Incontri 

Comunità cristiane di Sezze

Giovedì 23 novembre 2006                                 Auditorium San Michele Arcangelo, ore 18,00

Le Comunità cristiane di Sezze   -   La U.S. ACLI Santa Lucia   -   Il Comune di Sezze

presentano la tavola rotonda

Dove va Sezze?

Risponde la politica

coordina l'incontro

Dott. Giovanni Farina

intervengono

Dott. Leopoldo Falco

Commissario Prefettizio

Dott. Lidano Zarra

Sindaco uscente

Rappresentante del centro sinistra, Dott. Luigi De Angelis

Rappresentante del centro destra non scelto dalla coalizione 

Uno spazio per il dialogo politico molto atteso 

di Christian Capuani

Tutti attendevano soprattutto lui, Lidano Zarra, chiamato a ragionare sul futuro di una città che ha provato a governare per quasi due anni. Un invito esteso ai molti protagonisti del dibattito politico e a quanti potessero essere interessati spettatori, tra gli elettori e i cittadini, del ritorno in pubblico dell’ex sindaco. E come era facile immaginare, in un paese che abbonda di candidati e liste, la presenza politica è stata massiccia. L’attenzione della gente comune, per la soddisfazione degli organizzatori – le comunità cristiane di Sezze – è stata comunque rilevante, segno di un interesse latente per la cosa pubblica, che fatica a trovare spazi di espressione.

La parte del leone, dunque, l’ha fatta proprio Zarra, che ha provato a tirar fuori gli artigli e a mordere in più di qualche passaggio. La preda che insegue è la solita, quella sinistra, rappresentata per tanti anni dal feudo del vecchio Pci, <<arroccato e sordo al dialogo con gli altri partiti>>. Talmente sordo da compromettere il sistema democratico, <<bloccato a Sezze per tanti anni dalla mancanza di alternanza>>, e che invece avrebbe trovato nell’esperienza dell’ultima legislatura <<una discontinuità con tutti i governi precedenti>>. Le liste civiche quindi non sarebbero <<il male>>, sostiene Zarra utilizzando un linguaggio a lui familiare, ma <<la patologia di un male tutto interno ai partiti>>. Il deposto sindaco alza il petto come un vero leone (<<sono venuto qui per prendermi le mie responsabilità fino in fondo>>) e sferra zampate contro i soliti nemici per i “distinguo”: <<il declino dell’ospedale – risponde ad una domanda sul San Carlo – non è opera dalla mia amministrazione, ma è avvenuto con Siddera sindaco, Titta Giorni in Regione e Sesa Amici in parlamento>>.

A fargli da contraltare ci ha pensato, per il centrosinistra, Luigi De Angelis, che ha preferito un profilo più basso e concreto, fondato sull’analisi dei problemi di Sezze. L’esponente de La Margherita ha indicato <<i punti da cui partire per ricostruire il tessuto di questa città>>. E li ha individuati principalmente nella richiesta di <<legalità e trasparenza>>, nella ricerca di uno <<sviluppo economico>> (da mettere in atto sulla base di una vocazione agricola e turistica) e nella formulazione di efficaci politiche sociali <<a favore della solidarietà>>. Concentrato soprattutto sul metodo è stato invece il contributo di Leopoldo Falco, che ha raccolto lo stimolo di Luigi Mantuano sul tema del rapporto tra <<politica e amministrazione>> spiegando che questo va regolato <<sul rispetto e sul rigore>>. Il commissario prefettizio deve lavorare per lasciare la migliore squadra possibile (e una buona classifica, aggiungiamo noi) al futuro sindaco, paragonabile ad <<un direttore d'orchestra che deve aver rispetto per gli strumenti che ha a disposizione>>. Falco apprezza il dibattito politico esistente a Sezze e non perde occasione per lodare il contributo dei tanti che si fanno avanti. C’è da augurarsi che ci veda giusto.

L'intervento di Luigi De Angelis, rappresentante del centro sinistra

di Luigi De Angelis

La domanda “Dove va Sezze?” ha una importanza centrale, fondamentale. È compito infatti della politica offrire risposte serie e concrete, recuperando la capacità di progettare, di indicare una prospettiva di sviluppo sociale, economico e culturale per la nostra città. E’ una operazione estremamente semplicistica e superficiale la lettura storico politica fatta dal dott. Zarra in relazione alle esperienze amministrative dei decenni scorsi, ad una presunta democrazia bloccata e priva di alternanza da cui la situazione attuale sarebbe scaturita, perché non tiene minimente conto delle profonde trasformazioni intervenute nel nostro tessuto sociale e culturale. La verità è che la politica, soprattutto negli ultimi anni e per colpa anche dell’operazione messa in atto da Zarra stesso nel 2003 con le liste civiche, ha completamente abdicato a qualsiasi funzione progettuale, si è fatta anzi portavoce di interessi particolari, egoistici, di gruppi ben individuabili. La politica ha in altri termini abdicato al proprio ruolo di progettazione del bene comune. Hanno prevalso altre logiche. Abbiamo assistito addirittura ad un fenomeno politicamente grave e inqualificabile: i gruppi di interessi, i potentati economici sono diventati essi stessi attori politici, diventando liste civiche. 

L’intreccio perverso tra la politica e gli affari sta avvelenando il confronto delle idee e tra progettualità alternative e mette seriamente a rischio il corretto svolgimento della vita democratica cittadina. La civicità è di per sé un valore se il suo obiettivo è il bene della collettività, ma nella forma assunta nel 2003 e che si tenta di riproporre nelle amministrative dell’anno prossimo è espressione di degenerazione, di antipolitica, di qualunquismo e di becere logiche di potere.

Un altro elemento allarmante, anch’esso figlio di questa degenerazione della politica, occorre sottolineare: assistiamo ad una situazione di illegalità diffusa nella nostra città, che ha come manifestazioni non solo l’immigrazione irregolare, ma soprattutto lo sfruttamento degli stessi cittadini stranieri, il lavoro nero, fino ad arrivare alla mancanza di trasparenza e legalità nella gestione della cosa pubblica, nella gestione degli appalti.

Se questa è la situazione di partenza, spetta ora alla politica imprimere una svolta decisiva, recuperare il proprio ruolo e la propria funzione di progettazione del bene comune, che non potrà mai e poi mai essere la sommatoria dei singoli interessi personali e di gruppo. Il punto di partenza deve essere necessariamente il recupero del senso di appartenenza ad una comunità e del rispetto delle regole minime di una convivenza solidale. Solo così potremo recuperare la nostra identità cittadina. Il centrosinistra ha la volontà politica di aprire una fase nuova, realizzare una svolta politica concreta e reale, partendo da alcuni punti cardine.

Innanzitutto occorre ridisegnare completamente il volto della nostra città e proiettarla verso il futuro. 

Da troppo tempo si parla di un nuovo Piano Regolatore quasi che fosse una sorta di chimera irraggiungibile o di panacea per tutti i mali. Il nuovo Piano Regolatore è tuttavia uno strumento indispensabile per riqualificare Sezze e individuare la sua linea di sviluppo nei prossimi venti anni almeno. Bisogna riqualificare molte zone degradate del nostro territorio a cominciare dalle periferie, bonificare un ambiente a volte fortemente violentato ed eroso, valorizzare le risorse ambientali, archeologiche e storiche, individuare le aree destinate allo sviluppo economico e produttivo. E veniamo così al secondo aspetto: lo sviluppo economico. Il nostro territorio offre numerose potenzialità che debbono essere coordinate in modo sinergico: l’agricoltura che va completamente ripensata puntando anche alle produzioni di qualità, la prospettiva turistica da costruire con pazienza e tenacia, il terziario e i servizi, individuando e attrezzando nuove aree, anche in considerazione del nuovo tracciato della SS 156 e della trasformazione e utilizzazione per il traffico merci e per il pendolarismo della linea ferroviaria.

Un altro campo fondamentale su cui puntare è la scuola e la formazione. È in questo ambito che una comunità costruisce il proprio futuro: dalla presa di coscienza dell’appartenenza ad una comunità, al pensare in funzione non solo del proprio esclusivo interesse individuale, fino all’investimento della intelligenza dei singoli in attività ed iniziative per la crescita culturale ed economica. Siamo una città che esporta le proprie intelligenze perché nel proprio territorio non ci sono opportunità. È prioritario invertire questa pericolosissima tendenza che finirà per impoverirci sotto ogni punto di vista. L’amministrazione comunale dovrà lavorare in modo sinergico con le varie agenzie educative operanti sul territorio: dalla scuola alle parrocchie, passando per l’associazionismo, il mondo del volontariato e quanti operano nel campo dello sport.

Le politiche sociali vanno ripensate e potenziate fortemente. Di fronte al manifestarsi di tante, troppe vecchie e nuove povertà non si può rimanere inerti e indifferenti. La qualità di una amministrazione si vede dalla capacità di impegnare risorse per migliorare la qualità della vita, nel prestare attenzione alle fasce più deboli e povere. 

L’obiettivo è di realizzare una città più equa e solidale, attenta al benessere non solo materiale di tutti e di ognuno.Infine la politica deve rimettere al centro la partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni e alle scelte fondamentali. Occorre attivare fin da subito tutti gli istituti previsti dal nostro Statuto Comunale: il difensore civico, baluardo e salvaguardia dei cittadini contro gli abusi e gli errori sempre possibili della pubblica amministrazione; le consulte nei vari ambiti e settori perché i cittadini possano far sentire la propria voce in ogni momento con le proprie idee e progetti. Il compito di una buona amministrazione è innanzitutto ascoltare, dialogare e infine compiere scelte che siano la sintesi delle diverse idee e posizioni e rappresentino il bene comune. Queste sono però solo alcune idee generali, ognuna delle quali meriterebbe un discorso approfondito e soprattutto molte altre sono le questioni che andrebbero affrontate e per le quali andrebbero individuate possibili soluzioni. La scelta del centrosinistra è quella di ripartire dai problemi della nostra città, mettendo da parte inutili polemiche e schermaglie che molto spesso servono a mascherare la pochezza delle idee.

Sono intervenuti al dibattito

 

                            Dott. Antonio De Santis                      Rappresentante degli studenti, Stefano Madonna

Prof. Luigi Mantuano

 

          Antonio Tartaglia, Segretario Comunisti Italiani                            Angelo Rosella, UDC

 

                                          Ing. Viglianti                                                      Prof. Aldo La Penna

 

                                 Enrico Magagnoli, AN                                          Dott. Pino Ciarlo, FI

Don Raffaele D'Elia, parroco di Santa Lucia

 

                                     Orazio Mercuri                                                Antonello Molinari

 

                     Vincenzo Serra, Verdi per la Pace                    Vincenzo Serra, Responsabile diocesano