Karate  

                            a cura di CARLO TOSTO    

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presentazione

Mondiale 2005 | Coppa Italia 2006 | Coppa Italia 2007 | Coppa Italia 2008 | Palestra | Saggio Estivo


OLTRE LO SPORT    di Carlo Tosto

Quelli che seguono sono articoli pubblicati dal Portale in occasione di eventi sportivi di particolare importanza (per chi ora scrive). Sono stati collocati da Ignazio Romano in questa sezione dallo stesso intitolata “Presentazione”. A ben vedere un'anteprima che precede le pagine dedicate al Karate curate dal sottoscritto, quasi a volergli imprimere, a quegli articoli,  il ruolo di copertina.

Ora, in questa parte della “Presentazione”, si tratta invece di spiegare direttamente il ruolo che la Rubrica “La mia Via nel Karate” si prefigge, sia all'interno del bellissimo Sito che ci ospita che fuori di esso.

Prima di tutto, però, non posso non rivolgere i miei più sentiti ringraziamenti proprio ad Ignazio Romano, per l'opportunità che mi ha offerto, concedendomi (e curando insieme a me) questo “spazio prezioso”. Invero, scrivere qui, rappresenta un'esperienza emozionante e allo stesso tempo appagante, che mi spinge anzi ad approfondire ulteriormente lo studio dell'Arte che pratico e che mi pone (più di prima) direttamente a contatto con maestri, atleti ed esperti, creando in tal  modo un fertile terreno di confronto.

Ciò giova anche al ruolo esterno che la Rubrica si propone, un ruolo certamente di promozione del Karate ma anche dello sport in genere, soprattutto tra i giovani, all'interno della mia Federazione ed in altre realtà quali Scuole, Associazioni sportive e culturali, ecc. Per la Federazione, anzi, la Rubrica rappresenta già un ulteriore punto di “incontro” culturale giacché ognuno, ovunque sia, può attingere ciò che più gli sembra utile, leggendo e stampando articoli, argomenti e foto.

Se il Portale svolge questo importante ruolo di promozione ed informazione del Karate (ovviamente del Karate più direttamente a contatto con il sottoscritto) non si può non ricordare che è l'Associazione Culturale Setina Civitas – l'altra faccia di questa bella medaglia – che si sta attivando energicamente per la realizzazione di eventi culturali interdisciplinari che promuovano il Karate ed altre attività, al fine di far conoscere gli aspetti culturali e filosofici (a volte un po' troppo trascurati) che le caratterizzano.

Tornando alla Rubrica, non resta da dire che nelle sezioni che seguono – intitolate rispettivamente “Sport e Formazione”, “Maestri ed Eventi” e “Rei e Yoi” – sarà possibile spaziare su argomenti legati agli aspetti tecnici e filosofici del Karate, alla preparazione tecnica, atletica e mentale nelle arti marziali; sarà possibile visionare le interviste rilasciate da molti Maestri e da atleti, oppure gli articoli riguardanti eventi sportivi, ed altro ancora: come nella sezione “Rei e Yoi” (che tradotto si legge “il rispetto e l'attenzione”) dove saranno trattati argomenti di particolare importanza per il praticante.

Aver portato un po' di Karate all'interno del Portale Setino e di Setina Civitas è motivo di orgoglio e di rispetto per l'Arte che pratico. Spero di riuscire a proporlo nel modo in cui, da sempre, lo interpreto: il Karate, per me, è principalmente uno strumento per conservare l'armonia con se stessi e con il mondo, per sperimentare potenzialità personali prima sconosciute, per perfezionarsi nel corpo, nella mente e nello spirito... sempre, ininterrottamente. Solo in questo modo si coniugano il piacere per l'attività fisica e la crescita interiore, crescita che ora sarà influenzata positivamente anche da questa nuova ed eccitante esperienza. Grazie Portale.                               

VIAREGGIO 24- 27 NOVEMBRE 2005

 MONDIALE DI KARATE W.T.K.A.

Tra gli atleti anche il setino Carlo Tosto

Sito ufficiale WTKA

Dal 24 al 27 Novembre 2005 si sono tenuti a Viareggio i Campionati del Mondo organizzati dalla Federazione Mondiale W.T.K.A. International che hanno visti impegnati oltre 1700 atleti, tra questi anche il setino Carlo Tosto nella specialità Kata individuale.

Le nazioni partecipanti sono Arabia Saudita, Albania, Algeria, Argentina, Armenia, Belgio, Bermuda, Brasile, Bulgaria, Camerun, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Galles, Georgia, Germania, India, Inghilterra, Irlanda, Italia, Lettonia, Macedonia, Malta, Marocco, Messico, Nicaragua, Norvegia, Olanda, Perù, Polonia, Romania, Russia, Scozia, Serbia & Montenegro, Principato di Monaco, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria, Usa, Uzbekistan.

Abbiamo incontrato Carlo Tosto alla vigilia dell’evento Mondiale: «Anche se si tratta di un evento sportivo eccezionale - osserva –  sono tranquillo e affronterò il Mondiale serenamente».

Poi aggiunge: «Per il pubblico sportivo e per la maggioranza degli atleti i Campionati del Mondo rappresentano il punto più alto, più prestigioso cui aspirare nella pratica delle varie discipline sportive ed è giusto che sia così. Anche per me in fondo è così ma vi assicuro che nel Karate Do, a differenza che nello sport, ha una qualità implicita la pratica, che non è necessariamente finalizzata ad una meta competitiva, rappresentando soprattutto un percorso di formazione per il praticante».

E nella formazione sono inclusi anche gli esami di Dan. Che importanza hanno?

«Gli esami per me hanno una grande importanza, ma attenzione, non solo  l’esame di Dan in sé e per sé (lì dove innanzi ad una Commissione esaminatrice composta da Maestri ottieni il grado) bensì il processo, il percorso, che ti conduce a quella meta. Ogni vero praticante di Karate e di Arti Marziali in genere sa bene che il percorso formativo è di eguale importanza, se non addirittura di maggior importanza, rispetto al risultato. La meta, l’obiettivo, è il frutto del processo d’impegno ed ha certamente la sua importanza in quanto ci indica il punto verso e fin dove procedere ma, raggiunto il risultato e passata l’euforia della conquista, ciò che resta è l’esperienza acquisita durante il cammino. E’ questa l’essenza delle Arti Disciplinari e, se ci si pensa bene, è così per ogni cosa della vita».

Quale è dunque il fine di un Campionato del Mondo di Karate?

«Non è certamente quello di svuotare il Karate di questa essenza, riducendolo soltanto ad una sterile competizione. Eppure, senza contraddirmi, posso dire che il Campionato del Mondo ha molti risvolti positivi.

Innanzi tutto è un momento di integrazione e di confronto tecnico e culturale. E’, poi, l’occasione per incontrare e allenarsi con maestri e atleti di ogni continente. E’ un contesto in cui si stringono nuove amicizie...  Sotto l’aspetto agonistico è certamente un modo per confrontarsi e per far conoscere quest’Arte al pubblico».

E della gara cosa  si può dire?

«Nelle gare, in ogni gara, se un atleta è bravo abbastanza deve cercare la vittoria. Nel Karate quando si è preparati è facile affrontare bene la prova nella propria specialità di gara. Quello che non condivido però sono quei metodi che riducono la pratica del Karate ad un allenamento esclusivamente alle gare. In questi contesti prevalgono narcisismo, egoismo, esibizionismo che, se pur ritenuti importanti nell’agonismo da molti istruttori, finiscono a lungo andare per svilire il praticante e, da quel che ho potuto constatare durante la mia esperienza, conseguentemente finiscono per allontanarlo dal Dojo».

Cosa occorre portare dentro di sé in una competizione mondiale, dunque?

«Nel mio Mondiale porterò indubbiamente me stesso. Porterò la consapevolezza della gestione dello stress della vita di tutti i giorni - e non soltanto durante lo svolgimento di una gara o di un altro impegno sportivo - che il Karate mi ha insegnato, porterò gli allenamenti indimenticabili nei Kion, Kata, Kumite e nella preparazione atletica,  porterò l’essenza che è in me, risultato di diciotto anni di pratica in quest’Arte. Ma, ovviamente, per l’occasione porterò tutta la voglia di vincere e... un bel ricordo, lo Stage Nazionale di Karate A.C.S.I. - Settore Arti Marziali svoltosi recentemente a Trevi (PG) lì dove l’intesa raggiunta con il M° Aldo Garofalo e con gli altri atleti è stata fantastica ed entusiasmante e, per questo, indimenticabile. E porterò tante altre cose ancora».

Per concludere, cosa si può aggiungere sul discorso di integrazione tra Arte e Sport del Karate?

«Si può benissimo concludere con l’augurio che il Presidente Mondiale W.T.K.A. rivolge (sulle pagine di Budo International) a tutti gli atleti: “Nessuna superbia nella vittoria, nessun rimpianto nella sconfitta... Il Karate è il nostro cammino, la strada che noi abbiamo scelto per dare luce alle nostre esistenze”».

Appuntamento a Viareggio allora, dal 24 al 27 Novembre per assistere ai confronti nelle varie specialità: Kumite, Kata (individuale e a squadre negli stili Wado Ryu, Shotokan, Shito Ryu, Goju Ryu, Shotokai e “Interstile”), Kata Duo, Kobudo, Karate Point, Difesa Personale e Self Defence Scenic con un arrivederci all’atleta setino... Che con questo appuntamento perseveri nel Do.

TORTORETO (Teramo) 3- 4 DICEMBRE 2006

 COPPA ITALIA DI KARATE ACSI-CIAM

 Doppia vittoria per Carlo Tosto nel Kata individuale e nel Kata a squadra

Nei libri di Karate del Maestro Nakayama si legge spesso che “per vincere occorre, innanzi tutto, vincere se stessi”. Ed è significativo che a dirlo sia stato proprio il Maestro che ha divulgato nel mondo il Karate “sportivo”.

Quest'insegnamento dimostra infatti che non esiste un Karate “tradizionale” ed un Karate “sportivo” ma soltanto il Karate.

E, bisogna avvertire, non si tratta semplicemente di una disputa a carattere “culturale” - un modo, insomma, per voler dimostrare a parole che lo sport Karate si può integrare con l'arte del Karate (anche perché, oggi, dal punto di vista strettamente educativo, questo rappresenta l'orientamento maggiormente seguito dai Maestri e dalle Scuole di Arti Marziali) - ma, a ben vedere, di qualcos'altro.

L'elemento indicativo di questo “qualcos'altro” si coglie bene riflettendo sul fatto che il fine primario dell'educazione sportiva e dell'arte è quello della realizzazione della personalità del praticante e, contemporaneamente, del miglioramento della sua persona. Lo sport e l'arte, infatti, sono da sempre al servizio dell'uomo mentre, come è facile comprendere, non si può affatto condividere l'orientamento opposto che, anche senza volerlo, fa del risultato  agonistico addirittura qualcosa di più importante dell'atleta.

Soltanto partendo da questa premessa e da questo impegno si riesce a dimostrare che il Karate è sport ed arte insieme, che la gara (il momento sportivo) può rappresentare anch'essa un'esperienza importante: la giusta sintesi degli insegnamenti dell'Arte, ad esempio.

A Tortoreto (Teramo), in occasione della Coppa Italia di Karate 2006 indetta dall' A.C.S.I. - Settore Arti Marziali - C.I.A.M., il setino Carlo Tosto ha dimostrato tutto questo.  Tanti anni di pratica con la costante convinzione di attingere sempre dalle radici di questa Arte, radici che – ama ripetere – ne custodiscono l'essenza. Non si è mai stancato di credere che il Karate non è una forma di sopraffazione sull'altro ma una Scuola per il miglioramento delle componenti dell'uomo (corpo, mente e spirito). Nel Karate, in seguito alle vicende della sua vita, ha scoperto un'Arte che l'aiuta a vivere meglio e a realizzare le sue cose, uno stile di vita insomma.  Ha sempre sostenuto che le prove d'esame per Kyu e Dan sono momenti “sportivi” impegnativi e affascinanti e non ha mai disdegnato neppure gli Stage Tecnici Nazionali, momenti di aggregazione sportiva e di confronto culturale e tecnico. Eppure tra le cose che sentiva di dover migliorare c'era senz'altro l'esecuzione del Kata nel momento di gara, in quella gara, cioè, dove a farla da padrona è la perfezione tecnica e la concentrazione in un lasso di tempo davvero breve (la durata di un Kata,  sia che ci si trovi nelle fasi eliminatorie, sia in semifinale che in finale). Ecco, proprio lì occorreva focalizzare l'attenzione e migliorare.

Ma – sottolinea – migliorare per vincere innanzi tutto contro se stesso, superando i propri limiti, le proprie incertezze. A Teramo Carlo Tosto ha vinto la gara individuale di Kata e, al di là del risultato, ciò che stupisce è il punteggio che ha raggiunto in finale con il Kanku Sho dimostrando padronanza tecnica, autocontrollo e concentrazione.

Primo nel Kata individuale per cinture nere davanti all'anconetano Marco Micucci, é finito sul gradino più alto del podio anche nel Kata a squadra unitamente ai suoi compagni Emilio Romano e Mauro Palma che, con un brillante Kanku Dai, hanno portato il Dojo Arashi Taviano al primo posto della Coppa Italia A.C.S.I.-C.I.A.M. anche nel Kata a tre.

Come ha giustamente osservato Steve Perryman: “Non si migliora perché uno lo vuole, ma perché sei tu che lo fai accadere. Devi trovare la strada per migliorare, prometterti di migliorare e, poi, realizzarlo”. Nel Karate, però, quella promessa può realizzarsi soltanto quando il praticante si impegna a migliorare in tutte e tre le componenti strutturali della sua Arte.

Così, per restare all'evento che c'interessa, possiamo dire che il Kata ben eseguito in gara può rappresentare certamente il frutto (la sintesi) di un periodo di impegno e di studio (quindi di un cammino) ben realizzato. Ma ciò che si vede esternamente in una gara (la tecnica) e che ne costituisce il parametro da giudicare, non è l'unica componente significativa per giungere a quell'importante conclusione. E lo stesso discorso vale naturalmente anche per l'aspetto strettamente atletico (l'energia, la potenza). Solo l'atleta (e non gli arbitri o il pubblico) sa se nel cammino – che nelle Arti Marziali è addirittura più importante del fine specifico che ci si prefigge – oltre alla tecnica e alla potenza ha nutrito anche il suo spirito rispettando, così, l'eterno ideale. Soltanto lui sa se ha dedicato alla sua anima la stessa cura ed attenzione che ha dimostrato per la tecnica. Soltanto lui, quindi, sa se ha “vinto” davvero!


ISOLA DEL GRAN SASSO
(Teramo)  

8 - 9 DICEMBRE 2007

 COPPA ITALIA DI KARATE G.I.A.K.A.M

 Carlo Tosto: campione che sogna il suo dojo

Bella prova del setino Carlo Tosto nel kata e nella squadra... con lo sguardo verso il futuro. “Adesso spero di realizzare il mio sogno: una scuola tutta mia, dove poter insegnare il mio Karate”. Con queste parole, alle 22:30 circa, al termine della finale della Coppa Italia G.I.A.K.A.M. - C.S.E.N. svoltasi alle pendici del Gran Sasso, nelle immediate vicinanze del Santuario di San Gabriele, Carlo Tosto lasciava il Palazzetto dopo essere stato tra i protagonisti della gara. “Certamente, è così – aggiunge –, la G.I.A.K.A.M. sta realizzando il mio sogno, quello di un Karate 'culturale', non soltanto agonistico. Questo mi dà grande motivazione”. E, infatti, a dare fiducia in questa direzione all'atleta setino (che da circa un anno ha anche ottenuto la qualifica di Maestro) è tutta la commissione tecnica della G.I.A.K.A.M., a partire dal Presidente, Maestro Aldo Garofalo: 

“Il Maestro Garofalo incoraggia sempre i miei progetti. E' un uomo pieno di entusiasmo e anche la G.I.A.K.A.M. gli deve molto”. Ma a dargli fiducia sono soprattutto i suoi compagni di squadra del Dojo Arashi, Valerio Marcucci e Mauro Palma, insieme ai quali giunge primo nella prova a squadre. “La fiducia è reciproca – ribatte il setino – perché Valerio è un ottimo atleta ed un grande Maestro ed anche Mauro ha grinta da vendere ed è tecnicamente preciso”. Primo anche nel kata individuale? “Sì, lì le cose sono state semplificate dalla scomposizione della categoria cinture nere in due gruppi, però quel che conta è il buon punteggio realizzato nella finale che è tra i più alti in assoluto”.  

Ad Isola del Gran Sasso, però, al di là della dimostrazione di padronanza tecnica offerta da molti atleti, primi tra tutti proprio Tosto, Marcucci e Palma, qualche problemino – a ben vedere – c'è pur stato, per gli arbitri e per la stessa commissione tecnica, tant'è che tra discussioni e reclami sul problema sicurezza si è andati a letto ben oltre la mezzanotte!  “Qualche infortunio di troppo e tecniche di base da rispettare durante l'esecuzione dei kata” ammonivano i Maestri Maurizio Murino e Maria Rita Sebastiani. Dello stesso parere il Maestro Vito Corsano e, così, veniva fissata per l'indomani mattina una riunione straordinaria per valutare proprio i problemi insorti. “Abbiamo visto troppi colpi senza controllo nel kumite, colpi che hanno causato dei danni – precisava il Maestro Jonny Sfrattoni – e che, come è stato fatto, vanno sanzionati con la squalifica immediata!”. Senza dubbio, quindi, qualche problema tecnico c'è stato. Alcuni atleti, inoltre, hanno ecceduto in aggressività. Parlavate di questo con il Maestro Gino Caruso mentre lui lasciava l'hotel? “Sì, il Maestro Caruso è un mio amico ed un ottimo istruttore – dice Carlo Tosto –. Lui è dovuto ripartire in anticipo per la Sicilia e non ha potuto prendere parte alla riunione. Ho voluto soltanto rassicurarlo che qualunque cosa fosse stata decisa, anche in merito ai suoi ragazzi, andava affrontata e risolta tutti insieme. Facendo parte anche dello staff tecnico è mio dovere occuparmi dei problemi della sicurezza degli atleti. Abbiamo semplicemente rinnovato il nostro impegno in quella direzione”.

L'organizzazione della Coppa è stata curata magistralmente dai Maestri Jonny Sfrattoni e Orlando Basile, così come ha sottolineato anche il Sindaco di Isola del Gran Sasso: “I Maestri Basile e Sfrattoni hanno curato bene ogni particolare e, poi – aggiunge l'atleta setino –  il luogo che ci ha ospitato è  colmo di natura e di spiritualità. E' tra i più unici al mondo. E' il luogo ideale per meditare... anche in movimento!” Ed eccoci giunti ai ringraziamenti: “Dedico questa vittoria ai Maestri Gina Ragazzo e Fabio Meini, della palestra Big Jim di Latina – che hanno curato con me la preparazione alla Coppa Italia – come buon auspicio per il Mondiale K.O.I. che preparerò con loro e che si svolgerà, proprio a Latina, nel mese di Luglio. Un ringraziamento speciale al Maestro Aldo Garofalo che mi segue e mi incoraggia costantemente e anche ad Ignazio Romano che, con lo spazio che mi offre sul sito www.setino.it  nella Rubrica dedicata al Karate, ha anch'egli già realizzato un mio sogno: dare voce alla mia esperienza in questa antica Arte. Grazie a loro e a tutti quelli che da sempre mi sono vicini”.


MONTESILVANO
(Pescara) 29-30 Novembre 2008

 COPPA ITALIA DI KARATE G.I.A.K.A.M

 Carlo Tosto: ecco il quarto titolo italiano.

L'atleta del Team Karate Do setino vince nel kata 

Coppa Italia 2006, Coppa Italia 2007, Campionato Italiano 2008 e, adesso, Coppa Italia 2008. Ecco i quattro titoli consecutivi conquistati da Carlo Tosto negli ultimi tre anni. 

Il primo posto nel kata individuale cinture nere ottenuto nella trasferta pescarese del 29 e 30 novembre ripaga ancora una volta l'impegno costante di questo atleta che ha portato in alto i colori del Team Karate Do – Setina Civitas. Ai quattro titoli nazionali si devono aggiungere i quattro titoli di dan (l'ultimo dei quali, il quarto appunto, risale proprio a pochi mesi fa, ottenuto innanzi alla commissione nazionale Giakam/Csen) conseguiti in ventuno anni di pratica e di studio del Karate. E non deve dimenticarsi neppure il secondo posto nel Campionato Italiano del 2004 a Trevi, buon risultato sportivo in una gara difficile e indimenticabile alla quale, poi, è seguito gran parte di tutto quello che abbiamo ricordato. E, naturalmente, le due partecipazioni al Campionato del Mondo (2005 e 2008). Ma di tutto questo non ama parlare, “Il Karate è una Via da percorrere, non un elenco di risultati” si limita a dire. “E poi - aggiunge - per quel che riguarda le gare, ognuna ha una storia a sé”. A chi tenta di paragonare una competizione con i dan, risponde: “Sotto questo aspetto non è possibile alcun paragone. Il dan per il praticante rappresenta un periodo di vita, generalmente lungo, che culmina sì in una prova tecnica ma, questa, non è mai fine a se stessa. 

Nel dan conta l'uomo, non soltanto l'atleta! Il kyudan, infatti, rappresenta il sistema dei gradi delle cinture ed è strettamente collegato con shu-ha-ri che rappresentano i gradi della Via del Karate. La Via nelle arti marziali non riguarda soltanto il progresso nella performance tecnica ma anche nel comportamento. E' l'esperienza e l'armonico progredire nelle tre componenti che la caratterizzano: waza (la tecnica), shin (lo spirito) e ki (l'energia). Una gara, invece, è troppo spesso fine a se stessa. Ed è questo che si deve evitare!”.

La gara di Carlo Tosto è stata caratterizzata da un'ottima performance nella fase finale, soprattutto con Kanku Dai. “Con Jion ho avuto qualche piccolo problema – ha detto il setino – ma nel Kanku Dai sono andato benissimo”.Franco Meraglia, secondo nei kata, nel dopo gara ha colloquiato a lungo con Carlo Tosto. “Con Carlo – ha detto – siamo davvero in sintonia su molte cose, la nostra concezione è quella del Karate finalizzato all'educazione, anche all'insegna del benessere psico-fisico e rispettoso della tradizione di questa antica Arte”. Il setino ha replicato: “Questi eventi sono importanti soprattutto perché rappresentano delle occasioni per poter far conoscere la nostra disciplina; è per questo che dobbiamo sfruttarle bene. Il Karate – ha continuato – e lo sport in genere, quando sono concepiti correttamente, costituiscono delle ottime occasioni per fare esperienza e crescere. Prima di tutto portano a rispettare i ritmi naturali, a conoscere i propri limiti e a rispettare gli altri”.Anche il Presidente Nazionale della Giakam, Aldo Garofalo, si è soffermato su molti di questi aspetti durante il discorso di apertura della Coppa, sottolineando l'importanza del momento di educazione e aggregazione dove ragazzi di diverse Regioni si incontrano con rispetto ed amicizia reciproca.Per finire, tornando alla gara, c'è ancora da ricordare che i dodici punti ottenuti da Carlo Tosto con la vittoria nella propria categoria hanno permesso al Team Karate Do – Setina Civitas di concludere al sesto posto nella classifica speciale riservata ai nove team giunti nella fase finale della Coppa Italia e vinta dal Dojo Arashi Taviano.Molto suggestiva anche la cerimonia di premiazione dove bambini in karategi hanno inneggiato al Natale al suono di cento campanelline realizzate, tutte a mano, da artigiani pugliesi.
Così si è chiuso un altro avvenimento sportivo e culturale, mentre il Team Karate Do setino, in collaborazione con la Giakam Settore Arti Marziali e con i Maestri della Giakam Lazio, è impegnato nella costante ricerca dei principi e della tradizione del Karate e nell'approfondimento della conoscenza sportiva, per una sempre migliore divulgazione e pratica dell'Arte e dello Sport... L'obbiettivo principale, come ricorda spesso Carlo Tosto, resta la Via (il Do). E, allora, non resta che chiedergli quando riprenderanno gli allenamenti. “Domani – risponde – alle 12:30 c'è corsa”. Evviva lo sport!

Esecuzione del Kata Kanku Dai

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