Legambiente

 

  Circolo Arcobaleno | Il Treno Verde | Asfodelo | Puliamo il Mondo | I Tesori dei Lepini | La piccola grande Italia

  100 strade per giocare | Lettera al Sindaco 2003 | Incendi boschivi 2003 | Giornate Verdi | NO alla Fiumicino-Formia

 Cinema in piazza Prevenzione incendi 2004 Emergenza rifiuti 2005 Bande Piccoli Comuni | Benzene sopra i limiti

Semprevisa: pista ciclabile o strada Parco Regionale dei Lepini | Qualità aria

Scuola e integrazione | Salvalarte 2007 a Cori | 20 anni senza nucleare | Festa dell'albero | Emergenza Clima

| Demolizione ecomostro dei Ciurli | Giorni del Sole


11 e 12 giugno 2011 


8 aprile 2011 

A 25 anni dal disastro di Chernobyl


5 aprile 2011 

LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI LATINA RESTITUISCE GIUSTIZIA AL

TERRITORIO DEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO E AI CITTADINI

COME IL CIRCOLO LARUS HA SEMPRE DENUNCIATO, LA DARSENA NEL

LAGO DI PAOLA ERA COMPLETAMENTE ABUSIVA

Circolo Larus Legambiente Volontariato Via Garibaldi n° 45, 04016 Sabaudia (LT)

Tel 3382546257, 3475252133 – E-mail: circolo.larus@email.it  - internet: www.laruslegambiente.too.it

La sentenza del Tribunale di Latina, che condanna l'amministratore della soc. IN LAND SEA per reati ambientali e paesaggistici sul Lago di Paola, luogo di straordinario valore naturalistico e sottoposto ad un regime vincolistico certo ed internazionale, è l'ennesima dimostrazione della fondatezza delle denunce presentate dal circolo Larus Legambiente e del complesso di abusi, illegalità e violenze ambientali che per anni hanno invece caratterizzato il Lago di Paola, le sue sponde e il territorio del Parco nazionale del Circeo.

Come sempre abbiamo sostenuto, quella darsena, insieme al complesso di infrastrutture a suo servizio e commerciali, era priva delle necessarie autorizzazioni, in primis del nulla osta dell'Ente Parco nazionale del Circeo. Non a caso proprio l'anno passato abbiamo voluto organizzare su quelle sponde e in quei locali, oggi per altro abbattuti, la nostra FestAmbiente, con l'intento di dare un segnale forte di riconquista del territorio, dopo anni di battaglie, alla libera fruizione dei cittadini, alla legalità e alla tutela ambientale.

Proprio in quell'occasione fummo oggetto di deprecabili tentativi di intimidazione, prontamente rigettati, per via del nostro impegno in favore di legalità e ambiente. Questa sentenza è la migliore risposta a quanti, con arroganza e prepotenza, in quell'occasione posero in atto miserevoli tentativi atti ad impedirci il regolare svolgimento dell'iniziativa.

La magistratura di Latina, alla quale va tutto il nostro sostegno e plauso, con questa sentenza compie un atto di grande giustizia, restituendo verità e dignità ai cittadini e a quelle associazioni che da anni si battono per una gestione diversa del territorio e il ripristino della legalità. Soprattutto assesta un duro colpo alle abitudinarie condotte di alcuni, ispirate da logiche di pura speculazione, che intendono il Parco nazionale come una grande occasione per trarre profitto illegalmente a danno dell'ambiente e la legalità un optional di cui fare a meno. Alla luce di quanto scritto, siamo convinti si debba aprire una discussione serena su una classe dirigente che presenta tra le sue file esponenti condannati e indagati per reati contro l'ambiente e per mafia.


Perugia, 24 febbraio 2011

Ora basta!

Questa “rivoluzione” è anche la nostra!

Invitiamo tutti i cittadini ad esporre la bandiera della pace al balcone di casa in segno di solidarietà con i giovani e i popoli in lotta per la dignità, i diritti umani, la libertà, la democrazia e lo stato di diritto nel mondo arabo.

“E’ indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione,…”

(Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)

“Tutti hanno il diritto, individualmente e in associazione con altri, di promuovere e lottare per la protezione e la realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali a livello nazionale e internazionale”

(Dichiarazione Onu Difensori dei Diritti Umani)

Ora basta. Basta con il silenzio e le connivenze. Basta con il cinismo, con la stupidità, la miopia, l’indifferenza.

L’Italia deve intervenire, senza ulteriori esitazioni, per fermare la brutale repressione delle manifestazioni in Libia e negli altri paesi del nord Africa e del Golfo. Allo stesso tempo l’Italia deve agire in seno all’Europa, al sistema delle Nazioni Unite e alle altre istituzioni internazionali democratiche all’insegna della ferma difesa dei diritti umani, del dovere di proteggere, di assistere e di accogliere le vittime della repressione. Le norme giuridiche non devono essere soltanto scritte ma effettivamente applicate.

Basta con i proclami ansiogeni da “stato di emergenza”. Basta con la diffusione di

paure, paranoie, allarmi e minacce. Basta con il pessimismo e il catastrofismo

politico. Questa “rivoluzione” è anche la nostra. Prima di tutto perché è pacifica e perché crediamo nella globalizzazione dei diritti umani, della libertà e della democrazia. E ogni colpo assestato a regimi e dittature è un passo nella giusta direzione. Secondo perché noi (noi italiani ed europei) abbiamo tutto da guadagnare dal successo di queste storiche rivolte. Lo sviluppo civile, politico e sociale della sponda sud del Mediterraneo rappresenta una formidabile risorsa anche per lo sviluppo del nostro paese. 

Un’opportunità unica, storica, che non possiamo permetterci di sprecare. Per questo noi non dobbiamo invocare stabilità, ma cambiamento. Per questo, senza ulteriori indugi, dobbiamo essere concretamente al fianco di chi sta rischiando la vita per la libertà, la giustizia e la democrazia contro ogni forma di repressione. Per questo l’Italia e l’Europa devono avere il coraggio di rompere con un passato fatto di sfruttamento, traffici leciti e illeciti, complicità con re, monarchi e dittatori, ingiustizie, violazioni dei diritti umani e silenzi interessati. Ostinarsi a fare come si è fatto sin’ora non è solo ingiusto ma anche impraticabile, miope e fallimentare. 

Un grande errore strategico.

L’Italia e l’Europa devono avere il coraggio di guardare al futuro e mobilitare ogni risorsa disponibile a sostegno dei cambiamenti in corso. Oltre alla propaganda isterica sulla “minaccia islamica" e sull’"Occidente satanico", oltre alla teoria dello scontro di civiltà, oltre alla vecchia logica delle armi e del muro contro muro, noi sappiamo che un altro futuro è possibile. L’Italia e l’Europa devono dare avvio immediato ad un radicale ripensamento delle relazioni con i paesi del nordafrica e in particolare con quelli in via di democratizzazione. E devono investire, con creatività e determinazione, per fare del Mediterraneo un vero mare della pace, della solidarietà, dell’incontro fertile tra persone e culture diverse, del dialogo tra le grandi religioni, della sicurezza comune e dello sviluppo umano per tutti.

Il nostro destino non sarà diverso da quello dei popoli del Mediterraneo. O ci impegniamo a progettare insieme delle condizioni di vita migliori per tutti o non ci sarà pace per nessuno.

Spetta a noi di investire sulla costruzione di un Mediterraneo che può diventare il cuore “dell’edificazione della storia nuova del mondo(Giorgio La Pira).

Invitiamo tutti i cittadini, i gruppi, le associazioni, gli enti locali, le organizzazioni laiche e religiose, solidali con i giovani e i popoli in lotta per la dignità, i diritti umani, la libertà, la democrazia e lo stato di diritto nel mondo arabo, preoccupati per la dura repressione che stanno subendo e indignati per l’inazione del governo italiano, favorevoli ad un più coerente impegno per la pace e i diritti umani, ad esporre da subito la bandiera della pace ai balconi delle case.

Chiediamo insieme:

1. una chiara e forte condanna di tutte le forme di repressione contro le manifestazioni pacifiche in corso;

2. l’immediato invio di osservatori internazionali (International Human Rights Monitors) e delle agenzie umanitarie nei paesi interessati dalle rivendicazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali da parte del Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea;

3. il riconoscimento dei bisogni umanitari e del diritto all’accoglienza di tutti coloro che fuggono dalle violenze, dalle minacce e dalle altre violazioni dei

diritti umani in atto nel mediterraneo;

4. il blocco della vendita delle armi e la sospensione di ogni forma di cooperazione militare con tutti i paesi che non rispettano il diritto di manifestare liberamente e pacificamente;

5. l’adozione tempestiva delle necessarie misure di assistenza umanitaria alle popolazioni sottoposte a deprivazioni dei diritti non soltanto civili e politici ma anche economici e sociali;

6. l’apertura di una inchiesta internazionale dell’Onu tesa a individuare, processare e punire i responsabili delle uccisioni e delle violenze contro i civili;

7. l’immediata convocazione dell’Assemblea Parlamentare Euromediterranea;

8. l’immediata definizione di un piano nazionale ed europeo di promozione della cooperazione e del dialogo tra la società civile, le organizzazioni e le culture, delle due sponde del Mediterraneo.

Facciamo appello alle organizzazioni e ai movimenti di società civile europea affinché attivino tutti le iniziative di solidarietà e di pressione sui governi europei perché finalmente si realizzi una autentica “Comunità del Mediterraneo per la sicurezza e lo sviluppo umano”. Facciamo appello agli enti locali e alle Regioni perché, sull’esempio di Giorgio La Pira, diano vita ad una nuova stagione di diplomazia delle città basata sull’incontro, il dialogo, lo scambio e la cooperazione tra i popoli dell’Europa e del Mediterraneo.

Tavola della pace, Acli, Agesci, Arci, Cgil, Cisl, Articolo 21, 

Libera–Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, Cipsi, Cnca, 

Udu-Unione degli Universitari, Emmaus Italia, Pax Christi, Volontari nel Mondo-Focsiv, Associazione per la pace, Legambiente, Beati i Costruttori di pace, 

Centro per la pace Forlì/Cesena, Lega per i diritti e la liberazione dei popoli, 

Movimento Federalista Europeo, Flare, Terra del fuoco, Forum Trentino per la pace, Reds- Rete degli Studenti Medi  (prime adesioni).

Le adesioni vanno inviate alla Tavola della Pace, via della viola 1 (06122) Perugia

Tel. 075/5736890 - fax 075/5739337   email  segreteria@perlapace.it  -  www.perlapace.it 


 9 gennaio 2011

Blitz di Legambiente alla centrale nucleare di Borgo Sabotino

NO AL RITORNO NUCLEARE PREVISTO DAL NUOVO PIANO ENERGETICO NAZIONALE

NO AL DEPOSITO NAZIONALE DI SCORIE A LATINA

SI ALLO SVILUPPO DELLE ENERGIE RINNOVABILI, ALL'INNOVAZIONE TECNOLOGICA, AL MIGLIORAMENTO DELL'EFFICIENZA ENERGETICA

I Presidenti dei circoli Legambiente di Sabaudia e Latina: “l'energia atomica non è la risposta ai cambiamenti climatici, alle esigenze del Paese, alla crisi economica e occupazione e alle aspettative del territorio pontino. 

Latina non vuole il ritorno al nucleare e non può ospitare il deposito nazionale di scorie radioattive!! 

Contro queste scelte l'opposizione di Legambiente sarà durissima”

    vedi tutte le foto del blitz

Un deciso no al nucleare, senza se e senza ma. È forte l'appello no-nuke lanciato quest'oggi dal Circolo Larus di Sabaudia e Arcobaleno di Latina di Legambiente durante il blitz effettuato all'ex centrale di Borgo Sabotino di fronte alla quale si sono ritrovati decine di attivisti e oppositori del ritorno a questa dannosa ed inutile fonte di energia.

Con l'approvazione della Legge Sviluppo n.99 del luglio 2009 e con il Decreto Legislativo n.31 del 15 febbraio 2010 si è ufficialmente tornato a parlare di ritorno del nucleare in Italia: il nuovo piano energetico nazionale prevede, infatti, che il nostro paese si doti entro il 2020 di una quota del 25% del proprio fabbisogno di energia elettrica prodotta dall'atomo. Un ammontare pari a 13.000 MW. Questo significherà che varranno dislocate sul territorio nazionale non meno di 8 centrali nucleari quattro delle quale dovrebbero essere realizzate da Enel in partnership con Edf Electricité de France con una tecnologia nota con il nome EPR.

“L'energia dell'atomo non aiuterà il nostro Paese a risolvere i suoi problemi energetici – dichiarano Alessandro Loreti, presidente del Circolo Arcobaleno di Latina e Marco Omizzolo, presidente del Circolo Larus di Sabaudia e coordinatore provinciale dei circoli di Legambiente – perché incapace di garantire il rispetto degli accordi sul clima, l'abbassamento della bolletta energetica e di ridurre la dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento delle materie prime da importare. Inoltre, il reattore EPR (di terza generazione avanzata e non di quarta) non ha risolto nessuno dei problemi noti da decenni, quali la produzione e lo smaltimento delle scorie che rimangono radioattive anche per decine di migliaia di anni, l'approvvigionamento di uranio le cui riserve si esauriranno entro qualche decennio e i rischi legati alla proliferazione di armi nucleari e di obiettivi sensibili del terrorismo globale. La sicurezza di tale tipo di reattore, inoltre, è ancora del tutto insufficiente tanto che in tutto il mondo (dal Sud Africa, al Canada agli Stati Uniti) vengono ritirate importanti commesse. Nel nostro Paese, in controtendenza, complici anche spot ingannevoli che osserviamo in questi giorni alla tv, si continua a sponsorizzare il nucleare senza neanche tener conto delle volontà espresse dai cittadini italiani nei tre referendum del 1986 ed impugnando le leggi che alcune Regioni hanno emanato per contrastare la scelta governativa. 

Particolarmente significativo, dunque, il luogo scelto per il blitz – continuano i rappresentanti di Legambiente – in quanto, nonostante il Governo glissi sui siti che l'Agenzia per la sicurezza nucleare dovrebbe individuare per la localizzazione delle 8–9 centrali, è possibile ipotizzare ed individuare, come ha fatto la Legambiente, quali saranno le comunità a cui verrà “appioppato” il fantasmagorico “bidone nucleare”. Latina ed il sito di Borgo Sabotino sono sempre in lista. Ma il territorio ha già dato, in termini di sacrifici ambientali e di vite umane: ricordiamo che nel reattore della centrale di Borgo Sabotino sono presenti ancora 2.000 tonnellate di grafite altamente radioattiva! E questa è solo la premessa affinché si faccia, del sito, il deposito nazionale delle scorie radioattive, arrivando ad ospitare, a partire dal 2025, i rifiuti nucleari di terza categoria (quelli più pericolosi). 

Ricordiamo inoltre che il nuovo piano per il decommissioning prevede il 2040 come data di conclusione di tutta la procedura e ciò solo se effettivamente il Paese riuscirà ad individuare un deposito unico di stoccaggio delle scorie di terza categoria capace di contenerle per periodi lunghissimi.. centinaia di anni!! Resta assurdo comunque che per l'energia prodotta fino al 1987 (anno di chiusura della centrale) si debbano continuare a spendere ingenti somme di denaro fino al 2040. Ogni anno il decommissioning costa alle casse pubbliche non meno di 2 milioni di euro. Soldi che provengono dalla componente A2 della bolletta che ogni bimestre le famiglie pagano al gestore della rete elettrica. Ecco la grande bufala del nucleare!!

Chiediamo pertanto al governo un'inversione di rotta, puntando ad uno sviluppo delle energie rinnovabili e in modo particolare sul sole di cui l'Italia non difetta certamente quanto a disponibilità, incentivando la ricerca nei settori dell'innovazione tecnologica e puntando ad un miglioramento dell'efficienza energetica, alle amministrazioni locali, oltre a formali dichiarazioni di contrarietà, di mettere in campo azioni politiche e atti che contrastino il ritorno del nucleare a Latina e alla cittadinanza di sostenere questa battaglia con determinazione”.

L'opposizione della Legambiente al ritorno del nucleare in Italia, a Latina in particolare, e alla destinazione del deposito costruito (di cui alleghiamo foto) a borgo Sabotino a deposito nazionale permanente delle scorie nucleari sarà, come sempre è stato, radicale, netta, durissima.

I direttivi dei circoli Legambiente Larus Sabaudia e Arcobaleno Latina 


23 dicembre 2010 

TROPPI INDAGATI NELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI SABAUDIA E IL CONSIGLIERE DI MAIO RIMANE AL SUO POSTO!!

UNICA STRADA PER DIFENDERE LA CITTA' SONO LE IMMEDIATE DIMISSIONI DEL SINDACO LUCCI

Circolo Larus Legambiente di Sabaudia

La città di Sabaudia era ricordata, fino a qualche anno fa, come città verde nel Parco nazionale del Circeo. Una città indissolubilmente legata al suo territorio, che ricorda le meravigliose suggestioni metafisiche alla De Chirico o le ambientazioni sceniche di Carrà. Le Corbusier la definiva <<un dolce poema, forse un pò romantico, pieno di gusto, segno evidente d'amore>>.

Di quel dolce poema romantico è rimasto solo un vago ricordo, umiliato da cementificazione selvaggia, una conflittualità istituzionale oltre ogni limite di decenza, crisi ambientali, economiche e occupazionali, diffusa illegalità, interessi malavitosi e radicalizzazioni mafiose.

Oggi Sabaudia è una città, stando a quanto riportato dagli organi di stampa, piegata da numerose inchieste della Magistratura, intervenuta per reprimere reati gravissimi: dall'abusivismo edilizio, all'associazione mafiosa, dal falso ideologico, alla turbativa d'asta, al riciclaggio. Per trovarne conferma è sufficiente passeggiare per il centro della città e osservare i numerosi locali posti sotto sequestro.

Le imputazioni della Magistratura sono gravissime e riguardano direttamente alcuni amministratori comunali impegnati nella maggioranza con incarichi di prestigio e responsabilità. Osservare questi ultimi continuare ad esercitare le proprie funzioni, senza sentire il dovere morale di dimettersi restituendo il proprio mandato rappresenta, agli occhi della cittadinanza, un'immagine indecorosa della propria classe dirigente. Il tentativo di alcuni consiglieri di difendersi, mascherandosi dietro la retorica del mandato elettorale ricevuto democraticamente dai cittadini, significa solo perseverare in comportamenti politicamente insostenibili. Bisognerebbe chiedere oggi ai cittadini se ciò che desideravano al momento del voto era questo immobilismo, questa paralisi dell’attività politica e amministrativa, il clima di oppressione che si respira, la crisi occupazione che affligge i tanti lavoratori e giovani di Sabaudia.

Tra tutti i reati imputati ai consiglieri di maggioranza dell'amministrazione comunale, spicca per gravità, quello di associazione mafiosa, riciclaggio, abusivismo edilizio, turbativa d'asta, in capo al consigliere Rosa Di Maio, figlia di quel Salvatore Di Maio, già indagato, come la figlia, dalla D.D.A. di Napoli, quale presunto affiliato al clan Cava e presunto amministratore dei denari e degli immobili di uno dei clan più pericolosi della camorra campana. Il consigliere Di Maio continua ostinatamente a rappresentare, conservando la sua carica, la città di Sabaudia, così come continua a conservare la titolarità di funzioni in seno all'amministrazione, come quella di membro di ben due commissioni, tra cui, incredibilmente, quella di vigilanza.

La sua presenza nell'assise comunale è stata denunciata fin prima delle consultazioni, tanto che alcuni giornali ne parlarono a livello nazionale, dalle associazioni ambientaliste e che si occupano di legalità, come Legambiente, Libera, l'associazione Caponnetto.

Oggi la situazione è divenuta vieppiù grave in presenza di sequestri eseguiti dalla Polizia a beni immobili per un valore di circa 2 milioni di euro, che insieme ai sequestri precedenti portano la cifra dei sequestri effettuati alla famiglia del consigliere ad oltre 33 milioni di euro. In questa situazione è stata presentata al Ministro dell’Interno un'interrogazione parlamentare per verificare l'eventuale presenza di condizionamenti mafiosi sull'attività politico-amministrativa nel Comune di Sabaudia e nel caso decretare lo scioglimento del Consiglio comunale.

Le mancate dimissioni del consigliere aggravano una situazione già pesante in un Comune dove sono numerosi gli indagati per reati legati all’abusivismo edilizio: una crisi etico-morale ancor prima che politica che svilisce e umilia un intero territorio, che piega e deprime la cittadinanza.

Il circolo Larus apprezza la decisione del Sindaco di Sabaudia, Maurizio Lucci, che si è detto disponibile a rassegnare le dimissioni qualora la Di Maio non si facesse da parte. D’altro canto, il Sindaco non può negare oggi di aver scelto un'alleanza elettorale con una persona che, seppur con un processo in corso, risultava già indagata per presunti collegamenti con realtà di stampo mafioso al tempo della sua candidatura.

Alle parole del Sindaco Lucci devono però ora coerentemente seguire i fatti.

Ben vengano quindi le dimissioni del Sindaco e di tutti quelli che hanno fatto dell’abusivismo edilizio e del conflitto tra enti e istituzioni il pane quotidiano dello scontro politico, abbandonando di fatto la cura della città e del territorio. I dati sull'abusivismo edilizio, la storia recente dei rapporti tra amministrazione comunale e Ente Parco, le note vicende legate alla darsena e al Lago di Paola che hanno visto l'amministrazione schierarsi in favore di chi ha per anni deturpato il territorio, la questione della legalità e della lotta alla criminalità organizzata, dimostrano la necessità e l'urgenza di una scelta di questa natura.

Da due anni le televisioni e i giornali si occupano costantemente di reati commessi o presunti e appare grave il fatto che anziché depurare questi luoghi dalle illegalità, l’amministrazione abbia addirittura ritenuto utile mettere un “bavaglio” alla stampa. Scelta che l’amministrazione si è dovuta rimangiare ma che appare grave alla luce delle operazioni effettuate ultimamente dalla Questura di Latina.

Per questa ragione, rivolgendoci direttamente al Sindaco Lucci, gli chiediamo di mantenere l'impegno preso in Consiglio comunale, dimostrando coerenza con quanto dichiarato e amore per la città. Che rassegni al più presto le dimissioni, che liberi l’assise dai terribili sospetti, dai processi, dai sequestri, dagli abusi, dalle prepotenze e dai possibili condizionamenti. Si tratta dell'unica strada percorribile per il bene di Sabaudia.


12 novembre 2010 -  Riqualificazione ambientale per il Lago di Paola
Circolo Larus Legambiente di Sabaudia

CUSANI INSISTE CON IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL LAGO DI PAOLA. QUEL PROGETTO NON PREVEDE IL RESTAURO ARCHEOLOGICO DELL’AREA MA LA SUA DEFINITIVA COMPROMISSIONE. INVITIAMO CUSANI INVECE A SOSTENERE GLI SCAVI ARCHEOLOGICI IN ESECUZIONE NELL’AREA PER LA SUA REALE VALORIZZAZIONE.
Il Presidente Cusani non perde occasione per rilanciare l’ormai notissimo e contestatissimo progetto di riqualificazione ambientale sul Lago di Paola, anche speculando sul drammatico crollo (metafora perfetta dell’Italia odierna) della Domus dei Gladiatori di Pompei. Vogliamo far notare al Presidente Cusani, il quale afferma che il progetto provinciale avrebbe previsto il restauro del canale romano e del ponte rosso, che in realtà esso, come abbiamo denunciato da tempo, costituisce solo un “cavallo di troia” per la navigabilità del Lago di Paola, negata dal PTP regionale, presuppone non il restauro archeologico dell’area ma la sua compromissione definitiva, la realizzazione, di fatto, di una portualità vietata dalla norme regionali, nazionali ed europee e l’ennesima speculazione a danno della legalità, del Parco nazionale e dell’ambiente.
Se davvero il Presidente fosse stato interessato al restauro dell’area e al suo rilancio anche in termini di ecoturismo, avrebbe condiviso un progetto di diversa natura con l’Ente Parco nazionale del Circeo e la proprietà del Lago e stanziato fondi adeguati per la messa in sicurezza dell’area e la sua valorizzazione, affiancando nell’opera di ricerca la Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio e l’Università di Roma, facoltà di archeologia, che con un lavoro di particolare rilievo scientifico stanno ottenendo risultati di interesse internazionale, a testimonianza dell’alto valore storico e archeologico del sito.
Il Presidente ha invece solo cercato di imporre arrogantemente il suo progetto, che di fatto viola norme e procedure, è responsabile di uno scontro istituzionale che ha innescato pericolose derive accentuando toni polemici e provocatori, ha proposto a ripetizione proposte di commissariamento dell’Ente Parco sempre fallite.
Invitiamo dunque il Presidente Cusani ad abbandonare l’oramai velleitario e iperbocciato progetto di riqualificazione sul Lago di Paola, a superare il rancoroso rapporto che Egli continua ad avere con il Parco nazionale del Circeo e a stanziare adeguati fondi per approfondire gli scavi archeologici nell’area così da valorizzare realmente, come sua volontà dichiarata, il Parco nazionale e l’area interessata avviando un percorso di rilancio culturale, legalitario ed economico di cui il territorio sente urgente il bisogno.


31 luglio 2010 -  Festa Ambiente 2010... 2a edizione

Torre Paola -Sabaudua 


29 maggio 2010 -  Spiagge pulite 2010... Senza barriere

La disabilità non è un mondo a parte, ma è una parte del mondo

Torna anche quest’anno Spiagge Pulite. La storica campagna Legambiente, organizzata a Sabaudia dal locale circolo Larus con il patrocinio dell’Ente Parco nazionale del Circeo, vuole, come ogni anno, impegnare volontari, cittadini, turisti ad una giornata di pulizia della spiaggia e sensibilizzare tutti, amministratori compresi, ad una migliore cura del nostro patrimonio ambientale al fine di promuovere un adeguato sistema di raccolta differenziata dei rifiuti anche sul Lungomare di Sabaudia.

L’appuntamento è per sabato 29 MAGGIO, con inizio programmato per le ore 09.00 e termine per le 13.00 circa, nei pressi della strada della Lavorazione – zona Bufalara (strada interrotta lato Sabaudia).

Quest’anno c’è però una ragione in più per partecipare a questa nuova edizione, che non a caso abbiamo voluto chiamare “Spiagge Pulite 2010…Senza Barriere!!!”. All’evento parteciperanno, infatti, le ragazze e i ragazzi del centro di riabilitazione ARMONIA di Latina, che da anni si occupa di trattamenti medici fisiokinesiterapici e psicologici riabilitativi per soggetti con disabilità psicofisiche e sensoriali di vario livello. Le ragazze e i ragazzi, seguiti dallo staff di ARMONIA, collaboreranno alla giornata di pulizia sottolineando la necessità di rendere adeguatamente fruibile la spiaggia di Sabaudia anche a chi vive una condizione temporanea o permanente di disabilità. La spiaggia, il mare, il complesso dunale del Parco nazionale del Circeo sono ambienti di straordinario valore però ancora troppo spesso non accessibili per chi è costretto ad una qualche forma di disabilità, nonostante la legge 104/92 riconosca e garantisca tale diritto come inalienabile. Si tratta di un’ulteriore difficoltà che spesso costituisce una mortificazione, facilmente superabile con un’adeguata predisposizione delle passerelle di accesso alla spiaggia, loro continua manutenzione, con annesso percorso tattile per i non vedenti. Rendere accessibile il mare significa contribuire a far sentire inclusa la persona e aiutarla nel suo percorso riabilitativo, sia esso motorio o psichico, così da far crescere la cultura del “PERTUTTI”. Siamo convinti che l’educazione ambientale e il valore natura, costituiscano un’importante occasione di riabilitazione, di inclusione, di convivialità, di sviluppo della propria socialità così da superare pregiudizi, paure e discriminazioni.

All’iniziativa parteciperanno alcuni alunni delle scuole elementari di Borgo Grappa e Borgo San Donato accompagnati da insegnanti e genitori e l’associazione HANDIAMO di Roma impegnata con Legambiente perché il territorio italiano e in particolare il suo patrimonio naturale sia realmente accessibile e liberamente fruibile anche per i diversamente abili.

Il luogo di ritrovo indicato sarà adeguatamente segnalato dalle bandiere dell’associazione. In spiaggia sarà presente il nostro gazebo che fungerà da punto di ritrovo per i volontari, di riposo e ristoro. A tutti i partecipanti verrà distribuito gratuitamente il necessario per la raccolta dei rifiuti, ossia un adeguato paio di guanti, buste ecologiche biodegradabili e cappellini dell’associazione.


12 maggio 2010 -  Terre profanate - viaggio nel cuore della mafia
Il circolo Larus Legambiente, nell’ambito dell’iniziativa VOCI LIBERE - rassegna di incontri con l’autore – organizzata con il patrocinio del Comune di Sabaudia, presenterà il giorno 15 Maggio alle ore 17.00, presso Sala Museo Emilio GRECO, il libro “TERRE PROFANATE – viaggio nel cuore della mafia” di David Lane.
Alla presentazione parteciperà l'autore, corrispondente dall'Italia del prestigioso The Economist dal 1994 e già coautore degli speciali su Silvio Berlusconi che hanno avuto vasta eco in Italia e in Europa.
Quest’ultima iniziativa chiude la prima rassegna del circolo Larus “Voci Libere” con un ospite prestigioso e testimone autorevolissimo del vero giornalismo d’inchiesta, David Lane, sempre informato, attento alle fonti, curioso, coraggioso, professionale, mai prono nei riguardi del potere, anzi correttamente distante e critico rispetto ad esso, come il suo precedente libro “L’ODORE DEL POTERE” sull’ascesa di Silvio Berlusconi ha dimostrato, il quale restituisce merito e altissimo contenuto intellettuale alla rassegna del circolo Larus Legambiente. 
Il libro racconta con competenza e passione del bellissimo e contraddittorio meridione d’Italia, presentando un’analisi cruda e severa, ma anche corretta, coraggiosa e onesta, di omicidi, estorsioni, droga, contrabbando, collusioni, minacce ma anche della reazione alla prepotenza, di condanne e battaglie vinte, legalità, impegno, lotte e speranze mai sopite e bellezza. Il testo parte da Gela, nel profondo sud della Sicilia, molto più vicino all’Africa che a Roma, e prosegue verso nord, passando per Corleone, Palermo, Messina, Reggio Calabria, Gioia Tauro, Sibari, Scanzano Jonico, Otranto, Eboli, Napoli e Casal di Principe. Ultima tappa è Teano, il luogo storico dove Garibaldi ha consegnato il Regno delle Due Sicilie al re piemontese, Vittorio Emanuele. Da questi viaggi nasce Terre profanate, un saggio sulla mafia nelle sue diverse forme regionali e sull’impatto che la presenza mafiosa ha sul popolo del Sud e sull’economia delle regioni dove è radicata. Storie di preti e professori, sindaci e sindacalisti, poliziotti e pubblici ministeri, agricoltori e imprenditori, giovani e anziani che raccontano come si vive al Sud, delle difficoltà che affrontano e delle speranze che nutrono. Una narrazione che incrocia presente e passato – dagli antichi greci a Gela alla lotta contadina; dal terremoto di Messina nel 1908 al bergamotto a Reggio; dagli errori dell’industrializzazione in Calabria alle bellezze naturali della costa pugliese; dallo splendido Teatro San Carlo di Napoli alla maestosa Reggia di Caserta – per recuperare tutta la bellezza e la straordinaria cultura che queste terre violate possono donare. Di questo libro hanno scritto:
“Dopo l’agghiacciante realtà di questo libro non sarete più in grado di divertirvi di fronte al solito sfavillante film di mafia” Luke Coppen, Catholic Herald.
“Un ritratto potente e sensibile di persone eroiche, spesso isolate, che hanno combattuto contro 150 anni di criminalità organizzata. Un resoconto meticoloso, un atto d’accusa impressionante” Guy Dinmore, Financial Times.
“Una catastrofe di questo genere richiede scrittori, storici, giornalisti per spiegare, studiare e denunciare cosa è accaduto e cosa continua ad accadere. David Lane è una di queste voci. Ricco di informazioni molto dettagliate, questo libro è un’analisi di come la mafia, la camorra e la ’ndrangheta si siano arricchite, abbiano corrotto i politici e assassinato gli oppositori evitando le condanne” John Foot, History Today.
“Un esempio di prima classe del giornalismo di inchiesta” CNBC European Business Magazine.
L’idea originaria del circolo Larus Legambiente alla base di VOCI LIBERE consisteva nella volontà di “costruire” degli spazi interni alle istituzioni e vicini alle persone (e la sala del museo Emilio Greco sintetizza perfettamente queste due caratteristiche) in cui discutere, in tutta libertà, di temi, questioni, o troppo distanti o sempre secondari nel dibattito pubblico, politico e civile della città di Sabaudia. L’intento era quello di incentivare la discussione, il confronto, l’analisi in un crescente rapporto dialettico tra pubblico e relatori così da fornire informazioni e stimolare una discussione che costituisce, secondo noi, occasione per accrescere i livelli di consapevolezza, informazione e cultura che rappresentano, senza alcun dubbio, l’antidoto principale all’oblio democratico e civile che pare il tratto distintivo della società contemporanea. Evitando di cadere in una stucchevole retorica e antipatico auto encomio, le presentazioni e i dibattiti succedutisi sono sempre stati di alta qualità e partecipati tanto da incoraggiarsi all’organizzazione di una prossima seconda edizione.Con un pizzico di presunzione, possiamo quindi considerare la rassegna un importante successo per la partecipazione e l’interesse dimostrato grazie ad un importante lavoro di organizzazione fatto dai volontari del circolo Larus, alla grande passione e competenza dei diversi relatori intervenuti, che con l’occasione ringraziamo sentitamente, e alla straordinaria partecipazione del pubblico, sempre numeroso e sempre assai interessato a tutte le questioni trattate.
Nel corso dell’iniziativa, il circolo Larus Legambiente raccoglierà le firme per la campagna referendaria “L’ACQUA NON SI VENDE” per promuovere i tre referendum che dicono sì all’acqua pubblica e no ad ogni tentativo di privatizzare e speculare su un bene pubblico fondamentale alla vita. Il sito, che invitiamo a visitare per ottenere ulteriori informazioni, è www.acquabenecomune.org 
Il sito del circolo Larus Legambiente è invece: www.laruslegambiente.it


11 agosto 2009 -  Lago di Sabaudia sotto tutela

Dopo oltre due anni di segnalazioni e di denunce - molte delle quali a firma di Legambiente e di Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie, finalmente l’area del Lago di Sabaudia è stata posta sotto la tutela delle Istituzioni. Il protocollo d’intesa tra Regione e Ministero dell’Ambiente ripristina la legalità nella zona del Parco Nazionale del Circeo e in particolare del Lago di Paola, proteggendola in tal modo dalle aggressioni e dalle mire speculative della criminalità organizzata. Le associazioni Legambiente e Libera nel manifestare la propria soddisfazione per l’intesa raggiunta tra Governo e Regione Lazio tornano a denunciare al tempo stesso la grave situazione politica e istituzionale creata dal Presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani. In una dichiarazione al Corriere della Sera di domenica scorsa il Presidente della Provincia è arrivato a reclamare il commissariamento dell’Ente Parco del Circeo, le dimissioni del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, nonché quelle del Ministro dell’Interno Roberto Maroni “colpevole” di aver proposto lo scioglimento del Comune di Fondi per infiltrazioni mafiose. Nei mesi passati lo stesso Presidente Cusani aveva avanzato pesanti riserve sul conto del Prefetto di Latina, Bruno Frattasi. Un tale atteggiamento in presenza di interessi da parte dei clan della camorra e di esponenti delle n’drine calabresi così come emerso dalle indagini di due Procure antimafia, quella di Roma e quella di Napoli e del concreto pericolo che il territorio del Parco Nazionale del Circeo e del lago di Paola vengano destinati al riciclaggio del denaro sporco proveniente dai traffici di droga, dal preoccupante fenomeno dell’usura, appare quantomai pericoloso. Ci si domanda, tra l’altro, come sia possibile che mentre tutte le altre Istituzioni- Prefettura, Regione Lazio, Ministero dell’Ambiente, Ministero dell’Interno- lavorano per una maggiore tutela dell’area e quindi per la sicurezza dei cittadini, vi sia chi pervicacemente continua a negare la realtà portando avanti un’opposizione ai limiti della costituzionalità rendendo ancora più difficile l’opera dei rappresentanti delle Stato e delle Istituzioni. Legambiente e Libera chiedono a tutti i gruppi consiliari della Regione Lazio di prendere in esame questa grave situazione per trarne le necessarie conseguenze politiche e istituzionali. 


18 e19 luglio 2009 -  1°FestAmbiente Larus - EcoEtnica 2009
Il 18 e 19 luglio, l’evento culturale organizzato dal Circolo Larus Legambiente di Sabaudia in collaborazione con il Parco Nazionale del Circeo e la Regione Lazio 

Il Circolo Larus Legambiente di Sabaudia, in collaborazione con il Parco Nazionale del Circeo e la Regione Lazio, organizza, nei giorni del 18 e 19 luglio, presso il Centro Visitatori del Parco sito in via Carlo Alberto a Sabaudia, la prima edizione di FestAmbiente: una due giorni di concerti, dibattiti, seminari, momenti conviviali, visite guidate e musica che, con il sottotitolo di EcoEtnica 2009, vuol essere un importante momento di riflessione sul ruolo delle aree protette finalizzato, in modo particolare, alla conoscenza e promozione del Parco Nazionale del Circeo, delle sue bellezze storiche, archeologiche, paleontologiche, ambientali, della storia, degli usi, delle arti, delle musiche e dei costumi della tradizione popolare locale e nazionale, avviare una discussione partecipata sulle criticità che caratterizzano l’area protetta, provando ad individuare una possibile strada per il suo rilancio a livello internazionale. Siamo convinti, infatti, che solo mediante l’incontro, la discussione partecipata sui temi dell’ambiente, della legalità e dell’economia, provando a rilanciare una riflessione approfondita e contemporaneamente divertendoci, ascoltando buona musica e poi promuovendo i caratteri anche storici e etno-antropologici dell’area protetta sia possibile superare pregiudizi, limiti, conflitti che rendono il Parco Nazionale del Circeo, ancora oggi, purtroppo, una grande occasione mancata. La “1° FestAmbiente Larus – Progetto Ecoetnica 2009” vuole rappresentare un’occasione importante per dare spazio a quanti si battono territorialmente per la legalità, la difesa e promozione delle aree protette, della loro biodiversità, per un turismo di qualità, un’economia di sviluppo ecosostenibile con importanti ricadute anche occupazionali. Si tratta del tentativo di iniettare nel Parco e nella provincia di Latina un antidoto contro quanti, in questo straordinario luogo, vivono e si nutrono di illegalità, corruzione, speculazione. Per due giorni, in un clima di festa e amicizia, dove i veri protagonisti saranno il territorio e i tanti visitatori che ogni giorno verranno a trovarci, tenteremo di costruire qualcosa di nuovo e di diverso in cui ciascuno può sentirsi a casa propria e soprattutto partecipe e protagonista di un cammino di rilancio e di trasformazione della comunità locale partendo proprio dall’ambiente e dalla sua storia.

Di seguito, il dettaglio degli eventi in programma, tutti gratuiti:

18 luglio 2009:

Presso l’Auditorium del Parco Nazionale del Circeo, ore 10.30, convegno su "Legalità, ambiente e sviluppo economico nel Parco nazionale del Circeo". Il convegno sarà occasione per discutere delle principali vertenze che interessano il Parco nazionale del Circeo. Sarà anche occasione per presentare la seconda tappa del NO ECOMAFIA TOUR 2009 organizzato da Legambiente Lazio e Regione Lazio.

Parteciperanno:

Marco Omizzolo (Presidente Circolo Larus Legambiente Sabaudia)

Gaetano Benedetto (Presidente Ente Parco Nazionale del Circeo)

Lorenzo Parlati (Presidente Legambiente Lazio)

Sebastiano Venneri (Vicepresidente Legambiente)

On. Sesa Amici

On. Luisa Laurelli

On. Enrico Fontana

Giuseppe Colombi (Comandante provinciale Guardia di Finanza)

Giuseppe Persi (Comandante Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato)

Anna Scalfati (Giornalista Rai e proprietaria di maggioranza del Lago di Paola)

Elvio Di Cesare (Associazione Caponnetto)

On. Daniele Fichera (Assessore Regione Lazio agli Affari Istituzionali Enti Locali e Sicurezza)

Sono stai invitati a partecipare il Comune di Sabaudia e la Provincia di Latina.

A seguire sarà offerto a tutti i presenti un buffet nell’area pic-nic del Centro Visitatori del Parco nazionale del Circeo.

Ore 16.00 Inizio prima visita guidata gratuita organizzata dal circolo Larus Legambiente. La visita guidata riguarderà il percorso didattico che dal Centro Visitatori condurrà i visitatori alla scoperta delle bellezze naturali e storiche del Parco.

Ore 18.00 Inizio prima lezione gratuita di ballo popolare (pizzica, taranta, saltarello). La lezione sarà tenuta da Sergio Maccari, maestro professionista ed esperto di balli, musica e tradizioni popolari.

Ore 21.00 Inizio concerti presso cavea del Centro Visitatori del Parco nazionale del Circeo con i seguenti gruppi musicali:

1. FarafinaRitmi. Gruppo senegalese dai ritmi forti, incalzanti, che accompagneranno la musica con balli e coinvolgimento del pubblico e che con i loro suoni ripercorreranno la storia di liberazione del popolo africano.

2. Carlo Muratori (duo musicale siciliano). Vincitore del Premio Tenco 2009.

19 luglio 2009:

Ore 10.30 Seminario del prof. Nick Henson, ornitologo, presso sala proiezioni del Centro Visitatori del Parco Nazionale del Circeo dal titolo "Perchè il birdwatching nel Parco nazionale del Circeo".

A seguire sarà offerto a tutti i presenti un buffet presso area pic-nic del Centro Visitatori del Parco Nazionale del Circeo.

Ore 16.00 Inizio seconda visita guidata gratuita organizzata dal circolo Larus Legambiente. L´area interessata sarà quella di Cerasella.

Ore 18.00 Inizio seconda lezione gratuita di ballo popolare organizzata presso l´area pic-nic del Centro Visitatori del Parco Nazionale del Circeo. La lezione sarà tenuta da Sergio Maccari, maestro professionista ed esperto di balli, musica e tradizioni popolari.

Ore 21.00 Inizio concerti presso cavea del Centro Visitatori del Parco nazionale del Circeo con i seguenti gruppi musicali:

1. Folk Road. Si tratta di una band di Latina in attività da oltre 10 anni, specializzata nella riproposizione di musica irlandese e scozzese. Ha nel suo carnet oltre duecento esibizioni dal vivo in Italia e all´estero e l´incisione di un cd che ha avuto grande successo.

2. Oriel (the music and songs from south Ulster). Gruppo irlandese di livello internazionale, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti di livello internazionale.

Durante la manifestazione il museo naturalistico rimarrà aperto con accesso gratuito sino alle ore 18.00 e nell’area del centro Visitatori saranno allestiti alcuni stand per esporre prodotti tipici locali, culturali, di aziende e/o associazioni legate al Parco Nazionale del Circeo.

Si ringraziano i seguenti sponsor per la collaborazione:

Italiana Assicurazioni – Agenzia di Sabaudia di Ivan Omizzolo, Via Torino n. 72 (Sabaudia).

Gelateria – Caffè “Danilo”, C.so Vittorio Emanuele III n. 74 (Sabaudia).

Il Direttivo del circolo Larus Legambiente Sabaudia


29 marzo 2009 -  Le Fontane non si toccano
Il Lavatoio delle Fontane a Sezze ospita dal 2007 un laboratorio didattico ambientale realizzato e gestito dal Circolo Monte Lepini di Legambiente, grazie al contributo della L.R. 29/93

L’area dopo quarant’anni di completo abbandono è stata recuperata e messa in sicurezza dai volontari della Legambiente e restituita alla città.

Sull’area del laboratorio sono stati piantati dai bambini delle scuole di Sezze alberi ed ortaggi tipici del territorio lepino. In questi anni di attività i bambini hanno avuto la possibilità di recuperare il rapporto con il proprio territorio lavorando direttamente con le proprie mani.

Oltre che ad una rilevanza ambientale Le Fontane hanno per il territorio di Sezze un forte spessore storico culturale. Per intere generazioni è stato l’unico luogo interamente dedicato alle donne. Qui potevano incontrarsi senza la presenza degli uomini e comunicare liberamente scambiandosi le proprie esperienze.

Il laboratorio sarà per il Circolo Monti Lepini il fulcro per una nuova sfida. E’ stato presentato un nuovo progetto alla Regione Lazio per il recupero di alcune fonti storiche attigue all’area delle Fontane che saranno restaurate e collegate con una pista ciclabile, il progetto è in fase di valutazione dalla Regione Lazio e nei prossimi mesi verrà comunicato l’eventuale finanziamento.

In seno al bilancio partecipato è stato richiesto dal Circolo Monti Lepini, attraverso la consulta delle associazioni,  all’amministrazione di Sezze di contribuire alla realizzazione del progetto per la quota non coperta dal contributo regionale (25%).

La proposta dell’Italia dei Valori di Sezze di abbattere il lavatoio delle Fontane per realizzare una costruzione che dovrebbe ospitare la farmacia comunale e gli uffici decentrati distruggendo l’unica area verde pubblica della zona Zoccolanti e con essa un importante pezzo di storia della città ci sorprende e crediamo che sia un’idea fuori dalle dinamiche territoriali. In tutta l’area lepina la Regione sta investendo importanti risorse economiche per valorizzare le ricchezze storico culturali e ambientali attraverso la realizzazione della Via Francigena un percorso che attraversa tutta l’Europa e muove milioni di pellegrini e potrà fare da volano allo sviluppo economico del territorio. Gli amministratori  hanno l’obbligo morale di conservare e valorizzare le proprie risorse ambientali non distruggerle.


Il Presidente Anna Maria Pianelli in compagnia di Gustavo Giorgi, Claudio Di Giandomenico e Federico Di Sanno

per informazioni:  

Circolo Legambiente Monti Lepini

Anna Maria Pianelli  cell. 338 7363456

Tel. 06 9677506 – 06 86268317

e-mail: annam_p@libero.it

        il sito ufficiale:  www.parcolepini.it

sede- Via Urbino, sn – 04010 Sezze Scalo (LT) – Telefono 0773/876468  Fax 0773/480977

 Cod. Fis. 91068380590 Conto Corrente Postale n° 42340026 

sito nazionale http://www.legambienteonline.it 

il quotidiano elettronico www.lanuovaecologia.it  

educazione ambientale www.italiadelcigno.it

Come puoi comprare o vendere il cielo, il calore della terra? Questa possibilità ci è estranea. Noi non siamo i padroni della purezza dell'aria o dello splendore dell'acqua. Noi possiamo decidere solo del nostro tempo. Tutta questa terra è sacra per la mia gente.

L'uomo bianco non comprende il nostro modo di vivere. Per lui una zolla di terra è uguale all'altra. Lui è uno straniero che viene di notte e spoglia la terra di tutte le sue ricchezze. La terra non è sua sorella, bensì sua nemica, e dopo averla svuotata, lui se ne va via.

Si lascia dietro di sé la tomba di suo padre, senza rimorso di coscienza. Rapina la terra dei suoi figli. Dimentica le sepolture dei suoi antenati e il diritto dei figli.

Il suo guadagno impoverirà la terra e dietro di sé lascerà il deserto. La vista delle sue città è un tormento agli occhi dell'uomo rosso. Ma forse questo è così perché l'uomo rosso è un selvaggio che non capisce nulla. Se tutti gli animali venissero sterminati, gli uomini morirebbero di solitudine spirituale, perché tutto ciò che succede agli animali può capitare anche agli uomini. Tutte le cose sono poste in relazione tra loro. Tutto ciò che offende la terra, offende anche i figli della terra.

(dalla lettera di capo indiano Seathl, della Tribù di Duwamish, al Presidente USA F. Pierce - 1855)