TRENO VERDE a Latina Scalo dal
4 al 8 marzo
4
marzo 2010
Il Treno Verde di
Legambiente e Ferrovie dello Stato
Latina
viaggia su quattro ruote
Ben
73 automobili ogni 100 abitanti: la città 91ª su 103 capoluoghi di
provincia
10
automobili in più della media nazionale
Legambiente:
“Ztl ancora inesistenti e troppe poche le aree pedonalizzate”
Una media di 73 automobili ogni 100 abitanti e
nessuna zona a traffico limitato. E poi solo brevi accenni di piste
ciclabili e isole pedonali praticamente inesistenti. Ben 55% dell’acqua
dispersa in rete.
Eccola
la situazione della città di Latina secondo i dati dell’ultimo dossier Ecostistema Urbano di
Legambiente (dati 2008,
pubblicazione 2009), che ha visto la città laziale piazzarsi al 91° posto, non molto lontana dalle posizioni finali della
classifica dei 103 capoluoghi di provincia italiani fotografati dalla
studio annuale sulla vivibilità ambientale. A rilanciare i dati del
rapporto è il Treno Verde di
Legambiente e Ferrovie dello Stato, la storica campagna
realizzata anche grazie al contributo di
Telecom Italia, in
sosta al binario 1 della stazione
centrale di Latina fino
alla mattina dell’8 marzo.
Una
città “cicala”, secondo Ecosistema Urbano, ossia tra i centri del
Belpaese lontani persino dagli standard minimi di vivibilità urbana, che
spesso cantano annunciando prodigiosi interventi antitraffico ma di fatto
non hanno posto finora nessun tassello per migliorarne il sevizio.
Ecco
quanto emerge nel dettaglio sulla situazione del capoluogo laziale. Non
migliora negli anni il numero di automobili circolanti, con un tasso di
motorizzazione che si mantiene tra i più alti d’Italia, dove la media
si attesta su 63,5 auto/100ab. Dati che fanno il paio con i nulli metri
quadrati di zone cittadine
sottoposte al limite della circolazione del traffico. Irrisoria anche
la condizione della isole pedonali, cui Latina riserva solo 0,02
m2 di superficie stradale per abitante. Restano poi critici
i valori della dispersione idrica, con una percentuale elevatissima del 55%, la più alta nel Lazio.
Peggiora, rispetto agli anni precedenti, il quadro generale della qualità ambientale di tutti i capoluoghi
laziali: unica eccellenza della classifica nazionale è Rieti, al 32°
posto, seguito a distanza da Roma, al 62°. Si piazzano invece tutti negli
ultimi 13 posti Latina (91°), Viterbo (94°) e Frosinone (100°) . Per
tutti è il traffico a rappresentare il vero grande problema, con quattro
capoluoghi su cinque nel fondo della classifica nazionale per il numero di
automobili per abitante, a fronte di una carenza strutturale di iniziative
sul fronte del trasporto pubblico, con la sola eccezione di Roma, dove ad
un aumento lieve di offerta di servizio pubblico ha corrisposto un buon
aumento del numero di viaggi annui per abitante.
“I
dati che emergono sulla mobilità urbana disegnano il quadro di una città
consegnata al completo dominio delle automobili su strade, quartieri e,
certamente, sull’ambiente – afferma Alessandro
Loreti, presidente del circolo di Legambiente di Latina -. Come circolo
presente nel territorio i nostri sforzi si concentrano su una serie di
proposte che abbiamo rivolta all’amministrazione comunale, che si è
dimostrata interessata e disponibile ad un incontro di visioni, orientate
al comune interesse di porre il tema dell’ambiente al primo posto
nell’agenda dell’attività di gestione. I nostri progetti riguardano
prima di tutto la realizzazione di parcheggi scambiatori e quindi di tutti
quei servizi volti ad incoraggiare l’intermodalità nelle zone limitrofe
al centro storico di Latina, in particolare attorno all’anello della
circonvallazione, consentendo il raggiungimento pedonale o tramite navette
elettriche del cuore cittadino. Così facendo il vantaggio migliore che si
otterrebbe sarebbe la tanto sperata rivalutazione del centro storico,
seguita da una capillare pedonalizzazione che restituirebbe Latina ai suoi
cittadini, sottraendola, una volta per tutte, alla presenza massiccia di
auto, che vagano senza sosta alla ricerca di un parcheggio”.
“Grazie
al Treno Verde, torniamo ad analizzare le prestazioni ambientali delle
città nella nostra regione, che sono piuttosto deludenti e arretrate –
afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Serve
un cambio di passo, le amministrazioni devono mettere al centro della
propria politica il mezzo pubblico, le aree verdi, la raccolta
differenziata, il risparmio e la qualità dell'acqua. Purtroppo ancora
oggi, invece, le nostre città risultano attanagliate dalla morsa del
traffico e dello smog, con una gestione dei rifiuti che privilegia la
discarica e l'incenerimento, il verde troppo spesso sacrificato per
inutile cemento. E' solo sui problemi quotidiani dei cittadini che i
grandi centri urbani del Lazio possono vincere la sfida del miglioramento
della qualità della vita dei cittadini. Non possiamo più ammettere
ritardi –conclude Parlati –: è tempo ormai che tutela della salute e
rispetto dell’ambiente diventino le parole d’ordine di ogni livello
dell’amministrazione chiamato a incidere, con le proprie decisioni,
sulla vivibilità dei centri urbani.”
Il
Treno Verde è una campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato
Partner
Telecom Italia
Partner
tecnici
ANEV, Green Post, Indesit Company, Marco Polo, Sartori Ambiente
Partner
scientifico
Media Partner
Co.Tec
Engineering
Radio Kiss Kiss e La Nuova Ecologia
Ufficio
stampa del Treno Verde Chiara
Marchionni 347 2184795
Programma
della tappa a Latina del TRENOVERDE
Giovedì 4
marzo
- ARRIVO
MATTINA:
v
Posizionamento della
stazione di rilevamento dell’inquinamento atmosferico ed acustico presso
la Stazione delle autolinee a Latina (angolo via Romagnoli – via V.
Cervone)
v
Visita guidata delle
scuole al TRENO
POMERIGGIO:
v
Visita guidata aperta a tutti
Venerdì
5 marzo
MATTINA:
v
Visita guidata delle
scuole al TRENO
v Visita
guidata aperta a tutti
POMERIGGIO:
v
Iniziativa sulla
mobilità sostenibile appuntamento alle ore 17:30 : Partecipazione delle
associazioni Italia Nostra, Fiab e Latinasostenibile. Invito al Sindaco
Zaccheo
v
Allestimento di un
banchetto di prodotti di cosmesi naturale
Sabato
6 marzo
MATTINA:
v
visita
guidata aperta a tutti
POMERIGGIO:
v
Iniziativa sul
nucleare appuntamento alle ore 16:30:
v
Allestimento di un
banchetto di prodotti di cosmesi naturale
v aperitivo
Domenica
7 marzo
MATTINA:
Visita libera al TRENO
v
Coinvolgere le
famiglie a visitare il treno
Lunedì
8 marzo
MATTINA:
Conferenza stampa di chiusura della tappa ore 11:00
La
storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato quest’anno
festeggia 20 anni di attività: atteso come sempre il suo ingresso nelle
stazioni per visitare la mostra che appassiona grandi e piccini ai temi
ambientali.
Da
venti anni con rigore scientifico, convinzione, passione portiamo le
questioni ambientali nelle stazioni italiane. Il Treno Verde in questi
anni di attività è stato visitato da migliaia di persone, è ormai un
appuntameto atteso da cittadini grandi e piccoli che hanno voglia di
cambiare il mondo insieme a noi. Le
carrozze del convoglio ambientalista sono allestite con una mostra
interattiva pensata per condurre i visitatori alla scoperta dei problemi
ambientali ma soprattutto delle soluzioni! Mobilità
sostenibile, fonti rinnovabili, risparmio energetico e riciclo sono le
parole chiave del viaggio del Treno Verde2010.
100 piazze per il
clima
12 dicembre
2009
Latina – Piazza del Popolo ore
10,00 e Piazza San Marco
ore 16,30
CERCHIAMO ADESIONI E
DISPONIBILITA’ DI VOLONTARI
9
dicembre 2009
Cari
e care,
il vertice mondiale di Copenaghen è
iniziato (7-18 dicembre).
In
controtendenza rispetto al nostro Governo, il cui unico impegno in tal
senso è chiedere sconti e rinvii, Legambiente, insieme alla coalizione “In Marcia per il Clima”, farà sentire la propria voce con
l’obiettivo di dimostrare che la società
civile italiana è sensibile a
questa sfida e attenta a quello che faranno i governi del mondo, a
cominciare da quello italiano.
Vogliamo
affrontare questa sfida facendo quello che ci riesce meglio: mobilitando e
sensibilizzando le popolazioni, colorando le nostre piazze di giallo e
facendo leva sulle istituzioni, di ogni ordine e grado.
Sappiamo che il percorso che ci porterà a Copenaghen è fittissimo di
iniziative. Sappiamo che l’impegno che vi stiamo chiedendo è notevole
ma sicuramente proporzionato agli ambiziosi obiettivi che a partire da
questo dicembre la nostra associazione dovrà assumere, dalle sedi
regionali al più piccolo dei circoli territoriali.
vedi
il comunicato stampa
presentazione
del libro
Le
vie infinite dei rifiuti
di
Alessandro Iacuelli
12
ottobre 2009
Venerdì
16 ottobre a Latina, alle ore
18,15 presso la Libreria Piermario & C. (via Carlo Armellini,
26) verrà presentato il libro di Alessandro Iacuelli "Le vie
infinite dei rifiuti".
L'inquinamento
costante e sistematico dell'ambiente e dei suoi abitanti sta cambiando
la morfologia del paesaggio, rendendolo ormai molto simile ad una grande
discarica. Ciò che è visibile ad occhio nudo, tuttavia, non basta per
comprendere un fenomeno molto più complesso, il cosiddetto
"business dei rifiuti"
Nel desolante paesaggio generale emerge Napoli, che agonizza soffocata
dalle esalazioni dei rifiuti urbani, e la Campania, che muore avvelenata
da materiali tossici, dalla politica compiacente e dalla criminalità
che la assedia.
"Le vie infinite dei rifiuti" è un'inchiesta giornalistica
che ricostruisce il viaggio e lo smaltimento dei materiali tossici verso
la Campania e le motivazioni concrete dell'ormai cronica "emergenza
rifiuti" della regione.
Alessandro
Iacuelli è giornalista free lance. Fa parte della redazione della
testata on-line Altrenotizie,
per la quale ha curato tra l'altro, inchieste sull'emergenza gas
dell'inverno 2005/2006, sul nucleare in Italia e sui rifiuti tossici e
le ecomafie in Italia meridionale.
Di origine napoletana e laureato in Fisica, da anni si sta occupando a
tempo pieno della particolare "emergenza" che vive la Campania
da quasi 15 anni, tornando a seguire la "sua" terra, il
commissariamento straordinario dei rifiuti, le attività ecomafiose
legate alla presenza camorristica, e l'aspetto sanitario che sta
provocando un aumento dei casi di cancro nella regione.
9a
edizione di Festambiente dal 25 al 28 giugno a Latina
22
giugno 2009
Dal
25 giugno al 28 giugno,
ogni giorno a partire dalle 18,00, presso l’Oasi Verde nel quartiere Q4
a Latina gruppi musicali e teatrali, documentari proposti da giovani,
stands di associazioni di volontariato, attività ludiche per i più
giovani si susseguiranno per allietare le serate del
nuovo quartiere di Latina con l’edizione n. 9 di FESTAMBIENTE
organizzata dal Circolo Arcobaleno della Legambiente.
Quest’anno
la manifestazione è organizzata in collaborazione con l’associazione
Q4Q5 Quartieri Connessi e con il patrocinio della Regione Lazio e della II
Circoscrizione Amministrativa Latina Ovest.
Sottotitolo
della manifestazione è “In Marcia per il Clima” tematica che ha visto
l’interesse della Legambiente di Latina attraverso incontri e visite sui
temi dell’energia e delle fonti rinnovabili.
Si
apre giovedì 25 con un concerto di musica africana curato dalla
Coop. Caribù;
venerdi
26 sarà la Compagnia della Bombarda a tenere un concerto;
sabato
27 ritornano i Verrospia con la musica caratteristica della Jamaica;
domenica
28 il gruppo latino americano Tierra Mestiza ci farà viaggiare nelle
sonorità calde e coinvolgenti del Sud America.
Regione
Lazio e Cantieri Rizzardi firmano accordo per delocalizzazione:
“Un
passo storico verso pieno sviluppo sostenibile”
5
giugno 2009
Comunicato stampa
Riportiamo
qui di seguito il comunicato integrale del direttivo del circolo Larus –
Legambiente:
“La
notizia trapelata in queste ore riguardo l’accordo raggiunto tra il Presidente
della Regione Marrazzo e i responsabili dei Cantieri Rizzardi, volto a
procedere alla delocalizzazione dei cantieri nella zona di Porto Badino,
ci riempie di gioia. L’accordo prevede un impegno della Regione a
sostenere lo spostamento delle strutture presenti a porto del Bufalo, sul
lago di Paola, in zone attigue alla foce di Porto Badino, consentendo ai
Cantieri di mantenere e eventualmente espandere la propria forza
produttiva. La Regione avrebbe anche garantito il proprio impegno per il
mantenimento di tutta la forza lavoro. Si
tratta della soluzione migliore per questa importantissima azienda del
settore nautico pontino. E’ la soluzione che da sempre il circolo Larus
ha sostenuto. In questo modo, si evita di mantenere la profonda
contraddizione che gravava sul territorio di Sabaudia, ossia
un’industria pesante in pieno Parco Nazionale del Circeo. Vogliamo
ringraziare per gli sforzi profusi il Presidente della Regione Piero
Marrazzo, il proprietario degli omonimi cantieri Gianfranco
Rizzardi, e tutte quelle persone, uomini e donne della
politica, delle istituzioni e delle associazioni, che in questi anni hanno
sostenuto la causa oggi finalmente realizzatasi.
KYOTO NELLA CASA PONTINA
SECONDO INCONTRO ORGANIZZATO DALLA LEGAMBIENTE
1
aprile 2009
Comunicato stampa
Dopo
il primo incontro che ha trattato il vento e le biomasse come fonti
energetiche, il Circolo di Latina della Legambiente da vita ad un nuovo
momento di approfondimento della questione energetica che si terrà Sabato
4 aprile alle ore 17,00 presso la sede dell’Associazione in Viale
Paganini n° 76 e che avrà come argomenti: Energia
dall’Acqua, Energia dalle fonti fossili (Nucleare, Petrolio, Carbone,
Gas);
La
questione energetica è tornata prepotentemente al centro
dell’attenzione del dibattito politico ed economico sia a livello
internazionale che a livello nazionale.
Le
variazioni climatiche, la sempre crescente scarsità delle fonti fossili,
la profonda crisi economica a cui il Presidente USA Obama intende
rispondere anche attraverso il forte ricorso alle energie rinnovabili, il
rilancio del nucleare da parte del Governo Italiano, sono i motivi che
hanno ripresentato nuova attenzione sulle scelte energetiche.
Visto
che il nostro territorio è anch’esso interessato a pronunciarsi
rispetto alle scelte energetiche come nel caso della turbogas di Aprilia,
la centrale a biomasse di Pontinia, i parchi eolici sui monti Ausoni, la
centrale Nucleare di B.go Sabotino, la realizzazione di impianti
fotovoltaici da parte di privati, imprese ed enti locali, la Legambiente
propone una serie di momenti di approfondimento per meglio chiarire i vari
aspetti della questione.
Gli
altri incontri, che si svolgeranno sempre presso la nuova sede
dell’associazione in viale Paganini n° 76 nel quartiere Q4 avranno il
seguente calendario:
·
Sabato 18 aprile alle ore
17,00: Energia dal Sole (fotovoltaico,
termico e termodinamico);
·
Sabato 23 maggio per tutta la
giornata: visite
guidate presso impianti fotovoltaici già operativi in diverse
zone di Latina.
Gli
incontri, aperti a tutta la cittadinanza, sono stati preparati
dai volontari del Circolo Arcobaleno e dai ragazzi in Servizio
Civile presso l’associazione ambientalista nell’ambito del Progetto
“Bianca & Bernie”.
Per
informazioni:
e
mail Legambiente.lt@alice.it
telefono
0773.281299
"IN
MARCIA PER IL CLIMA"
LEGAMBIENTE
INCONTRA LA CITTADINANZA
10
marzo 2009
Comunicato stampa
KYOTO IN CASA PONTINA: SERIE DI INCONTRI ORGANIZZATI DALLA LEGAMBIENTE
La
questione energetica è tornata prepotentemente al centro
dell’attenzione del dibattito politico ed economico sia a livello
internazionale che a livello nazionale.
Le
variazioni climatiche, la sempre crescente scarsità delle fonti fossili,
la profonda crisi economica a cui il Presidente USA Obama intende
rispondere anche attraverso il forte ricorso alle energie rinnovabili, il
rilancio del nucleare da parte del Governo Italiano, sono i motivi che
hanno ripresentato nuova attenzione sulle scelte energetiche.
Visto
che il nostro territorio è anch’esso interessato a pronunciarsi
rispetto alle scelte energetiche come nel caso della turbogas di Aprilia,
la centrale a biomasse di Pontinia, i parchi eolici sui monti Ausoni, la
centrale Nucleare di B.go Sabotino, la realizzazione di impianti
fotovoltaici da parte di privati, imprese ed enti locali, la Legambiente
propone una serie di momenti di approfondimento per meglio chiarire i vari
aspetti della questione.
Gli
incontri si svolgeranno presso la nuova sede dell’associazione in viale
Paganini n° 76 nel quartiere Q4 secondo il seguente calendario:
·
Sabato 14 marzo alle ore 17,00:
Energia dal Vento e dalle Biomasse;
·
Sabato 4 aprile alle ore 17,00:
Energia dall’Acqua, Energia
dalle fonti fossili (Nucleare, Petrolio, Carbone, Gas);
·
Sabato 18 aprile alle ore
17,00: Energia dal Sole (fotovoltaico,
termico e termodinamico);
·
Sabato 23 maggio per tutta la
giornata: visite
guidate presso impianti fotovoltaici già operativi in diverse
zone di Latina.
Gli
incontri, aperti a tutta la cittadinanza, sono stati preparati
dai volontari del Circolo Arcobaleno e dai ragazzi in Servizio
Civile presso l’associazione ambientalista nell’ambito del Progetto
“Bianca & Bernie”.
Per
informazioni:
e
mail Legambiente.lt@alice.it
telefono
0773.281299
Ecco le
province candidate ad ospitare le nuove centrali nucleari
A
Zaccheo: addio porto! Se ci sei batti un colpo
26
febbraio 2009
Comunicato stampa
Catania, Sondrio, Como, Bergamo, Varese,
Verona, Treviso, Imperia, Brescia, Monza, Verbano, Vicenza, Lecco,
Vercelli, Latina, Novara, Messina e Caserta.

Tra queste province saranno individuati i siti per
la realizzazione delle nuove Centrali Nucleari proposte dal Governo
Berlusconi.
Il criterio oggettivo scelto dal Governo
nell’individuare le parti del territorio italiano destinate alle nuove
servitù energetiche appare indiscutibile: si tratta, infatti, delle
province che più hanno premiato il Popolo delle Libertà in termini di
consenso elettorale nelle ultime elezioni politiche, dove ben chiaro
risultava il programma di governo in tema di scelte energetiche.
Con questo criterio di scelta Berlusconi e il suo
Governo intendono superare il problema dell’opposizione delle
popolazioni locali ai nuovi insediamenti nucleari, premiando i bacini
elettorali più fedeli. E per dare il buon esempio il Cavaliere
addirittura mette a disposizione la sua tenuta di Arcore per la
realizzazione della prima Centrale alla faccia di ogni sindrome Nimby.
A
parte la facile ironia rispetto alle scelte governative proviamo a fare
qualche considerazione.
I
motivi di opposizione alla opzione nucleare sono stati rilanciati dai
recenti incidenti verificatisi in Slovenia, Giappone e Francia oltre che
dalla pressoché inutile efficacia nel rispondere, nel breve termine, alla
domanda di energia e all’abbattimento delle emissioni di anidride
carbonica in atmosfera: è lo stesso Berlusconi ad ammettere che la prima
centrale nucleare non entrerà in vigore prima del 2020, e noi aggiungiamo
SE TUTTO FILA LISCIO E SE SI TROVANO I SOLDI.
Con
queste affermazioni già si può già dare “dell’imbroglione” a chi
ha affermato in campagna elettorale, e subito dopo, che il nucleare
sarebbe tornato in Italia entro 5 anni. Inoltre rimangono tuttora
irrisolti i problemi (e i costi relativi) allo smantellamento e al
deposito delle scorie radioattive: dove le mettiamo? Si
invitano tutti coloro che sono favorevoli al nucleare a mettere a
disposizione le proprie cantine previa delibera condominiale e di vicinato.
E
mentre l’arcaico dibattito sul nucleare si riaccende in Italia, il
Presidente degli Stati Uniti Obama ha vinto le elezioni dichiarando
esplicitamente che il futuro è nelle energie rinnovabili dando un segnale
di speranza reale per l’economia.
Un
solo dato dovrebbe far riflettere chi, nel nostro paese, si erge a
paladino delle vecchie e pericolose tecnologie nucleari: tra il 2007 e
oggi sono entrati in funzione (quindi già producono energia elettrica) 29.510
impianti fotovoltaici che producono 345 MW; come termine di
paragone va considerato che la Centrale Nucleare di Latina (che raramente
ha funzionato a pieno regime) aveva una potenza produttiva di 210 MW. In
provincia di Latina gli impianti fotovoltaici che già producono energia
elettrica sono 222: è proprio vero il detto che “ … fa molto più
rumore un albero che cade che una foresta che cresce ….”.
A
Zaccheo esprimiamo solidarietà (poca per la verità) perché, nel caso in
cui si individuasse Latina come nuovo sito nucleare, il progetto del Porto
di Foceverde si volatilizza e il nostro Sindaco rimane senza giocattolino:
a Lui chiediamo di fare subito chiarezza rispetto all’ipotesi di nuova
Centrale a Sabotino! Stessa
chiarezza la chiediamo a tutte le forze politiche che si candidano alle
prossime elezioni provinciali: non si può continuare a fare i pesci
in barile con posizioni favorevoli all’atomo a livello nazionale e poi
esserne contrari a livello locale. Diciamo basta a posizioni ipocrite e
opportunistiche.
Il
sospetto è che, in epoca di rivincite ideologiche, anche la questione
nucleare venga inserita in questo contesto senza tener conto che gli
italiani già hanno detto NO al nucleare con un referendum vero e non con
sondaggi più o meno attendibili.
Il Presidente del Circolo
Arcobaleno
Gustavo Giorgi
PER
IL CLIMA CONTRO IL NUCLEARE
20
ottobre 2008
Comunicato stampa
Latina
- 24 OTTOBRE 2008
- ORE 17,00
presso
Sala Il Gabbiano - V.le XVIII Dicembre

La
mobilitazione nazionale di Legambiente per un sistema energetico
pulito, sicuro ed economico
Il
governo Berlusconi ha deciso per un ritorno del nucleare nel nostro
Paese, con un obiettivo dichiarato di produrre il 25% dell’energia
elettrica dall’atomo. Per promuovere questa decisione ha inaugurato da
qualche mese una campagna di disinformazione sulle presunte opportunità
che questa scelta garantirebbe al nostro Paese. Col nucleare, secondo
l’Esecutivo, l’Italia rispetterà l’accordo europeo 20-20-20
per la lotta ai cambiamenti climatici (secondo cui entro il 2020
tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del
1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno
energetico, ridurre del 20% i consumi energetici), ridurrà il costo
dell’energia e le importazioni, grazie a delle non meglio identificate
centrali di “nuova” generazione, descritte come sicure, pulite e
tecnologicamente avanzate.
Legambiente
lancia una grande mobilitazione nazionale, fatta di tante iniziative, da
organizzare insieme ad una ampia alleanza di sigle associative,
ambientaliste e non, con l’obiettivo di rispondere alle bugie del
governo e dei nuclearisti, ristabilire la verità sulla dannosità del
nucleare e la sua inutilità per il raggiungimento del 20-20-20,
alimentare il dibattito a livello territoriale sui due scenari
energetici alternativi futuri che devono comprendere (secondo il
governo) o meno (secondo noi) la produzione di elettricità dall’atomo.
Se
l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, causa le ingentissime
risorse necessarie per sostenere questa avventura, abbandonerebbe
qualsiasi investimento per lo sviluppo delle rinnovabili e per il
miglioramento dell’efficienza, che sono invece le soluzioni più
immediate ed efficaci per recuperare i ritardi rispetto agli accordi
internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici, e rinuncerebbe alla
costruzione di quel sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in
grado di competere sul mercato globale, che ad esempio in Germania
occupa ormai 250.000 lavoratori.
Con
la nostra mobilitazione non ci limiteremo a spiegare i motivi della
nostra opposizione all’atomo, ma rilanceremo la nostra idea di modello
energetico, fondato su politiche di efficienza e sviluppo delle
rinnovabili e sul gas come fonte fossile di transizione. Senza il quale
l’Italia resterebbe fuori da quel percorso di modernizzazione già
intrapreso con successo da altri Paesi, come la Germania e la Spagna,
che grazie ad una strategia energetica innovativa usciranno nei prossimi
anni dall’era nucleare. Perché solo con una seria politica nazionale
e locale, che promuova l’innovazione e renda più efficiente e
sostenibile il modo con cui produciamo l’elettricità e il calore, si
muovono le persone e le merci, consumiamo energia negli edifici e
produciamo beni, l’Italia riuscirà a dare il suo vero contributo alla
lotta ai cambiamenti climatici, rispettando la scadenza del 2020
dell’accordo comunitario 20-20-20.
Approfondimenti
www.solidarietalegambiente.org
I
dossier
Ti
ricordi Cernobyl? (aprile 2006)
I
problemi irrisolti del nucleare a vent’anni dal referendum (nov.
2007)
I
più diffusi luoghi comuni sull’energia nucleare semplici da sfatare
(aprile 2008)
Il
nucleare non serve all'Italia (maggio 2008)
I
costi nascosti del Nucleare (agosto 2008)
CI
RISIAMO CON LE FAVOLE SUL NUCLEARE
22
maggio 2008
Comunicato stampa
“L’energia
prodotta dall’atomo più costosa delle altre fonti e non ha fatto
passi avanti in termini di sicurezza. L’esecutivo chiarisca dove vuole
prendere i soldi e dove vuole fare le centrali e soprattutto come si
risolve il problema dello smantellamento e del deposito delle scorie”.
“C’era
una volta l’energia atomica poco costosa, competitiva, sicura… Ecco
che riparte la favoletta del nucleare che risolve tutti i problemi
energetici dell’Italia…”. Legambiente commenta con ironia e
durezza le dichiarazioni del ministro Scajola. Il titolare del dicastero
dello sviluppo economico, intervenendo all’assemblea di Confindustria,
ha annunciato che entro la legislatura partiranno i lavori di un gruppo
di centrali nucleari di nuova generazione.
“Prima
di sbandierare atomi a destra e a manca – sottolinea la Legambiente,
l’esecutivo dovrebbe chiarire alcuni piccoli particolari.
Pima di tutto: dove pensa di recuperare i soldi per realizzare gli
impianti?”.
A
mo’ di esempio Legambiente ricorda che il primo (e finora unico)
reattore nucleare commissionato nell’Europa occidentale dopo Cernobyl
– quello finlandese sull’isola di Olkiluoto – ha già sforato il
budget di spesa previsto del 35%, passando dagli iniziali 3 miliardi
di dollari agli oltre 4,1 attuali. “I sostenitori del nucleare
dichiarano che il costo di costruzione più elevato delle centrali è
bilanciato dai minori costi che si sostengono in seguito per il
combustibile e il processo produttivo – aggiunge Legambiente – In
realtà la Energy Information Administration degli Stati Uniti, non una
setta di fanatici ecologisti dunque, afferma che l’elettricità
proveniente da una nuova centrale nucleare è più costosa del 15%
rispetto a quella prodotta col gas naturale e nel computo economico non
sono considerati né i costi di smaltimento delle scorie né lo
smantellamento dell’impianto alla fine del ciclo vita”. Secondo
un recente studio Usa condiviso dall'industria atomica (il Nuclear
Power Joint Fact-Finding) l'elettricità di una nuova centrale
nucleare è destinata a costare il doppio (8-11 centesimi di dollaro per
kWh) rispetto alla media.
Inoltre,
continua Legambiente, malgrado
l'enfasi data dai media al possibile rinascimento nucleare, la
percentuale di elettricità nucleare è destinata a ridursi, secondo la
Iea, dal 15 al 9% entro il 2030 a causa della chiusura delle vecchie
centrali" a livello mondiale.
Altri
aspetti non secondari da chiarire, secondo l’associazione
ambientalista, sono quelli che riguardano la “generazione” dei
reattori. Dire nuova generazione, afferma Legambiente, lascia intendere
che si sta parlando della “quarta generazione”, che è però ancora
in una fase embrionale: se tutto va bene impianti di questo tipo saranno
disponibili tra 20-25 anni. Se davvero Scajola vuole una prima pietra
entro i prossimi cinque anni allora sta parlando della terza
generazione, quella che non ha fatto passi avanti in termini di
sicurezza e che oggi l’Europa sta generalmente smantellando”.
Legambiente
chiede al Governo di indicare anche dove vorrebbe aprire queste nuove
centrali. Che farà? Utilizzerà i siti del passato (Latina, Montalto,
Caorso…) oppure ne individuerà di nuovi. “Comunque sia noi siamo
pronti, su questa vicenda, a una opposizione durissima – conclude
Legambiente – li aspetteremo al varco: sarà davvero dura far
diventare realtà la vecchia favoletta dell’atomo”.
NIENTE
TURBOGAS AD APRILIA
22
febbraio 2007
Comunicato stampa
CENTRALE
APRILIA, LEGAMBIENTE: "IL TAR DEL LAZIO HA MESSO LA PAROLA FINE
ALLA VICENDA DELLA TURBOGAS DI APRILIA. DOVE LA POLITICA NON HA VOLUTO
TROVARE SOLUZIONI SONO STATI I CITTADINI CON LE LORO MOBILITAZIONI ED IL
LORO FATICOSO LAVORO A VINCERE. SUBITO I PIANI ENERGETICI."
Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso n. 6142/07 presentato da
Legambiente Lazio con il Circolo Legambiente Aprilia, la Coldiretti di
Aprilia, il comitato ALT e alcuni cittadini e per l'effetto di questo ha
annullato gli atti impugnati, ovvero il Decreto di autorizzazione alla
realizzazione della centrale turbogas di Campo di Carne ad Aprilia,
Decreto del Direttore Generale della Direzione Generale per l'Energia e
le Risorse Minerarie n. 55/01/2006 del 2.10.06 nonché tutti gli atti
presupposti, antecedenti, connessi e collegati, anche interni al
procedimento amministrativo. Gli altri ricorsi sono stati in parte
respinti ed in parte dichiarato inammissibili.
"Il TAR del Lazio ha messo la parola fine alla vicenda della
centrale turbogas di Aprilia, grazie al ricorso presentato da
Legambiente con i comitati e la Coldiretti, annullando gli atti
autorizzatori. Dove la politica delle due maggioranze, di centro destra
prima e di centro sinistra poi, della Regione Lazio non ha voluto
trovare una soluzione e si è arroccata dietro tavoli di concertazione,
ancora una volta sono stati i cittadini con le loro mobilitazioni ed il
loro faticoso lavoro a trovare i punti deboli di quello che sembrava un
provvedimento inattaccabile, figlio del pessimo Decreto sblocca-centrali
- dichiara Lorenzo Parlati, Presidente Legambiente Lazio-. Ringraziamo
il TAR per l'attento e serio lavoro svolto, in attesa delle motivazioni
della sentenza, ma allo stesso tempo rileviamo che certamente non
possono essere i tribunali a decidere sul modello energetico nel nostro
Paese e nel Lazio. Da questo punto di vista speriamo che arrivi presto
quel serio piano energetico da tempo atteso, che punti soprattutto
sull'efficienza energetica sulle fonti rinnovabili; questo eviterebbe di
ritrovarsi progetti al di fuori di qualsiasi programmazione come quello
di Aprilia, della centrale a carbone di Civitavecchia, piuttosto che di
quelle proposte a Malagrotta o a Pontinia."
L'Ufficio Stampa - Legambiente Lazio - Viale Regina Margherita, 157 -
00198 Roma
Tel. 06/85358051-77 Fax 06/85355495 Email legambientelazio@legambiente.lazio.it
LEGAMBIENTE
SUI RIFIUTI: L'AFFARE È GROSSO
22
gennaio 2007
Comunicato stampa
Addirittura Latina Ambiente
arriva a candidarsi per realizzare il termoinceneritore: ma non era in
crisi finanziaria?
La
maschera è finalmente calata sulla reale volontà di affrontare il nodo
della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti da parte degli
amministratori pubblici e da parte della stessa Latina Ambiente.
Mentre
viaggiamo a livelli ridicoli per quanto riguarda la raccolta
differenziata, l’azienda che dovrebbe garantire il servizio si candida
a realizzare il termoinceneritore rendendo evidente la non volontà di
raggiungere risultati accettabili proprio nella raccolta differenziata
praticando la stessa con sistemi inefficienti.
Molte
sono le segnalazioni pervenute al Circolo Arcobaleno della Legambiente
sulle disfunzioni del
servizio di raccolta quali: la difficoltà di reperire le buste per i
rifiuti, in modo particolare per la frazione organica; la periodicità
nella raccolta che per quanto riguarda la frazione multimateriale
(plastica, carta, vetro, alluminio) avviene una sola volta a settimana;
la mancanza di controlli sulle corrette modalità praticate dai
cittadini; l’incertezza sulla destinazione finale dei materiali
raccolti.
Ora,
sull’onda emozionale scaturita dalla situazione campana, in molti
gridano che la soluzione sta nella realizzazione di un termoinceneritore
a Latina dimenticando che mentre in Campania non è in funzione nessun
impianto nel Lazio sono operativi ben 5 impianti di incenerimento dei
rifiuti di cui uno ai confini nord ed uno ai confini sud della
provincia. Addirittura si da per scontato che la provincia di Latina mai
raggiungerà livelli soddisfacenti di raccolta differenziata e che,
anzi, la stessa è causa degli aumenti tariffari, quando è esattamente
il contrario.
La
Legambiente di Latina vede, in queste affermazioni ed in questi
atteggiamenti il tentativo di dimostrare che il ricorso al
termincenerimento è inevitabile.
Così
non è come dimostrano molti comuni della nostra provincia e come
dimostrano i risultati raggiunti in altre città e regioni italiane.
Del
resto che, il termoincenerimento dei rifiuti sia un grande affare lo
dimostra l’interessamento di gruppi quali Waste e Veolia e si sa sui
grandi affari molti possono sperare di
trarre vantaggi più o meno legittimi mentre su un efficiente
servizio di raccolta differenziata c’è poco margine per interessi
diversi da quelli dei cittadini.
La
Legambiente di Latina
chiama alle proprie responsabilità Cusani, Zaccheo e tutti quei sindaci
che ancora non dimostrano determinazione nel praticare la raccolta
differenziata che tra l’altro, oltre a far diminuire la tariffa a
carico dei cittadini, darebbe nuova e stabile occupazione rispondendo
alle ansie e alle rivendicazioni dei dipendenti quali quelli di Latina
Ambiente.
Il
Direttivo del Circolo Arcobaleno di Latina
PROGETTO
MAREMONTI
12
dicembre 2007
Comunicato stampa
Gli
ambienti umidi dell'Agro Pontino, conoscerli per conservarli
Incontro
con
Dott.
Mauro Iberite
Dipartimento
di Biologia Vegetale
Università
degli Studi di Roma "La Sapienza"
Sabato
15 dicembre 2007
ore
17,00 – Piazza Aldo Moro n. 37 – Latina (sede Legambiente)
Durante
l’incontro degustazione di the e prodotti del commercio equo e
solidale
In
bici lungo i Fiumi e i Canali della Bonifica:
da
Borgo S. Maria a Foceverde
domenica
16 dicembre 2007
appuntamento
alle ore 9,00 in Via del Lido (Piazzale di fronte Liceo Scient. G.B.
Grassi – Obi)
il
rientro è previsto per l’ora di pranzo e si consiglia mountain bike
con relativo kit riparazione
INFO:
e-mail giogus@aruba.it, cell.
338.3480844
MORATORIA
SUBITO CONTRO TUTTE LE PRIVATIZZAZIONI!
IMMEDIATA
APPROVAZIONE DELLA LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE!
UNA
GRANDE OPERA PUBBLICA : RISTRUTTURARE LE RETI IDRICHE!
GESTIONE
PUBBLICA E PARTECIPATA DAI
LAVORATORI
E DALLE COMUNITÀ LOCALI!
29
novembre
2007
Comunicato stampa
Dopo
aver raccolto più di 400.000 firme a sostegno della
proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la
gestione pubblica dell’acqua (di cui oltre 3.500 solo a Latina città,
sulla spinta del malcontento nei confronti di Acqualatina), i movimenti
rilanciano la mobilitazione per fermare i processi di privatizzazione
portati avanti, per reclamare il riconoscimento dell’acqua come bene
comune e diritto umano universale da sottrarre alle logiche del mercato e
del profitto, per ottenere la ripubblicizzazione del servizio idrico e la
sua gestione democratica e partecipativa.
La
Legambiente di Latina chiama i cittadini ad una manifestazione nazionale a
Roma il 1 dicembre
per rendere ancora più visibile questa volontà.
I
MOVIMENTI CHIEDONO CHE LA DISCUSSIONE SULLA PROPOSTA DI LEGGE PROCEDA
SPEDITAMENTE FINO ALLA SUA DEFINITIVA APPROVAZIONE
La
discussione in Parlamento deve procedere senza indugi, essere aperta e
partecipata dalle esperienze e dalle vertenze in corso e finalizzata ad
approvare i punti di fondo della proposta: tutela e pianificazione della
risorsa idrica, ripubblicizzazione del servizio idrico e suo governo
partecipato, intervento della fiscalità generale per garantire a tutti il
quantitativo minimo vitale e per finanziare una parte degli investimenti,
provvedimenti di solidarietà internazionale.
LA
MANIFESTAZIONE CHIEDE UN PROVVEDIMENTO URGENTE DI MORATORIA SUGLI
AFFIDAMENTI DEL SERVIZIO IDRICO E CHE LA LEGGE FINANZIARIA CONTENGA
PROVVEDIMENTI PER IL RISPARMIO IDRICO E LA RISTRUTTURAZIONE DELLE RETII
A
tale proposito il Circolo Arcobaleno della Legambiente ricorda che oltre
il 66% dell’acqua immessa nelle reti idriche di Latina si perde per
l’inefficienza delle condutture e peggio di noi, tra i 103 capoluoghi di
provincia italiani,
fa solo Cosenza.
Nei
giorni scorsi il Senato, sulla base della nostra iniziativa, ha approvato
nel decreto fiscale collegato alla Finanziaria, il provvedimento di
moratoria dell’affidamento dei servizi idrici per un anno. Ora esso
passa all’esame della Camera , che deve, secondo noi, votare rapidamente
allo stesso modo, approvando così definitivamente la moratoria.
La legge Finanziaria deve inoltre intervenire con provvedimenti che
pongano al centro l’acqua come bene comune e siano finalizzati al
risparmio della risorsa attraverso:
a) l’incentivazione del risparmio idrico in agricoltura (passaggio a
sistemi di irrigazione a minor consumo di acqua) nell’industria e negli
usi domestici (obbligatorietà di reti duali e sistemi di recupero
dell’acqua piovana);
b) l’istituzione di un Fondo nazionale per la ristrutturazione delle
reti idriche, dotato di adeguate risorse, in grado di intervenire sulla
situazione non più sopportabile delle perdite e degli sprechi.
LOTTARE
PER L’ACQUA PUBBLICA SIGNIFICA ANCHE BATTERSI PER LA DIFESA DEI BENI
COMUNI E CONTRO LA LORO MERCIFICAZIONE
Siamo
impegnati per ottenere che l’acqua sia considerata bene comune e
sottratta alle logiche del mercato.
Vogliamo nello stesso tempo affermare con forza che la nostra battaglia
per l’acqua è anche battaglia per tutti i beni comuni - dall’energia
ai rifiuti, dal territorio all’abitare, dalla salute all’istruzione,
dalla conoscenza alla sicurezza sociale.
PER
CHI PARTE DA LATINA L’APPUNTAMENTO E’ ALLA STAZIONE FF.SS. DI LATINA
SCALO ALLE ORE 13,00 DI SABATO 1 DICEMBRE.
RICHIESTA
VERIFICA LAVORI IN CORSO A RIO MARTINO
18
maggio 2007
Comunicato stampa
Al Sig.
Sindaco del Comune di Latina
Al
Presidente della Provincia di Latina
All’Ufficio
Circondariale Marittimo di Anzio
Al Direttore
Generale del Parco Nazionale del Circeo
Al
Presidente del Consorzio di Bonifica di Latina
Al
Presidente della Regione Lazio
All’Assessore
all’Ambiente della Regione Lazio
e p.c. Alla Procura della Repubblica di Latina.
Oggetto: Richiesta verifica lavori in corso a Rio
Martino.
La
scrivente associazione, avendo preso visione diretta e documentazione
fotografica dei lavori attualmente in corso presso la sponda ricadente nel
territorio del Comune di Latina del canale di Rio Martino, chiede
la verifica di tali interventi rispetto alle prescrizioni relative alla
concessione rilasciata dallo stesso Comune di Latina, su delega degli
altri enti e uffici interessati, alla società gestrice dell’ormeggio.
Si
segnala il fatto che più volte in passato siamo intervenuti per chiedere
che venisse fornita un’offerta adeguata alla domanda di attracco per i
diportisti locali, nel pieno rispetto dei vincoli ambientali (ce ne
risultano in vigore almeno sei) derivanti dal cosiddetto “Decreto
Galasso”, i quali prescrivono, tra l’altro, l’inedificabilità
assoluta su tutta la zona.
Abbiamo
preso atto del sequestro
giudiziario compiuto dalla Procura della Repubblica di Latina nel 2002, a
causa dello stato di assoluto abusivismo che si stava perpetrando da
numerosi anni su quel corso d’acqua.
Abbiamo
inoltre apprezzato il superamento di tale situazione attraverso la
realizzazione di un progetto di ormeggio rispettoso dei vincoli e
con minimo impatto ambientale, con il benestare delle amministrazioni
competenti
A
seguito di tale accordo, nella piena evidenza dei fatti accertati, si
riscontrano i seguenti atti e situazioni:
-
in data 01/08/2005, attraverso la delibera di giunta n. 530, il
Comune di Latina ha affidato alla società Ge.Port srl (unica partecipante
alla gara), la concessione per la gestione dell’ormeggio e
l’installazione di due banchine mobili adibite all’attracco di
imbarcazioni da diporto alla foce del canale Rio Martino;
-
tale concessione è dichiaratamente temporanea, con validità di
due anni, per cui risulterebbe in fase di scadenza;
-
in data 06/12/2006, sempre attraverso specifica delibera di giunta
comunale, lo stesso Comune ha autorizzato la “realizzazione di un punto
di ormeggio per piccole imbarcazioni” nello stesso canale;
-
tutti gli attracchi stati concessi per imbarcazioni non superiori
alla lunghezza di 8 metri, mentre abbiamo potuto constatare personalmente
che sono attualmente ormeggiate imbarcazioni di lunghezza superiore;
-
nello stesso sito internet www.basenautica.it
della società collegata, si dichiara esplicitamente che è possibile
l’attracco per imbarcazioni fino a 12 metri e che presso la darsena
possono essere offerti tutti i servizi di banchina (incluso il parcheggio
per automobili);
-
per quanto constatabile risulta che i lavori in corso applichino
una interpretazione fin troppo estensiva dei prescritti obblighi in capo
alla società gestrice, rispetto alla messa in sicurezza del canale, alla
bonifica e alla pulizia dell’imbocco a mare, visto che si sta eseguendo
una riprofilatura della sponda, utilizzando materiale di cava riportato
(breccia mista a sassi) del tutto estraneo alla natura geologica del
luogo, oltre che materiale di risulta prelevato dal fondale del corso
d’acqua, anche con l’evidente fine di aumentare il livello di
“pescaggio” delle imbarcazioni; il tutto senza contare il fatto che le
darsene sono state ancorate alla terra ferma con gettate di cemento, così
come avvenuto per i numerosi pali di illuminazione dell’area e per i
“gabbiotti” utilizzati dal personale di sorveglianza e assistenza
della società;
-
per un tratto lungo circa 1 chilometro, risulta quindi danneggiato
irreparabilmente l’habitat della flora e soprattutto della fauna (sono
state distrutte numerose tane di nutrie) e testimoni oculari hanno
assistito all’uccisione di alcuni animali a causa dei lavori
dell’escavatore.
Anche
se autorizzati, appare fin troppo evidente che invece
di adattare la darsena all’area protetta in cui si trova, risulta che
stia avvenendo il contrario: da qui necessita la presente richiesta di
verifica.
Tale
esigenza si rafforza anche in funzione del fatto che i lavori eseguiti ed
in fase di esecuzione, appaiono sovradimensionati rispetto all’esigenza
di spazio per il posizionamento delle darsene amovibili a suo tempo
autorizzate; d’altro canto appare incongruo (almeno ipoteticamente)
l’esecuzione di tali lavori nella fase finale della detta gestione
temporanea, che scadrà tra circa due mesi e quindi in quella fase (sempre
ipotetica) in cui la delegata amministrazione comunale di Latina dovrebbe
procedere all’emissione di un nuovo bando di gara ad evidenza pubblica
per l’assegnazione definitiva della gestione.
In
attesa di cortese sollecito riscontro, porgiamo i nostri più distinti
saluti.
Il
Direttivo del Circolo Arcobaleno della Legambiente di Latina
CONVEGNO
PUBBLICO
SABATO
24 MARZO 2007 ORE 17,00
LATINA
– Viale XVIII Dicembre, 124 – c/o centro Il Gabbiano
18
marzo
2007
Comunicato stampa
Il
territorio pontino subisce ancora gli effetti delle servitù nucleari di
B.go Sabotino ed in, particolare, resta aperto il problema della gestione
delle scorie radioattive.
Nel
contempo la proposta del Prof. C. Rubbia di realizzare una centrale solare
nello stesso sito è stata osteggiata in tutti i modi dagli amministratori
locali tanto da non permetterne la realizzazione, perdendo così una
opportunità.
Dal
punto di vista energetico si procede in ordine sparso con proposte di
realizzazione centrali a ciclo combinato a gas e c’è chi si ostina
ancora nel proporre il termoinceneritore come soluzione al problema dei
rifiuti.
L’ormai
accertato fenomeno dei mutamenti climatici apre nuovi scenari per il
nostro territorio che dovrà fare i conti con i nuovi limiti nel
programmarne lo sviluppo.
La
necessità del nostro Paese di adempiere agli obblighi del protocollo di
Kyoto impone scelte urgenti e coraggiose anche
per e nella provincia pontina offrendo nuove possibilità di
sviluppo e di occupazione attraverso il ricorso alle fonti energetiche
rinnovabili quali il fotovoltaico, l’eolico, le biomasse,
la produzione dei biocarburanti, la costruzione e la
ristrutturazione degli edifici secondo criteri di efficienza
energetica.
Con
questo incontro la Legambiente approfondisce questi
scenari, ampiamente previsti nei decenni precedenti dal mondo
ambientalista e che ora diventano di estrema attualità.
LATINA
DIREZIONE KYOTO
DALLE
EMERGENZE DEL NUCLEARE ALLE OPPORTUNITA’ DELLE FONTI RINNOVABILI PER LA
PROVINCIA PONTINA
CONVEGNO
PUBBLICO
SABATO
24 MARZO 2007 ORE 17,00
LATINA
– Viale XVIII Dicembre, 124 – c/o centro Il Gabbiano
INTERVENTI:
-
Gustavo GIORGI Pres. Circolo Arcobaleno
– Latina;
-
Massimo SCALIA Prof. presso Università La Sapienza -
Pres. Movimento Ecologista
-
Filiberto ZARATTI Assessore Ambiente e cooperazione fra i popoli
Regione Lazio
-
Katiuscia EROE Uff. Scientifico Nazionale Legambiente
-
Lorenzo PARLATI Pres. Legambiente Lazio
INVITATI:
Cgil,
Cisl, Uil, Ugl, Confindustria, Federlazio, CNA, Confagricoltura,
Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori, Amm. Prov. Latina,
Sindaci, consiglieri regionali, parlamentari pontini
ALLARME
PER IL NOSTRO ECOSISTEMA
ottobre
2006
Comunicato stampa
Ecosistema urbano 2007:
Latina “avanza” a passo di gambero
dal
81° posto del rapporto 2006 al 93° del 2007
Avanti
cosi e le sorti calcistiche saranno presto lo specchio di quella che è
la qualità della vita nella nostra città infatti, nel rapporto
sull’ecosistema urbano 2007, sui 103 capoluoghi di provincia italiani,
Latina si classifica al 93° posto rispetto al 81° del 2006 perdendo
ben 12 posizioni facendosi scavalcare da Frosinone (88^) e risultando
così ultima nel Lazio.
Vince
la classifica Bolzano che pure, rispetto agli indicatori di una città
ideale, non raggiunge neanche il 70%.
Il
dato risulta ancora più grave se rapportato alla percentuale media dei
capoluoghi italiani (54,19%) mentre Latina si piazza ben al di sotto con
il suo 41,18%.
Ricordiamo,
a scanso di equivoci, che il rapporto viene redatto, in collaborazione
con l’Istituto Ambiente Italia, e pubblicato sul principale quotidiano
economico nazionale “il Sole 24 ore”
sulla base di dati forniti dalle stesse amministrazioni comunali
oltre che da fonti ufficiali.
Traffico
e mobilità, gestione
dei rifiuti, gestione dell’acqua, aree verdi, sono i
“buchi neri” dentro i quali sprofonda il capoluogo pontino e che,
guarda caso, sono oggetto delle iniziative di denuncia e di proposta che
il Circolo Arcobaleno della Legambiente porta avanti, ormai, da un
quindicennio coincidente con le gestioni di Finestra e di Zaccheo,
certificando di fatto una incapacità a dare risposte ai problemi reali
del territorio.
Nel
dettaglio esaminiamo i punti critici riferiti a Latina:
-
traffico e
mobilità: 5
sono gli indicatori sui quali il capoluogo presenta forti ritardi primo
fra tutti il rapporto tra auto circolanti e abitanti
contandone ben 70 ogni 100 determinando così il 99 posto in classifica;
l’assenza di zone a traffico limitato e di isole pedonali
(ambedue con zero metri quadri per abitante) posizionano Latina
rispettivamente all’85° e 84° posto; la rete di piste
ciclabili è ancora del tutto insufficiente con appena 2,07
metri equivalenti per abitante (61^ posizione); il consumo pro
capite di carburante in kep/ab/anno pari a 526 (85° posto)
conferma che l’uso eccessivo dell’auto privata è uno dei nodi da
affrontare affinché si risalgano posizioni in questa particolare
classifica.
-
Gestione
acqua: con
il 66% di acqua non consumata sul totale di acqua immessa nella rete
Latina si posiziona all’88° posto, dato appena mitigato nel livello
di depurazione dal risultato sulla percentuale di
abbattimento del carico civile (90% con la 47^ posizione);
-
Gestione
dei rifiuti:
con il 7,4%
di frazione recuperabile sul totale dei rifiuti prodotti Latina è 84^ a
livello nazionale ben lontana, nella raccolta differenziata
da quel 35% di percentuale minima prevista dalla legge del 1997; al 67°
posto figuriamo nella produzione annua per abitante dei rifiuti
solidi urbani con 611.5 kg.;
-
Gestione
del verde; i
cittadini di Latina risultano avere 158,49 mq di aree verdi sulla
superficie comunale espressa in ettari classificandosi al 73^ posto
nello specifico indicatore; un po’ meglio va nel rapporto tra metri
quadri fruibili per abitante di verde urbano con 5,76 mq.
ed il 56° posto a livello nazionale.
In
conclusione la
Legambiente di Latina mette in evidenza, ancora una volta, come gestioni
fallimentari dei rifiuti e dell’acqua (Latina Ambiente Spa e
Acqualatina Spa) incidano
fortemente, oltre che nelle tasche dei cittadini, sulla qualità della
vita dei latinensi a cui va aggiunto il danno per la salute prodotto
dalla mancanza di una seria politica in materia di mobilità urbana. Da
questi dati emergono delle indicazioni concrete per quanti si apprestano
ad affrontare la prossima campagna elettorale sperando che questa volta
gli abitanti di Latina prestino serie attenzioni ai problemi della città
e smettano di pensare di vivere nel paese di “bengodi”: in altre
parti d’Italia il rapporto con l’ambiente e la qualità della vita
registra ben altri livelli. Noi non siamo “i più fichi”.
Il
direttivo del Circolo Arcobaleno della Legambiente
SPIAGGE
PULITE 2001 A LATINA
25
maggio
2001
Comunicato stampa
Il circolo Arcobaleno della Legambiente di
Latina aderisce alla Manifestazione Nazionale "Spiagge
Pulite": saranno decine di migliaia i volontari che
contribuiranno a rendere più pulite vaste zone delle nostre coste e di
altri paesi del Mediterraneo.
A
Latina viene riproposta la manifestazione per richiedere la manutenzione e
la pulizia del litorale nei diversi mesi dell’anno e non solo in piena
estate in quanto il clima e le caratteristiche della costa invitano ad
usufruire della spiaggia anche nei mesi non propriamente estivi.
Inoltre
quest’anno la Legambiente vuole centrare l’attenzione sulla situazione
in cui versa il Canale di Rio Martino vero e proprio concentrato di fonti
inquinanti, tanto è vero che anche per quest’anno è stato stabilito il
divieto di balneazione.
Rio
Martino è al centro di tante attenzioni in particolare per la
realizzazione del "porto-canale": Legambiente ritiene
prioritaria una vera e propria azione di bonifica del canale e la
rimozione delle fonti inquinanti che incidono sulla qualità delle acque.
Questa è la richiesta esplicita che viene formulata al Comune di Latina.
E
proprio Rio Martino è il luogo dove Legambiente da appuntamento, domenica
27 maggio alle ore 10,00, per l’edizione 2001 di Spiagge Pulite: si
invitano i partecipanti a trascorrere l’intera giornata al mare in un
clima di festa e di gioco dopo aver dedicato la mattinata alle operazioni
di pulizia.
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