale della lega; in tal caso perde ogni valore probante la notizia dell'esistenza di un antico centro latino di nome Setia.

Il Pareti , invece, afferma che la lista corrisponde ad un elenco completo dei membri sacri " ab

initio " della lega Ferentina , anteriore anche al Foedus Cassianum: allora è chiaro che la presenza

nella lista di Setia ( come quella di Norba, Signa e Circei ) vada interpretata non per la colonia

latina di tale nome, fondata solo in epoca posteriore, ma per un precedente centro latino, già esistente.

Il Mommsen considera Sezze soltanto come colonia latina fondata nel 382 a.C.; pertanto ritiene assurdo che il nome dei Setini compaia nella lista di Dionigi e, di conseguenza, pensa che vi sia stato uno scambio tra i nomi " SIGNINON " e " SETINON " (dal greco).

Quindi, persistendo vari dubbi circa il valore della lista citata, resta anche l'incertezza intorno i all'esistenza di Setia prima del IV sec. a.C.

Setia veniva a trovarsi ai confini tra il " Latium Vetus " e la zona occupata dai Volsci. La fondazione della colonia Setina di diritto latino è da mettersi in rapporto con un allargamento da parte della lega Romano-Latina nel territorio occupato dai Volsci, del quale evento si ha una conferma in un passo di Livio, che si riferisce all'anno 383 a. C., in cui si legge: " Quinqueviri (creati sunt) Pomptino agro dividendo ", in quanto buona parte dell'Agro Pontino apparteneva ai Setini.

Il territorio setino aveva una grande importanza strategica per Roma, in quanto il suo completo possesso avrebbe dato all'Urbe sicurezza contro le minacce dei Volsci, che Livio dice " essere stati creati per mantenere in esercizio il soldato romano e comprimerlo tra i monti ed il mare". La fondazione di Setía, pertanto, rientra nella strategia dei Romani di creare una fortezza ( come gia Norba nel secolo precedente e Circei alcuni anni prima ) che fosse un baluardo contro la crescente potenza dei Volsci, colmando, come dice il De Sanctis, la lacuna delle fortezze tra Signa e Circei. Pochi anni dopo, nel 379 a. C., a richiesta degli stessi abitanti, la colonia venne rafforzata da un nuovo contingente di coloni.

Nel 343 a. C. Setia venne attaccata dai Volsci Privernati, ma, essendo fedele a Roma, fu difesa da Roma stessa nel 340 a. C. Anche Setia fu tra tutti gli altri popoli latini che parteciparono alla sollevazione contro Roma: si venne a battaglia a Trifeno ed in seguito alla vittoria riportata i Romani sciolsero definitivamente la lega; Sezze fu tra le colonie latine, fondate a partire dal V secolo in territorio Volsco, le cui condizioni furono lasciate immutate, potendo esse conservare la loro autonomia, ma rinunciando ad esercitare alcuni diritti, lo IUS CONNUBII e lo IUS COMMERCII tra loro, mentre gli stessi diritti rimanevano validi tra ciascuna delle colonie a Roma.

Durante la seconda guerra punica Setia si rifiutò di fornire uomini e denaro a Roma, onde, a guerra conclusa, fu da questa severamente punita. Per la sua posizione isolata e ben fortificata fu scelta a custodire parte degli ostaggi cartaginesi e nel 198 a. C. proprio da Sezze partì la rivolta degli schiavi che minacciò il prestigio di Roma. Livio, infatti, racconta che gli schiavi stabilirono di assalire i Setini mentre assistevano ad uno spettacolo in onore di Ercole nell'anfiteatro, ma il tentativo fallì per il tempestivo intervento di Lucio Cornelio Lentulo, avvertito a Roma il giorno prima.

Nella lotta tra Mario, e Silla, Sezze parteggiò per il primo e per questo venne assediata e conquistata da Silla, subendo gravi danni, in seguito ai quali vennero fatti restauri alle mura e un ampliamento al grande bastione poligonale, a cui venne annessa un'opera idraulica.

Dal LIBER COLONIARUM risulta che nel secondo triumvirato, tra Antonio, Ottaviano, e Lepido nel 43 a. C. a Sezze fu condotta una nuova colonia: questa notizia non trova però confronto con nessun altro autore. Oltre che nel citato Liber, si rileva solo in una tarda iscrizione dedicatoria ad un C. Oppius, " patrono della colonia setina ".

Pertanto si nutrono su di essa molti dubbi: infatti, anche se insieme con il PAIS si può ritenere probabile che nel territorio di Setia abbiano avuto luogo assegnazioni a coloni militari da parte dei triumviri, si hanno delle prove che la città si conservò Municipio romano, in cui era stata costituita dopo la guerra sociale.

Le prove consistono in un'asserzione di Plinio, che pone Setia tra gli " oppida ", (cioè " Municipia" Latini) ed in due iscrizioni in cui sono nominati ì " quattuorviri ", magistrati peculiari dei municipi mentre non si trovano mai citati, almeno nelle epigrafi a noi pervenute, i " duumviri ", cioè i magistrati che avrebbero retto la città, qualora fosse divenuta una colonia.

Setia fu resa illustre da antichissime famiglie romane consolari ed imperiali. Livio ( Ab u.c. 1.8 ) attesta che era dì Sezze la nobilissima gens Annia, che ha dato innumerevoli consoli romani, insigni prefetti della città e personaggi imperiali; anzi le monete, riportate da Ligorio nel Libro delle antichità di Roma, mostrano che questa gens ha sempre riconosciuto come fondatore della famiglia L. Annio Setino, pretore dei Latini, ucciso sui gradini del Campidoglio mentre cercava di far riconoscere la parità dei diritti fra Setini e Romani.

Da Sezze traggono origine anche la gens FuIvia, Ponteia, Irpinia, Timpsania, Catia, Meturgia, Ulpia, Barbia ed altre.

Conoscere Amare Conservare

prima parte

 

 

articolo successivo>>

 | Seconda parte | Terza parte |