Daniele Nardi

Dalla Semprevisa all'Himalaya

   

 Sezze, 28 novembre 2004                           auditorium Mario Costa

Ad un passo dal cielo / il progetto 2005-2006

Silvio Mondinelli e Enrico Bernieri

Il Presidente del CAI di Sezze Dr. Angelo Giorgi con il Vice Sindaco Giuseppe Giarlo

Progetto biennale 2005-2006

“Sulle cime del mondo”

L’Associazione sta portando avanti un progetto molto ambizioso che è quello di organizzare, tra il

2005 ed il 2006, una serie di spedizioni extraeuropee che porteranno sulle vette più alte della terra

diversi alpinisti del Lazio e di altre regioni del Centro Italia.

Il Progetto “Mountain & Freedom – Sulle cime del mondo 2005-2006” prevede l’ascensione alle

seguenti cime:

  “Concatenamento Shisha Pangma 8012 mt./Cho Oyu 8201 mt. (Cina/Nepal) Settembre- Ottobre 2005”;

  “Missione Provincia di Latina” Aconcagua 6959 mt. (Argentina) Dicembre 2005-Gennaio 2006;

  K2 8611 mt. (Pakistan) Luglio 2006 senza ausilio di ossigeno;

Spedizione himalayana “Concatenamento Shisha Pangma - Cho Oyu”

Lo Shisha Pangma è il più “basso” dei 14 ottomila del pianeta (8012 mt.), ma non per questo meno

impegnativo. Si trova nella catena montuosa dell’Himalaya interamente in territorio tibetano. E’ un picco enorme con una parete est lunga, ripida e scoscesa. Il suo nome significa “Cresta sui pascoli”, mentre in dialetto indostano viene chiamata Gosainthan che vuol dire “Luogo dei santi”. E’ stato uno degli ultimi 8000 ad essere

scoperto, esplorato e scalato: le cause di questo ritardo sono da imputare sia alla posizione geografica, molto più a nord rispetto alle altre vette himalayane, sia e soprattutto all’invasione cinese del Tibet che ha prodotto un isolamento della regione per vari anni. La prima grande spedizione che tentò di salire la vetta dello Shisha Pangma, nel 1964, fu una spedizione cinese a cui seguirono altri gruppi alpinistici di varie nazionalità.

Attualmente la via più seguita per l’ascensione è quella del versante nord (via cinese). Per giungere alla base della

montagna si parte da Kathmandu per arrivare al confine cino-tibetano da dove, attraverso una lunga strada scavata sui fianchi delle montagne, si arriva all’abitato di Nyalam a 3750 metri di quota dove si rimane un paio di giorni. Il viaggio prosegue poi in jeep sugli altopiani tibetani fino al Campo Base cinese posto a 5000 metri.

Altri due giorni sono necessari per l’acclimatazione, dopodichè si caricano i materiali sugli yak e da lì, a piedi con una tappa intermedia, si arriva dopo venti chilometri fino al Campo Base ai piedi della grande montagna a quota 5400 metri. Montato il campo, dopo un periodo variabile di acclimatazione, si montano delle tende deposito a 5900 metri, in prossimità del grande ghiacciaio dello Shisha. Superata la prima parte del ghiacciaio, molto tormentata ed irregolare, si attacca il grande pendio che porta al plateau superiore dove si monta il Campo I a 6400 metri. Da qui si sale verso nord-est la conca glaciale arrivando fino al Campo II posto a circa 7000 metri.

Rimontando la cresta nord (40-45 gradi di pendenza) si arriva ad una zona pianeggiante, molto esposta ai venti, dove si può piazzare un altro campo a 7400 metri.

I componenti del progetto alpinistico 2005/2006

Da quest’ultimo campo si continua a salire lungo la dorsale fin dove il pendio diventa più ripido

(50-55 gradi). A quota 7500 metri si può, se le condizioni lo permettono, traversare verso sinistra

per raggiungere la vetta principale; altrimenti si tira dritto, si contorna uno sperone roccioso, si

raggiunge la cresta ovest e poi sulla seconda cima a 8006 metri. Si potrebbe raggiungere da lì la

vetta principale ma la cresta di unione fra le due è molto affilata. La discesa avviene per la stessa

via di salita. Percorrendo una storica via commerciale si arriva ai piedi della sesta montagna al mondo per

altezza, il Cho Oyu alto 8201 metri. Il Cho Oyu si trova al confine tra Nepal e Tibet, ma l'avvicinamento avverrà dalla parte del Tibet per arrivare direttamente nelle vicinanze della cresta Nord-ovest, quella scelta per l'ascesa.

Statisticamente questa montagna offre meno resistenza all'ascesa nel periodo pre-monsonico, cioè

in primavera, mentre nel periodo dei primi mesi d'autunno, periodo post monsonico, si trovano più

difficoltà dovute all'irrigidimento delle temperature e dal fatto che sui pendii si accumula più neve.

La prima ascensione in assoluto fu portata a termine il 19 ottobre del 1954 dai fortissimi austriaci

Hebert Tichy e Sepp Jochler e dal nepalese Pasang Dawa Lama. Mentre, la prima ascensione italiana fu intrapresa da Reinhold Messner e Hans Kamerlander nel 1983. Aperta dagli austriaci di Tichy nel 1954, la via si

snoda lungo il versante nordovest e presenta un paio di punti mediamente "tecnici", costituiti da una fascia

rocciosa e da un "muro" di seracchi, le cui condizioni variano a seconda dell'innevamento e delle stagioni.

Il plateau terminale costituisce un impegno soprattutto dal punto di vista psicologico, essendo veramente vasto e

richiedendo una lunga progressione. Richiede particolare attenzione in caso di nebbia o cattiva visibilità : perdersi sul plateau può costituire l'unico vero rischio della montagna. Per questo quasi tutte le spedizioni predispongono delle bandierine per marcare la traccia in caso di maltempo. Si tratta comunque di una magnifica salita, mai banale, di grande respiro e con panorama mozzafiato sul vicinissimo versante nord dell'Everest.

Dal ghiacciaio Gyabrag, si sale una facile morena e una cresta rocciosa fino a quota 6446 m. Poi, si

segue lunga e facile cresta nevosa fino alla seraccata. Le condizioni possono variare ma, negli anni

recenti, questa barriera è stata superata attraverso un buco lasciato da un seracco crollato.

A partire da quota 7000 m un tiro su neve, di facile inclinazione e tendente a sinistra, permette di

accedere agli ultimi lunghi tiri nevosi che portano all'altopiano sommitale. Solamente quando ci si

aprirà davanti agli occhi lo splendido panorama che vede sullo sfondo come cornice perfetta

l'Everest e in basso la lontana via commerciale del Nangpa La capiremo di essere arrivati in cima al

Cho oyu ad una altezza di 8201 m.

I componenti della spedizione sono:

Daniele Nardi è nato a Sezze (LT) il 24 Giugno 1976.

Istruttore nazionale di Alpinismo e arrampicata sportiva della lega montagna dell’UISP, ha al suo attivo numerose ascensioni su tutto l’arco alpino e sulla dorsale appenninica .Ha partecipato inoltre a tre spedizioni himalayane Gasherbrum II 8035 mt. Luglio/Agosto 2001; Cho Oyu 8201 mt. Settembre/Ottobre 2002; Everest 8848 mt. Aprile/Maggio 2004. Quest’ultima spedizione lo ha visto raggiungere la vetta il 19 maggio 2004.

Enrico Bernieri. Un’esperienza alpinistica quasi ventennale. Circa trecento salite tra il Gran Sasso e l’arco alpino, tra cui alcune vie nuove e prime ripetizioni invernali. Conta al suo attivo otto spedizioni extraeuropee in Himalaya, Karakorum, sulle Ande e in Africa. Ha organizzato la prima spedizione romana a un 8000. E’ stato coordinatore dei progetti scientifici di “K2-2004, 50 anni dopo”, partecipando sia alla spedizione al K2 che a quella all’Everest. E’ Istruttore Nazionale di Alpinismo del Club Alpino Italiano e dirige La Croce del Sud,

Scuola di Alpinismo della Sezione del CAI di Roma.

Roberto Delle Monache abruzzese, iscritto al CAI di Colleferro/Anagni, ha al suo attivo numerose ascensioni sull’arco alpino e sul massiccio del Gran Sasso. Ha partecipato alla spedizione himalayana Gasherbrum II 8035 mt. Luglio/Agosto 2001 e nel gennaio dello stesso anno ha scalato l’Aconcagua lungo la via dei polacchi. Nel 2003 ha tentato la scalata dello Shisha Pangma raggiungendo quota 7700 mt.

Domenico di Bartolomeo, “Mimmo” per gli amici.

Iscritto al CAI di Pescara, ha già effettuato diverse spedizioni in Himalaya. Ha partecipato alla spedizione himalayana Gasherbrum II 8035 mt. Luglio/Agosto 2001 e nel gennaio dello stesso anno ha scalato l’Aconcagua lungo la via dei polacchi. Nel 2003 ha organizzato la spedizione allo Shisha Pangma tentandone la scalata.

Cesare Giuliani 38 anni, figlio d'arte, ha al suo attivo numerose ascensioni su tutto l’arco alpino e sulla dorsale appenninica . Dal 1992 è istruttore di Alpinismo del CAI ; insegna presso la Scuola Croce del Sud di Roma; Dal 2000 è istruttore Nazionale di Arrampicata Sportiva ed ha all'attivo circa 10 vie tra l'8a+ e l'8a. Frequenta la montagna dall'arrampicata sportiva, al ghiaccio, al canyoning, alpinismo e sci.

Andrea Masini ha al suo attivo numerose ascensioni su tutto l’arco alpino (M.Bianco, parete SW: Eperon de la Tournette; M.Maudit: Arete Kuffner; M.Bianco: traversata integrale: Domes de Miage - Cresta Sud de l’Aiguille de Bionassay - M.Bianco; Tour Ronde: Parete Nord; M.Blanc du Tacul ed altre) e sulla dorsale appenninica, nonché diverse cascate di ghiaccio fino al 6° grado.

Andrea Gulli 48 anni, nato a Milano ma romano d'adozione. Istruttore Nazionale di Alpinismo dal 1988; dal 1991 insegna nella scuola "La croce del sud" del CAI di Roma. Ha al suo attivo diverse centinaia di vie in montagna (dal Gran Sasso alle grandi classiche delle dolomiti e delle Alpi occidentali, Monte Bianco in

particolare), con vie nuove su ghiaccio e roccia, numerose solitarie e prime salite invernali nel massiccio del Gran Sasso. Da qualche anno si dedica alla salite invernali di cascate di ghiaccio e delle pareti nord del Monte Bianco (Les Courtes, Les Droites e numerose goulotte). Nel 1986 ha partecipato alla spedizione "Kun Lun 86" al Kongur 7719 m nel Xingkiang cinese.

Raffaele Cerelli è nato a Toronto (Canada) l’11 Agosto 1966. Atleta con un’intensa attività sull’Appennino e sulle Alpi è alla sua seconda esperienza extraeuropea. Nel 2002 raggiunge la cima dell’Island Peak (Himalaya 6189 mt.). Ha partecipato, inoltre, ai campionati italiani di corsa in montagna nel 2003 e nel

2004.

Pietro De Sanctis è nato a Roma il 24 Settembre 1972 Aiuto istruttore di alpinismo del Cai di Roma presso la scuola “La Croce del Sud “Impegnato da tempo in un intensa attività scialpinistica sulle montagne dell’appennino centrale. Si dedica all’arrampicata sportiva, ma soprattutto all’alpinismo su roccia e ghiaccio. Numerose sono lesalite su roccia nel gruppo del Gran Sasso e nei principali massicci dolomitici (Nord del Gran Paradiso, sulla

variante Cretier; Via dei Tre Mont Blanc con discesa dalla normale francese; Lo spigolo est sud est sulla Punta Cusidore).

Spedizione andina “Missione Provincia di Latina”

L’Aconcagua, “La Sentinella di Pietra”, è la vetta più alta di tutto il continente Americano e per

questo fa parte delle cosiddette “Sette Sorelle”, le sette montagne più alte dei sette continenti. Si erge, con i suoi 6959 metri, nelle Ande argentine al confine con il Cile. E’ un gigante di rocce sedimentarie, neve e ghiaccio con enormi pareti verticali sul versante meridionale. A causa della sua particolare posizione geografica sono molto

frequenti i cambiamenti di clima e di temperatura. La via di salita che verrà seguita dalla spedizione sarà quella che, attraverso il ghiacciaio dei polacchi, giunge sulla cima della montagna dal versante Est. Questo itinerario rappresenta la via normale alpinistica di salita all’Aconcagua ed è stata aperta per la prima volta nel 1934 dai forti alpinisti polacchi Narkievitcz-Jodko, Daszyinski, Ostowski, Osiecki. Con un dislivello di 2750 metri ed una difficoltà classificata in PD, la via supera ampi pendii glaciali ricoperti da penitentes (formazioni di ghiaccio a forma di vele) e giunge fino in cima attraverso tre campi intermedi.Da Plaza Argentina, dove è posto il Campo Base a 4250 metri, si risale la morena del ghiacciaio di Los Relinchos fino a quota 5000 metri circa, dove viene posto il Campo 1. Dal Campo 1 si segue la traccia di un sentiero su terreno ghiaioso fino a giungere alla base del ghiacciaio dei Polacchi a quota 5900 metri. Qui solitamente viene approntato il Campo 2. Dal Campo 2 si inizia a risalire in diagonale verso sinistra in direzione della Pietra Bandera a quota 6400 metri. Si sale oltre la Pietra Bandera lasciandosi sulla sinistra i seracchi del ghiacciaio (zona conosciuta come “collo di bottiglia”) fino a raggiungere, attraverso la cresta Est, la cima dell’Aconcagua (6962 metri). Dei 13 alpinisti che faranno parte di

questa spedizione non tutti tenteranno la vetta, alcuni resteranno al campo base o nei campi intermedi per sostenere e facilitare l’ascensione di coloro che saliranno in cima.

I componenti della spedizione sono:

Capospedizione.

Daniele Nardi è nato a Sezze (LT) il 24 Giugno 1976.

Istruttore nazionale di Alpinismo e arrampicata sportiva della Lega Montagna

dell’UISP, ha al suo attivo numerose ascensioni su tutto l’arco alpino e sulla

dorsale appenninica .Ha partecipato inoltre a tre spedizioni himalayane

Gasherbrum II 8035 mt. Luglio/Agosto 2001; Cho Oyu 8201 mt.

Settembre/Ottobre 2002; Everest 8848 mt. Aprile/Maggio 2004. Quest’ultima

spedizione lo ha visto raggiungere la vetta il 19 maggio 2004.

Vicecapospedizione.

Stefano Milani è nato a Latina il 23 Marzo 1970.

Istruttore nazionale di arrampicata sportiva della Lega Montagna dell’UISP dal

1997. Ha effettuato numerose ascensioni sul Gran Sasso e sull’arco Alpino. Dal

1993 ha tracciato la quasi totalità delle vie di arrampicata nelle falesie della

provincia di Latina (Bassiano, Norma, Sezze etc.). E’ co-autore della guida

“Noveccippiù 9c+ guida alle falesie pontine”.

Alpinista e Logistica.

Stefano Pontecorvi è nato a Sezze (LT) il 20 Gennaio 1972.

Socio del CAI dal 1987 ha alle spalle un’intensa attività su tutte le montagne

d’Italia. Ha effettuato alcune salite alpinistiche sul gruppo del Gran Sasso e

delle Alpi. Grande predisposizione alle vie classiche alpinistiche.

Ufficio Stampa.

Vittorio Massaro è nato a Latina il 25 Settembre 1975.

Sportivo d’adozione, proveniente da un’intensa attività di volo con parapendio,

si è avvicinato all’alpinismo effettuando la salita per la via Normale al Gran

Paradiso 4061 mt. Ha effettuato nell’ultimo anno alcune vie di arrampicata sia

alpinistiche che sportive.

Preparatore atletico.

Francesco Leggeri è nato a Sezze (LT) il 4 Ottobre 1974.

Laureato allo I.U.S.M. di Roma (Istituto Universitario di Scienze Motorie),

istruttore di Tennis ed ottimo arrampicatore. Ha nella sua carriera di atleta

numerosi sport ad alto livello.

Cineoperatore.

Claudio Nardi è nato a Sezze il 24 Gennaio 1982.

Fotografo naturalista realizza, per conto dell’Associazione, il Calendario della

Solidarietà. Atleta e appassionato di montagna con ottima esperienza

escursionistica scala il suo primo 4000, Anguille de Rocheford nel gruppo del

Monte Bianco, è alla sua prima esperienza extraeuropea.

Alpinista.

Vittorio Misiti, lunga militanza nel CAI di Frosinone, possiede un’ottima

conoscenza sciistica e di escursionismo invernale sulle montagne dell’intero

arco alpino ed in particolare del Centro Italia. Ha organizzato, in qualità di

Team Manager, la spedizione “Appennino 8000 Gasherbrum II 8035 mt.”

Luglio/Agosto 2001 in Pakistan.

Alpinista.

Cosimo Sciotto è nato a Milazzo (ME) il 7 Aprile 1965 e risiede a Capistrello

(AQ).

Alpinista di vecchio stampo, predilige un’attività alpinistica classica. Ha

effettuato numerose ascensioni sull’arco alpino (Cervino, Dente del Gigante,

Auguille de Rocherford etc.) e sul gruppo del Gran Sasso (Via delle due

generazioni, Aquilotti ’74, Aquilotti ’72, Vecchiaccio etc.).

Alpinista.

Massimo Della Valle è nato a Eraclea (VE) il 7 marzo 1965.

Da sempre appassionato di alpinismo, sia su roccia che su neve o ghiaccio si

avvicina all’arrampicata sportiva nel 2001.

Ha all'attivo una quarantina di vie di roccia tra il gruppo del Gran Sasso , in

Sardegna e sul Gruppo del Monte Bianco. Effettua alcune salite in quota

sull’arco alpino tra il Gran Paradiso, il Monte Rosa e il Monte Bianco.

Logistica.

Gianclaudio Pistilli è nato a Latina il 5 Ottobre 1977

Esperto escursionista e sciatore, frequenta la montagna da svariati anni. Al

primo anno di intensa attività alpinistica sale, come prima via, la diretta

Consiglio alla est del Corno Grande (Massiccio del Gran Sasso); in seguito la

nord del Ciarforon ed altre vie di arrampicata.

Logistica.

Enrica Foglietta è nata a Latina il 17 Agosto 1979.

Si è avvicinata all’alpinismo effettuando la salita per la via Normale al Gran

Paradiso 4061 mt. Ha effettuato nell’ultimo anno alcune vie di arrampicata

sportiva.

Logistica.

Franco Amoruso nato il 17 aprile 1946, nuova leva della Mountain Freedom si

avvicina all’alpinismo attraverso un corso di arrampicata di base. Buon

conoscitore dell’ambiente montano Abruzzese è alla sua prima spedizione

extraeuropea.

Logistica.

Elma Pietrosanti ha un’intensa attività escursionistica sulla dorsale appenninica.

Si avvicina all’arrampicata sportiva nel 2002. Alla prima esperienza

extraeuropea .

Spedizione himalayana “K2 senza ausilio di ossigeno”

Il K2, Chogori in lingua baltì che significa “La grande montagna”, non ha bisogno di presentazioni,

è la seconda vetta più alta della terra con i suoi 8611 mt. e di gran lunga la più difficile dal punto di

vista tecnico. E’ situato nella catena montuosa del Karakorum in territorio pakistano.

E’ anche chiamata “la montagna degli italiani” perché fu una spedizione tutta italiana che riuscì, nel 1954, a portare sulla vetta due alpinisti: Lino Lacedelli ed Achille Compagnoni.

E proprio quest’anno, in occasione del cinquantenario della conquista, l’Italia ha ripetuto l’impresa

nel mese di Luglio. Rappresenta il sogno di ogni alpinista ma anche la più grande preoccupazione. E’

una montagna temibile ed allo stesso tempo affascinante. La via di salita che verrà seguita dalla

spedizione è quella che, dal versante sud, risale lo Sperone Abruzzi. Il nome della via è dovuto a Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi che per primo, nel 1909, intraprese questo itinerario. Anche se è il più seguito per raggiungere la vetta del K2 e sebbene venga considerato come la “via normale” della montagna, questo percorso è tutt'altro che semplice presentando tratti di roccia verticale e ripidi pendii di ghiaccio.

Diversi passaggi chiave segnano i 3300 metri di dislivello dell’itinerario, che si sviluppa con un percorso molto esposto e battuto dai venti che incalzano fra il K2 e il Broad Peak. Il CB è posto tra i 5000 e i 5050 m sul ghiacciaio Godwin Austen. La via vera e propria comincia a 5300 metri, dove si lascia il ghiacciaio per attaccare lo Sperone.

Con una prima parte di neve e terreno misto a tratti abbastanza ripida, si sale fino al campo I (6100 m.). Da qui una serie di ripidi pendii di misto portano fino alla base del difficile tratto di roccia verticale conosciuto come “Camino Bill”, dal quale si ha accesso al pendio su cui viene solitamente posto il campo II (6750 m.).

Al di sopra del campo, la Piramide Nera rappresenta un altro impegnativo ostacolo, con rocce ripidissime che solo attorno ai 7700 metri perdono verticalità, lasciando spazio all’ampio plateau nevoso chiamato "La Spalla", dove viene installato il campo III. L'inclinazione non eccessiva del terreno consente di recuperare un poco di

energie fisiche e psichiche fino agli 8300 metri, dove inizia il tratto più difficile della salita: il famigerato "Collo di Bottiglia", uno stretto e ripido corridoio ghiacciato che conduce sotto ad un immenso seracco da aggirare sulla sinistra con un delicatissimo traverso, oltre il quale si raggiungono i pendii finali e poi la vetta (8611 m.).

I componenti della spedizione sono: Da definire

Riconoscimento particolare per Claudio Nardi e Paolo Tasciotti

Sezze, 28 novembre 2004                           auditorium Mario Costa