I Sacconi

Confraternita del Sacro Cuore di Gesù

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28 novembre 2017                                              articolo a cura di Vittorio Del Duca - confratello
I Sacconi rendono omaggio al "fondatore"

Nel 150° anniversario della canonizzazione di San Leonardo

Anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, una delegazione di sette fratelli della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù di Sezze si è recata a pregare davanti l’urna del suo fondatore, San Leonardo da Porto Maurizio, patrono della città di Imperia e dei Missionari cattolici nel mondo.

La Città di Imperia ha infatti celebrato il 26 novembre il suo patrono, San Leonardo da Porto Maurizio, a 150 dalla sua canonizzazione avvenuta su decisione di papa Pio IX il 29 giugno 1867.

Il vescovo diocesano Guglielmo Borghetti, nella sua Omelia, ha voluto ricordare San Leonardo attraverso le parole di papa San Giovanni Paolo II  francescano dalla parola bruciante, che percorse l’Italia per ammonire e convertire folle immense, richiamando alla penitenza ed alla pietà, pur vivendo egli un’intima unione con Dio (Ascoli Piceno, visita apostolica del 30/11/1980). 

Eremita missionario - ha continuato il vescovo Borghetti - sta in questa (apparente) contraddizione tutta la vita di San Leonardo da Porto Maurizio (1676-1751). Il Papa Pio XI, il 17 marzo 1923, lo nominò patrono dei missionari nei paesi cattolici,  cioè dei sacerdoti che si occupano di tenere le sacre missioni al popolo nelle regioni cattoliche di tutto il mondo;  Sant’Alfonso Maria dei Liguori diceva di lui: “E’ il più grande missionario del nostro secolo”. Padre Agostino Gemelli nella sua opera Il francescanesimo, dichiara che si deve principalmente all’opera di San Leonardo da Porto Maurizio, fiancheggiata e proseguita da altri francescani, se le popolazioni italiane, ridestate nella fede e nei buoni costumi, poterono resistere alle idee rivoluzionarie che verso la fine del secolo XVIII causarono altrove disastrose conseguenze”. 

La processione, sempre molto partecipata, ha attraversato le vie del Parasio e dopo le tradizionali preghiere davanti la casa natale del Santo è tornata nuovamente nella chiesa Concattedrale di San Maurizio e Compagni Martiri. 

Quattro confratelli del Sacro Cuore di Gesù si sono avvicendati con la Compagnia di San Leonardo nel portare a spalla  l’urna del Santo. E’ la seconda volta, dopo 26 anni, che in luogo della statua viene portata la pesantissima urna con le reliquie di San Leonardo, dono di Pio IX, per il cui trasporto sono necessarie ben dodici persone e altrettante ne necessitano per  il cambio lungo il tragitto.

Durante i Vespri che hanno preceduto la processione, ha emesso l’oblazione il confratello Gian Lorenzo Giorgi che, avendo terminato l’anno di noviziato, ha ricevuto la tradizionale croce di colore rosso dei Sacconi,  benedetta dal vescovo Guglelmo Borghetti,  iniziando così, da oblato, il suo percorso di fede.

Ringraziamo il Sacro Cuore di Gesù e il nostro fondatore San Leonardo da Porto Maurizio per  le grazie ricevute da questo pellegrinaggio di cui beneficeranno tutti i nostri confratelli.

Siamo stati fraternamente ed amorevolmente accolti dalla comunità dei fedeli di Imperia e dalle confraternite del luogo, in modo particolare dalla Compagnia di San Leonardo, che  ringraziamo per questo grande ed emozionante tributo di fratellanza e di amicizia nel nome del nostro Santo comune.

Ringraziamo anche le Sorelle Povere di Santa Chiara che hanno voluto, come vere sorelle, ospitarci nel loro monastero, dove è sempre avvertita la presenza del Signore. Le ricorderemo nelle nostre preghiere come ci ricorderanno nelle loro insieme al nostro San Carlo, che alcune già conoscevano ed amavano.


8 gennaio 2017                                                 articolo a cura di Vittorio Del Duca - confratello

Padre Joseph De Gallifet (1663 -1749) e il Culto del Sacro Cuore 

Padre Joseph De Gallifet fu il principale artefice della festa del Sacro Cuore nella Chiesa cattolica e uno dei fondatori a Roma nel1729 della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù detta dei Sacconi , alla quale fu esemplata la nostra di Sezze ad opera di San Leonardo da Porto Maurizio e poi aggregata nel 1767. 

In seguito alle visioni del Sacro Cuore di suor Santa Maria Margherita d’Alacoque (1647 – 1690) avvenute nel Monastero della Visitazione di Paray - Le Monial, il culto del Sacro Cuore di Gesù si diffuse rapidamente in tutta l’Europa.

Il gesuita  San Claude de la Colombière (1641 – 1682), confessore della veggente, ritenne autentiche le sue rivelazioni e divenne il principale propagatore della devozione al Sacro Cuore di Gesù, ma dopo qualche anno, nel 1676, fu inviato in Inghilterra dove, incarcerato a causa di false accuse, si ammalò gravemente. Ritornato in Francia nel 1679, l’infermità gli impedì di diffondere il culto del Sacro Cuore, ma vi riuscì a mezzo di alcuni studenti gesuiti, dei quali era il direttore spirituale. Tra questi studenti vi era Giuseppe de Gallifet (1663 – 1749) che assimilò fortemente il messaggio delle rivelazioni di suor Maria Margherita d’Alacoque divenuto sacerdote, padre De Gallifet dedicò una straordinaria attenzione nell’illustrare e diffondere le rivelazioni e la devozione al Sacro Cuore.

A Roma, fu l’artefice principale nell’istituire la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù, alla quale delegò il compito di proseguire nella sua opera.

Giuseppe De Gallifet nacque nel 1663 ad Aix, in Provenza, studiò nel collegio gesuitico della Trinità di Lione dove poi divenne rettore. Si racconta che quando uno dei suoi compagni cadde infermo ed in pericolo di vita, fece voto di consacrazione al Sacro Cuore  di Gesù, qualora l’amico si fosse salvato dal male. Difatti, quando fu dichiarato fuori pericolo, mantenne la promessa ed iniziò ad interessarsi alle meraviglie che si narravano intorno alla vita di suor Maria Margherita d’Alacoque.                                                                                                          

Passato a Roma nel 1723, come assistente del suo generale, vi pubblicò il  trattato: De cultu sacro-sancti cordis domini N.J.C:, in variis christiani orbis provinciis iam propagato – Stamperia Salvioni - 1726, che fu la base della fondazione della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù.

La partecipazione del Gallifet alla prima riunione della Confraternita, il 10 febbraio 1729 è infatti accuratamente registrata nel primo libro delle congregazioni[1]: “Non è fuor di proposito far qui menzione del padre Giuseppe Gallifet della Compagnia di Gesù, assistente di Francia in Curia, non solo per le ottime qualità che lo adornano, ma sopra tutto per esser egli affezionato assai al culto del Sacratissimo Cuore di Cristo, avendone proposto con ardentissimo zelo in Congregazione dé Riti l’ufficio e la messa, et avendo sopra il medesimo culto dato alla luce un dottissimo libro stampato in Roma l’anno 1726 dal Salvioni”

Il Gallifet non si limitò ad una presenza passiva nella confraternita. Dopo aver amministrato il sacramento della penitenza ai confratelli che ne facevano richiesta e aver assistito alla  messa per  la vestizione dei primi confratelli, celebrata  il 10 febbraio 1729 da Mons. Baccari, Vicegerente [2] fu proprio lui che “ diede il sacco alli (….) signori fondatori et immediatamente doppo lì ammise alla professione, ponendo loro la croce al petto, et facendo tutto secondo il rito stabilito dalle nostre regole“ [3] assumendo di fatto il ruolo di patrocinatore dell’iniziativa.

Alla vestizione dei primi dieci confratelli [4], P. Giuseppe De Gallifet, pronunciò un fervente discorso che commosse gli astanti.                                                               

Non poteva essere altrimenti, perché il culto del Sacro Cuore era stato per quarant’anni al centro della sua vita, e se anche il libro che scrisse su questo culto [5] non ebbe dalla Congregazione dei Sacri Riti l’approvazione che sognava, per l’inflessibile opposizione del Promotore della fede, Prospero Lambertini, futuro Papa Benedetto XIV, questo non bastò a scoraggiarlo. Padre de Gallifet vedeva nello zelo di quei confratelli  Sacconi la prosecuzione del suo lavoro fino al giorno del trionfo, che presagiva di non poter vedere, tanto era lontano. Volle che tutte le sue ponenze, scritte come supplica per la festa del Sacro Cuore di Gesù, rimanessero depositate come un testamento nell’archivio della Confraternita, dove ancora oggi sono conservate, quasi che prima di tornare alla casa del Padre avesse voluto assicurarsi in quei confratelli gli eredi del suo lavoro, del suo pensiero, del suo fervore e delle sue speranze infallibili [6].

Nel 1734 se ne tornò in Francia e tradusse in francese il suo trattato, che sin dal  primo apparire, era stato argomento di gravi discussioni. Mise alla luce le Memorie della madre Margherita Alacoque, alle quali però negò l’approvazione il dottore e professore della Sorbona, Delorme, come contenenti “molte puerilità, incredibili conversazioni con Gesù Cristo, e proposizioni erronee”, anche se quel libro fu stampato più volte. Compose la Messa in onore del Sacro Cuore: Venite, exultemus e l'Ufficio corrispondente.

Le sue opere furono indispensabili all’affermazione della festa liturgica del Sacro Cuore di Gesù nella Chiesa universale, ma dovettero trascorrere molti anni e si resero necessarie ben quattro ponenze alla Sacra Congregazione dei Riti, prima che nel 1765 fossero definitivamente approvate da Clemente XIII  (al secolo Carlo Rezzonico).                                

Il Papa, era ascritto alla Confraternita del Sacro Cuore di Gesù della chiesa di San Teodoro con il nome di Fr. Carlo di S. Ignazio sin da quando era in minoribus. Una volta assiso alla Cattedra di S. Pietro, approvò con pontificia autorità il culto del Sacro Cuore, facendo suo il decreto della Congregazione dei Riti del 6 febbraio 1765 [7] ed accordò nuove indulgenze per il giorno della festa, stabilita nel venerdì successivo al Corpus Domini, anche se limitata “per il Regno di Polonia, per i cattolici dei regni della Spagna, nonché per l’Arciconfraternita che a Roma porta il titolo del Santisssimo Cuore”. Da questo momento si può dire che inizia per la Chiesa il culto pubblico canonico al Sacro Cuore.

Era questo il giorno che P. de Gallifet aveva sempre sognato ed erano trascorsi quasi quarant’anni dal giorno dell’inflessibile opposizione del cardinale Prospero Lambertini alle sue ponenze sul culto, mentre ne erano passati sedici dal giorno della sua scomparsa.

Grande fu la gioia con cui i confratelli  del Sacro Cuore accolsero il decreto pontificio e a  ricordo vollero collocare un quadro nella chiesa di San Teodoro, sull’altare consacrato a San Crescentino martire. Oggi quel quadro si trova invece collocato nell’altare della parete opposta, quello dedicato a S. Giuliano martire Alessandrino.

Il disegno, approvato dallo stesso Clemente XIII e realizzato dal rinomato pittore Manno Siciliano,  raffigura il Cuore di Gesù, raggiante di gioia, che riceve gli omaggi degli angeli che l’adorano e quelli che gli offrono, in estasi d’amore, Ranieri da Pisa e Giacinta Mariscotti, [8] patroni della confraternita. Dovette trascorrere però quasi un secolo, quando tra alterne vicende,  il 23 agosto 1856  Pio IX [9], anche lui confratello dei Sacconi con il nome di Fr. Giò.Maria di S. Paolino Mastai, ritenne maturi i tempi per l’estensione della festa del Sacro Cuore di Gesù alla Chiesa Universale.[10]

                              


[1] ARCHIVIO STORICO VICARIATO DI ROMA , Arciconfraternita del Sacro Cuore di Gesù in San Teodoro, 1. Memorie delle attività religiose della confraternita (dal 1729 al 1932), f.5r.

 

[2] LA CIVILTA’CATTOLICA – Anno 69° -1918- Vol.III – La prima Confraternita del S.Cuore di Gesù in Roma – pag. 418

[3] Alessandro Serra -  LE “SACRE STIMMATE DE SANTO FRANCESCO”. UNA CONFRATERNITA E UN CULTO NELLA ROMA DI CINQUE – SEICENTO – nota 13-   in  RIVISTA DI STORIA E LETTERATURA RELIGIOSA, Anno XLVIII,  n° 2, 2012 – pag. 310 . 

[4] Di seguito si riportano i nominativi dei primi confratelli con il nome assunto all’atto della vestizione:

Marchese Filippo Stefanori          Fr. Filippo di S. Gio. Nepomuceno

Simonetti  Gio. Pietro                  Fr. Gio. Pietro di S. Onofrio

Cav. Pietro Dalmazzoni               Fr. Francesco di S. Francesco

Matteo Brunelli                           Fr. Gio. Matteo di S. Ranieri

Vanni Ferd. degli Onesti            Fr. Ferdinando di S. Teresa

Domenico Brunelli                     Fr. Domenico di S. Giacinta Mariscotti

De Rossi Ponziani, medico        Fr. Francesco di San Cirillo

Pietro Legnaioli                         Fr. Pietro di S. Margherita da Cortona

Francesco Fracassi, can.co        Fr. Francesco di S. Giovanni Evang.

Paolo Galassi, farmacista          Fr. Paolo dei S.S. Pietro e Paolo.

 

[5] De cultus sagratissimi Cordis Dei ac Domini nostri Jesu Christi in variis christianis orbis provincia jam propagato                                                                                                                                       

[6] LA CIVILTA’ CATTOLICA, anno 69, 1918, vol. 3, pag 420 – Roma 1918                                            

[7] Compendio storico istruttivo e pratico della divozione al SS. Cuor di Gesù – Edizione Quarta-  Roma 1841                                                                                                                                                    

[8] Memorie Enciclopediche Romane, Tomo III - Roma 1807 – pag 49, 50.

[9] Pio IX fu il papa che portò l’acqua a Sezze nella fontana monumentale di Piazza De Magistris, progetto dell’architetto Armellini

[10]  Padre Amedeo Paolino  – L’istituzione della Festa Liturgica del Sacro Cuore di Gesù – I –


1 dicembre 2016                                              articolo a cura di Vittorio Del Duca - confratello
La Confraternita ritorna ad Imperia per la festa di San Leonardo, suo fondatore

Lampada per i miei passi è la tua parola. Luce sul mio cammino

Siamo partiti da Sezze di buon mattino con previsioni  di “allerta rossa” sulle zone della Liguria dove eravamo attesi per la serata. Conoscevamo bene i rischi a cui andavamo incontro e che avrebbero scoraggiato chiunque dal compiere il viaggio, ma non noi confratelli, sempre sorretti da una grandissima fede nel Sacro Cuore di Gesù, in San Leonardo e San Carlo, fiduciosi nella loro protezione che invochiamo costantemente nelle nostre preghiere.

Siamo giunti a Porto Maurizio che era già buio, avevamo viaggiato in treno per l’intera giornata, fatte diverse soste per le coincidenze, senza aver mai avuto bisogno dell’ombrello, che anzi ci eravamo dimenticati di avere. Purtroppo appena arrivati, ci sono giunte notizie di esondazioni, alluvioni e frane, avvenute a pochi chilometri di distanza da noi e che avevano interessato l’intera regione, si parlava di case distrutte e persino di sfollati e dispersi.

Le previsioni per la giornata successiva non promettevano nulla di buono, maggiormente in Piemonte e nella Liguria, dove infatti è piovuto più che altrove. Non però a Porto Maurizio! Qui  il sole ha fatto capolino tra le nuvole per l’intera giornata, regalandoci paesaggi di straordinaria bellezza.                                                          

Come interpretare tutto ciò? Miracolo o semplice coincidenza?

E’ assai difficile al giorno d’oggi parlare di miracoli, ma che dire quando davanti l’urna di San Leonardo abbiamo trovato una grossa lampada ad olio ed una pergamena con un messaggio chiaro e significativo: Lampada per i miei passi è la tua parola. Luce sul mio cammino.

Non c’erano dubbi, San Leonardo da Porto Maurizio aveva protetto i nostri passi perché potessimo ritrovarlo nella sua chiesa, pregarlo e festeggiarlo in un clima di serenità insieme agli amici di Imperia e del Centro Studi San Carlo, giunti da Sezze la sera dopo noi, tra tante difficoltà per lo sciopero dei treni. Guidati da Ernesto Di Pastina, che per l’occasione rappresentava anche il Comune di Sezze, si sono uniti a noi nella preghiera, ma anche per rendere visita al Centro Studi Leonardiani, dopo il gemellaggio tra i due Centri della scorsa primavera a Sezze.  

Nella stessa serata, insieme al Centro Studi San Carlo, ci ha raggiunto da Roma p. Andrea David dell’I.V.E. (Istituto Verbo Encarnado), che in questo pellegrinaggio ha sostituito il nostro padre spirituale Damiano Grecu, impossibilitato ad accompagnarci per i gravosi impegni del suo ministero a Sezze.

Il 26 novembre, San Leonardo ha voluto regalarci per la sua festa persino una splendida giornata di sole, come lo scorso anno.  Abbiamo partecipato incappucciati, come vuole la Regola, alla processione serale in suo onore per le strade del Parasio, la parte alta della città, seguendo la statua de Santo e soffermandoci in preghiera davanti alla sua casa natale.

Abbiamo ricevuto, per il secondo anno consecutivo, un'accoglienza meravigliosa della quale ringraziamo tutti, in modo particolare la Compagnia di San Leonardo di cui siamo stati ospiti,  Il Centro Studi Leonardiani, le varie  Confraternite del luogo tra cui la Confraternita di San Pietro Apostolo, cui appartenne il padre di San Leonardo, la Confraternita della S.S. Trinità con l’Oratorio e il Museo sul Monte Calvario, al quale abbiamo donato un nostro abito.

Ringraziamo il nuovo parroco della Chiesa Concattedrale di S. Maurizio e Compagni Martiri, d. Lucio Fabbris, il vice parroco d. Alberto Casella che ci ha guidato, quasi tenendoci per mano, a visitare le bellezze architettoniche e paesaggistiche di Porto Maurizio, persino sul campanile del Duomo,  da dove si gode un magnifico panorama della città. Sempre accompagnati da d. Alberto abbiamo pregato alla casa natale di San Leonardo, quindi ci siamo recati per un saluto al Monastero delle Sorelle Clarisse, devote di San Carlo da Sezze, che sono rimaste molto felici per averci rivisto.

Perché fossero a tutti chiare le ragioni del nostro pellegrinaggio abbiamo distribuito a tutti i fedeli una copia dell’opuscolo “San Leonardo da Porto Maurizio e la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù “ realizzato da me per l’occasione.

Il vescovo Guglielmo Borghetti, nella sua omelia ci ha più volte ringraziati per la nostra presenza che è una testimonianza del messaggio di fede e di pace che San Leonardo ha lasciato nelle sue missioni, nel suo lungo peregrinare nel “giardino dell’Italia”.  Per questo, al termine della processione, durante il rientro in chiesa, la folla dei fedeli ci ha tributato un lungo applauso di ringraziamento che ci ha profondamente commossi. Al vescovo Borghetti abbiamo donato una stola di raso bianco con impresso uno dei simboli della confraternita: il Sacro Cuore di Gesù quale si trova nel nostro altare nella chiesa di S. Pietro, oltre ad un quadro raffigurante S. Leonardo da Porto Maurizio in un momento delle sue predicazioni, assistito dai Sacconi e dal fedele compagno frà Diego da Firenze. La stola è stata magistralmente realizzata per la confraternita dalle Suore Contemplative Serve del Signore e della Vergine di Matarà dell’ I.V.E. che ringraziamo per l’impegno e la passione che vi hanno profuso.

Numerose le affinità con la nostra città, riscontrate dalla prof. Sara Riello del Centro studi Leonardiani e da Roberto Principe presidente della Compagnia di San Leonardo, riportate nel bollettino parrocchiale “Ascoltami”: Entrambe sorgono su un promontorio, pertanto il Centro storico dell’uno e dell’altra ha vie concentriche culminanti su una piazza, entrambe hanno resti di bastioni, mura e porte medioevali poiché entrambe furono costrette a difendersi, Sezze dai barbari e paesi vicini, Porto Maurizio dai Saraceni. Sezze ha un monastero a lungo custodito dalle sorelle Clarisse, ora chiuso, Porto Maurizio ha tuttora il monastero delle sorelle Clarisse che si affaccia sul mare e domina dall’alto il promontorio portorino. Entrambe le città, aggiungiamo noi, hanno avuto un santo francescano che hanno fatto del comune tema della Croce e della Passione di Gesù un mezzo per la conversione delle anime e costruito sentieri di fede e di pace.

Sono queste comuni particolarità e soprattutto l’ammirazione che ha suscitato la nostra confraternita nel popolo di Imperia, ad ispirare il primo cittadino Carlo Capacci, che nel suo discorso di commiato ha auspicato un gemellaggio tra la sua e la nostra città.

 


20 novembre 2016                                              articolo a cura di Vittorio Del Duca - confratello

La Confraternita di Sezze torna a Porto Maurizio

26 novembre, festa di San Leonardo Patrono di Imperia

nella foto - Il Parasio, cuore di Porto Maurizio -

Ritorniamo a Porto Maurizio, per pregare davanti l’urna di S. Leonardo nel giorno della sua festa patronale, il 26 novembre, per instaurare con Lui una sintonia spirituale, per avvertirne in maniera più completa ed efficace la  presenza e perché il nostro incontro con il Santo sia ancora più devoto e spiritualmente fecondo.

San Leonardo da Porto Maurizio non è solamente il fondatore della nostra confraternita, ma un esempio per tutti. Nelle sue predicazioni c’è sempre una parola per ognuno di noi, un richiamo alla penitenza e alla pietà cristiana, soprattutto un invito alla “conversione”, attuale ancora oggi, perché vuole essere una totale riconquista culturale delle certezze della Fede che muovono la vita, e che rappresentano anche per noi confratelli il nostro modo di essere nella società.                                      

San Leonardo fu il banditore del Vangelo: inesorabile nel bollare il vizio proiettava sui peccati degli uomini, con parole infuocate, la luce dell’incombente giudizio di Dio;  invitava a cercare il perdono nel Cristo crocifisso, che stringeva costantemente nella mano e la cui Passione e Morte rievocava con la Via Crucis, quale scuola di compunzione e rinnovato fervore religioso; invitando ad affidarsi con fiducia alla materna protezione della SS. Vergine.

Quante analogie con San Carlo da Sezze, l’altro santo della Confraternita! Non solo perché entrambi seguaci del poverello di Assisi ma anche per il comune tema della Croce e della Passione di Gesù, inteso come mezzo per la conversione delle anime e come sentieri di fede e di pace.

E’ con questo spirito che la Confraternita promosse nell’aprile scorso il gemellaggio tra il Centro Studi Leonardiani e il Centro Studi S. Carlo, per stabilire un rapporto permanente ispirato a promuovere e divulgare la conoscenza delle figure ed opere spirituali dei due santi. Per questo ad Imperia verrà con noi una delegazione del Centro Studi San Carlo guidata da Ernesto Di Pastina, che rappresenterà per l’occasione l’amministrazione comunale di Sezze.

Quest’anno, come accade solo ogni venti anni, l’urna con le sacre spoglie di S. Leonardo verrà portata a spalla in processione per le vie del Parasio, al posto della sua statua.

La Compagnia di San Leonardo, il Centro Studi Leonardiani di Imperia, unitamente alle confraternite locali hanno annunciato di volerci investire di sì grande onore, che accetteremo ringraziando, ma solo per un breve tratto di strada, perché sia concesso anche ai suoi concittadini di provare la nostra identica emozione.

Come dono ai prelati di Imperia, abbiamo preparato alcune stole, dalle quali risalta l’immagine del Sacro Cuore di Gesù, opera del Turchi, situata nell’altare della nostra confraternita nella chiesa di San Pietro.

Sarà offerta a tutti una copia dell’opuscolo “San Leonardo da Porto Maurizio e la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù “  scritto per l’occasione da me, ma anche l’Annuario 2016 della Confraternita, curato dal confratello Dante Ciotti.

Al Centro Studi Leonardiani doneremo un abito della nostra confraternita, che in seguito verrà esposto al Museo della Confraternita della S.S. Trinità di Imperia.

San Leonardo da Porto Maurizio è anche patrono dei missionari nel mondo, lo pregheremo affinché protegga il nostro confratello p. Giorgio Montagna, ieri con noi ad Imperia, oggi  missionario in Ecuador e tutti i padri dell’I.V.E. dal cui ordine provengono da molti anni i padri spirituali della nostra confraternita. Sarà infatti uno di questi, p. Andrea David, ad accompagnarci a Porto Maurizio in sostituzione del nostro padre spirituale ufficiale, p. Damiano Grecu, impossibilitato dal suo ministero pastorale nelle chiese di Sezze.

Pregheremo S. Leonardo nella sua città natale e presso l’urna perché dia sempre alla sua e nostra confraternita la forza di operare nel bene, perché ci aiuti nelle opere pie, a gloria perenne del Padre Celeste, del Sacro Cuore di Gesù e di tutta la Santa Chiesa.


24 aprile 2016                                                     articolo a cura di Vittorio Del Duca - confratello

Gemellaggio tra il "Centro Studi San Carlo Da Sezze" 

e il "Centro Studi Leonardiani di Imperia".

Grazie alla Confraternita del Sacro Cuore di Gesù, le spiritualità di San Carlo da Sezze e di San Leonardo da Porto Maurizio si incrociano in un gemellaggio, proprio come le strade che la stessa Confraternita gli dedicò nel paese.
Entrambi francescani, entrambi accomunati dal tema della Croce e dalla Passione di Gesù come mezzo per la conversione delle anime, San Carlo e San Leonardo hanno uno stretto legame con la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù. Seguaci di San Francesco, si propongono come modello la vita e la missione del Serafico, riflettendone l’ardore, la passione e l’amore. 
San Leonardo, il missionario ligure amico del cardinal Corradini, fu il fondatore della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù e fu egli stesso confratello. Il Beato Carlo da Sezze, nel 1945, fu eletto dalla Confraternita a suo speciale protettore, per “incrementarne il culto in ordine alla canonizzazione”. Artefice dell’iniziativa don Vincenzo Venditti, confratello ed assistente spirituale della Confraternita. 
Fu proprio la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù ad intitolare le strade del paese ai suoi santi. Nel
1867 fu la volta di Via San Leonardo, in occasione della sua canonizzazione, mentre nel 1949 quando la Confraternita decise “di tutelare il culto del Beato Carlo da Sezze, purissima gloria cittadina” la via che allora si chiamava 23 Marzo, fu intitolata al Beato Carlo e solo successivamente, nel 1958, con la canonizzazione assunse il nome definitivo di Via San Carlo.
Nell’anno giubilare della Misericordia, per ricordare il perché di una via intitolata a San Leonardo, la confraternita porrà una lapide commemorativa nella via a lui dedicata, la stessa che San Leonardo aveva percorso tante volte a piedi nudi per trascorrere la notte nel Convento dei padri Zoccolanti, insieme alla sua piccola fraternità peregrinante che condivise con Lui le gioie e le fatiche del suo apostolato. San Leonardo da Porto Maurizio è patrono di Imperia e dei missionari del mondo. Proprio da Imperia giungeranno a Sezze, graditissimi ospiti, il "Centro Studi Leonardiani" e la "Compagnia di San Leonardo" a commemorare il loro e nostro Santo, ma anche per incontrare la spiritualità di San Carlo, in uno scambio culturale che si concretizzerà nella giornata di domenica 24 aprile 2016 con il gemellaggio tra il Centro Studi Leonardiani ed il Centro Studi San Carlo.

Programma e foto della giornata del 24 aprile

seguono le foto della giornata del 23 aprile a Roma


30 novembre 2015                                             articolo a cura di Vittorio Del Duca - confratello

La Confraternita del "Sacro Cuore di Gesù" in pellegrinaggio ad Imperia per pregare il suo "santo fondatore" - San Leonardo

26 novembre 2015- Resterà per sempre indelebile nella memoria dei confratelli l’indescrivibile commozione provata nel pregare San Leonardo da Porto Maurizio dinanzi alla sua urna, nella Basilica Concattedrale di S. Maurizio e Compagni Martiri di Imperia. 

La devozione della Confraternita  per San Leonardo, le ricerche storiche sul nostro antico passato, ci hanno condotti nel giorno della sua festa, il 26 novembre, ad un pellegrinaggio nella sua città natale della quale è patrono, per partecipare alle sacre funzioni ed alla processione in suo onore per le strade del Parasio. Siamo stati fraternamente accolti dal Centro Studi Leonardiani, dalla Compagnia di S. Leonardo, dalle altre confraternite del luogo, da d. Ivo Raimondo, Vicario Generale della curia vescovile di Albenga e parroco del Capitolo Collegiale presso la basilica stessa, nonché  dal vescovo della diocesi di Albenga- Imperia, mons. Mario Olivieri, dal vescovo coadiutore della stessa diocesi, mons. Guglelmo Borghetti, che hanno impartito alla nostra  Confraternita la loro santa e apostolica benedizione.  Ad entrambi abbiamo donato due quadri, raffigurante l’uno il Sacro Cuore  di Gesù, così come si trova nel nostro altare della chiesa di San Pietro e l’altro l’immagine inedita di San Leonardo assistito dalla nostra confraternita alle missioni nella Città Eterna, tratta dall’Archivio Storico del Vicariato di Roma.                                                                                       

Abbiamo ricevuto un'accoglienza meravigliosa, della quale ringraziamo tutti, particolarmente il Centro Studi Leonardiani  e la signora Maria Sara che ci ha accompagnato per l’intero percorso. Ringraziamo la Compagnia di San Leonardo e il suo presidente  Roberto Principe, la Confraternita di San Pietro Apostolo, la Confraternita della Santissima Trinità e le altre del luogo che hanno fatto il possibile per condividere con noi alcuni momenti conviviali  e culturali  della giornata, accompagnandoci a visitare i loro oratori, il Museo delle Confraternite sul monte Calvario, la casa natale di S. Leonardo, il Centro Studi Leonardiani, senza dimenticare le Sorelle Povere Clarisse di Santa Chiara che ci hanno ospitato nel loro antico convento con grande e generosa disponibilità, senza farci mancare nulla. E’ stata per noi una piacevole sorpresa sapere che una delle sorelle clarisse conosceva bene San Carlo da Sezze, per questo abbiamo donato anche a loro le Opere Complete del  Santo.

E' stato un momento di intensa spiritualità e di grande fraternità, siamo certi che San Leonardo ha voluto ricambiare, anche con una magnifica  giornata di sole, quel senso di calore e di sincera fratellanza che ricevette dalla nostra Confraternita, quando nel 1730 giunse missionario scalzo a Roma.

È stata l’occasione  anche per un fervido scambio culturale, abbiamo consegnato al Centro Studi Leonardiani, un dvd con documenti d’archivio inediti, aggiungendo un tassello in più alla storia di  S. Leonardo che non conoscevano: la fondazione della nostra confraternita ad opera del Santo. “Finalmente si è capito chi sono quelle figure incappucciate che appaiono accanto a San Leonardo  nelle immagini che lo ritraggono nelle missioni a Roma” -  ha esclamato soddisfatto don Ivo Raimondo.  

Il nome della nostra venerabile confraternita ha travalicato i confini di Sezze e trasmesso  l’immagine più bella e pura della nostra città, facendo conoscere  San Carlo con cinque volumi delle Opere Complete, numerosi libri e dvd forniti dal Centro Studi S. Carlo. Abbiamo  a lungo illustrato la Processione del  Venerdì Santo e della Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo, senza trascurare le tipicità gastronomiche della nostra terra. 

E non poteva essere altrimenti con me presente!  

Come veri ambasciatori abbiamo tenuto alto il nome della confraternita e del nostro paese  accendendo in tutti il desiderio di visitarlo.

Il Centro Studi Leonardiani, a sua volta, si è fatto carico di farci pervenire una copia dell’introvabile manoscritto del “Diario di Fra’Diego”, in cui l’umile fraticello, compagno di  S. Leonardo, trascrisse tutte le missioni del Santo e le sue impressioni, compreso le missioni a Sezze. Questa preziosissima copia andrà ad arricchire la collezione dei manoscritti della nostra confraternita di recente restaurati, che sono custoditi nell’Archivio Capitolare della Cattedrale.

Abbiamo auspicato  un gemellaggio tra il Centro Studi Leonardiani ed il Centro Studi San Carlo da Sezze, che speriamo possa avvenire entro la fine del prossimo anno. Attraverso le pagine del Setino, che abbiamo segnalato perché occupano un posto rilevante nella conoscenza di Sezze, della sua storia e delle tradizioni, ringraziamo gli amici di Imperia  per la calorosa accoglienza. Ringraziamo il nostro confratello padre Jorge Montagna, che ci ha accompagnato per assisterci spiritualmente  e don Massimiliano Di Pastina, direttore dell’Ufficio  Confraternite della Diocesi di Latina e dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Sezze che ci ha spronato a compiere questo fantastico e meraviglioso pellegrinaggio.


11 novembre 2015                                            articolo a cura di Vittorio Del Duca - confratello

"San Leonardo e la Sua Via a Sezze"

San Leonardo da Porto Maurizio, celebre predicatore francescano, durante le sue missioni a Sezze, eresse la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù detta dei Sacconi, che in occasione della canonizzazione gli intitolò la strada che tutti conosciamo. Il prossimo 26 novembre, giorno della sua festa, la Confraternita si recherà ad onorarlo a Imperia, dove il Santo è patrono della città. Accolta dal Centro Studi Leonardiani ed ospite del Convento delle Clarisse di S. Chiara, parteciperà alle funzioni religiose nella Cattedrale di S. Maurizio, dove si trova l’urna di San Leonardo, che verrà portata in processione per le vie della città.

Ogni strada, ogni toponimo, ha sempre qualcosa da raccontare, specie in un paese come il nostro che vanta radici storiche e culturali antichissime. Così, ad esempio, mentre tutti conosciamo le ragioni di una strada dedicata a S. Carlo, pochi sanno perché quella che da Porta S. Andrea conduce a Ferro di Cavallo e che costeggia un tratto del Parco della Rimembranza, è stata dedicata a S. Leonardo. E soprattutto, chi era San Leonardo, quale rapporto aveva con Sezze e perché gli fu dedicata una strada? 
Per scoprirlo bisogna riandare indietro nel tempo e fermarsi alla prima metà del Settecento, ai tempi del cardinal Corradini. Sezze contava ben sei parrocchie, una per ogni rione o decarcìa (S. Maria, San Pietro, S. Parasceve, S. Andrea, S. Angelo, S. Lorenzo, S.Paolo), c’era un Monastero delle Clarisse e quello del Bambin Gesù fondato da poco dallo stesso Corradini, c’era il Collegio dei padri Gesuiti, il Vescovado, il Convento dei frati minori con la chiesa di S. Bartolomeo, il Convento dei padri Cappuccini con la chiesa dedicata a S. Antonio, il convento dei padri Zoccolanti con la chiesa di S. Maria delle Grazie e diversi romitaggi con rispettive chiese
1 (S. Lucia, Madonna della Pace, madonna dell’Appoggio, Santo Sosio, ecc).
Nonostante la folta presenza del clero locale, la Santa Sede era solita inviare dei missionari a gettare i semi della carità cristiana, che i sacerdoti locali avrebbero poi coltivato e messo a frutto. San Leonardo da Porto Maurizio, o meglio padre Leonardo, com’era chiamato in vita, era uno di questi missionari ed apparteneva all’ordine dei frati minori. Le sue predicazioni avevano qualcosa di drammatico e di tragico: camminava scalzo, praticava esercizi spirituali come si usava al tempo, grandi folle accorrevano ad ascoltarlo e rimanevano impressionate dalla sua parola, che richiamava alla penitenza e alla pietà cristiana
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Sant'Alfonso de' Liguori S.J. disse di lui: "È il più grande missionario del nostro secolo" 
3 ed infatti le Chiese non riuscivano a contenere il gran numero di fedeli, tanto che molti erano costretti a restarne fuori. Così avvenne a Sezze, dove tra il 1731 ed il 1741 padre Leonardo compì tre missioni 4 e fondò la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù detta dei Sacconi 5
Padre Leonardo, al secolo Paolo Girolamo Casanova, nacque il 20 dicembre 1676 a Porto Maurizio, nella Riviera ligure di Levante, (Imperia) da una famiglia agiata dalla fede molto solida. Nel 1696 vestì il saio francescano nel convento di S. Bonaventura a Roma, da dove partì per le missioni in tutta Italia e nel 1710 fu ordinato sacerdote. Fu attivo su tutta la penisola, in particolare in Toscana a causa del diffuso giansenismo, che egli voleva combattere con i suoi temi più efficaci, cioè quello del Nome di Gesù, del nome della Madonna e con la Via Crucis
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A Roma, padre Leonardo ebbe modo di conoscere il cardinale setino Pietro Marcellino Corradini, con cui strinse forti e sinceri legami di amicizia e di stima, tanto che il cardinale lo elesse a suo confessore personale. Fu proprio padre Leonardo ad accorrere al capezzale del cardinale, l’8 febbraio 1743, per somministrargli l’ultimo sacramento e questi “ tutto si rallegrò in vederlo, e dopo poche ore, passò all’altra vita con segni di vero ecclesiastico”. 
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Nel 1729 era stata fondata a Roma nella chiesa di San Teodoro al Palatino la Venerabile Confraternita del Sacro Cuore di Gesù detta de’ Sacconi, che accoglieva nel suo seno i nobili ed i patrizi della città
8. Fu proprio questa confraternita ad assistere padre Leonardo in tutte le missioni che compì a Roma sin dal 1730, come riporta un manoscritto, custodito nell’Archivio del Vicariato di Roma 9 : “ Si può dire, che sono della medesima epoca la fondazione della nostra Ven. Archiconfraternita e le Missioni che per la prima volta si fecero in Roma dal B. Leonardo di Porto Maurizio. Imperciocchè la fondazione si rifà al febbraio dell’anno 1729 e le Missioni furono incominciate in Roma dal Beato nel seguente 1730, e fu particolar disposizione di Dio, che ad assistere il Missionario in quelle che si fecero nella Chiesa di San Pietro in Vincoli, quali incominciarono il di 30 dicembre 1730 e terminarono il 14 gennaio seguente, fosse prescelta una Compagnia sì di recente fondata, che poi continuò a prestare la medesima assistenza nelle Missioni che furono fatte varie altre volte a tutto l’anno 1749. Il fedele compagno del Missionario, Fra Diego da Firenze, parlando delle sette missioni fatte in San Pietro in Vincoli così si esprime : In queste Missioni, di prima volta cominciarono a servire alle missioni, i Fratelli della Compagnia de’ Sacconi, il che poi proseguirono a fare in tutte le altre volte, che come dirò in appresso, il P. Leonardo fece in Roma…. 10” 
Tra le molte testimonianze su p. Leonardo, rende molto bene l’idea quella di Benedetto XIV, dopo la missione effettuata il 7 dicembre 1749 nella chiesa di S. Andrea della Valle
11 : “fu assistito dalla solita confraternita del Sacro Cuore di Gesù detta de’ Sacconi che con la loro solita attenzione e vigilanza vollero ascriverlo nella loro confraternita in un libro a parte, stimandosi sommamente onorati in averlo per confratello”. Nel 1750, proclamato anno giubilare dallo stesso Benedetto XIV, fra Leonardo tenne la prima Via Crucis nel Colosseo assistito dall’Arciconfraternita del Sacro Cuore di Gesù 12. Da quell'anno la pia tradizione si è mantenuta fino ai nostri giorni, anche se l’Arciconfraternita romana non è più esistente e ogni Venerdì Santo il Papa vi compie personalmente il rito penitenziale.
Dunque S. Leonardo fu confratello ascritto alla Venerabile Arciconfraternita del Sacro Cuore di Gesù di Roma, come altri numerosi personaggi illustri che legarono il loro nome alla storia. In questo elenco d’onore, compaiono per primi ben sette Papi: Clemente XIII, Clemente XIV, Leone XII, Pio VIII, Pio IX, Pio X, Benedetto XV, numerosi cardinali e vescovi ed alcuni illustri personaggi che la Chiesa innalzò poi agli onori degli altari, come S. Paolo della Croce e San Gaspare del Bufalo, numerosissimi religiosi e persino un rappresentante della casa borbonica
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Nel 1730, richiamato dal cardinale Barberini dalla Toscana, tornò a Roma nel Ritiro di S. Bonaventura, da dove partì in missione a Velletri, a Sezze, a Priverno e a Terracina, accompagnato da Fra Diego da Firenze che trascrisse appunti ed impressioni nel suo Diario delle Missioni. Fra Diego, era un umile fraticello, che nella sua condizione di laico, non aveva potuto fare altri studi se non quelli del Cristianesimo, della Regola del suo Istituto e di alcune pie leggende. Tuttavia, San Leonardo, per quel lume che sanno avere solo i santi, ne aveva una grandissima stima e faceva spesso ricorso al suo consiglio. Frà Diego annotò nel suo diario le commozioni indescrivibili delle genti al solo sentire la voce di p. Leonardo, le lacrime dei più grandi peccatori e le loro pubbliche penitenze, gli odi estinti, la giustizia e la pace che il Santo lasciava con la sua prodigiosa eloquenza dopo ogni missione. Il Diario di Frà Diego da Firenze contiene il resoconto completo di tutte le missioni di San Leonardo, compreso quelle tenute a Sezze: la prima fu dal 29 dicembre 1731 al 17 Gennaio 1732 quando “per impegno dell’Eminentissimo Cardinal Corradini”, svolse la missione contro la bestemmia, soggiornò dai padri Riformati Zoccolanti, fece prediche, processioni di penitenza e benedizione papale, discorso mistico-religioso ai sacerdoti, che dovevano mettere a frutto i semi della sua parola
14. Ulteriori prediche fece nei Monasteri del Bambin Gesù e delle Clarisse di S. Chiara. In questa missione operò il miracolo del bestemmiatore: “Un giorno mentre predicava (contro la bestemmia), stava un giovane a cavallo; repentinamente cadde a terra con la lingua tutta fuori di bocca, senza poterla ritirare più dentro, ed in breve tempo morì; un tal fatto fu giudicato dal popolo castigo di Dio, essendo colui stato un gran bestemmiatore”. Annotò ancora frà Diego nel Diario: “… anche questa riuscì una missione di molto frutto, benché molto incomoda per la lontananza dell’abitazione e per la stagione rigida, come anche per il linguaggio del popolo, non essendo troppo capito dai confessori 15
La seconda missione fu svolta nel 1734, sostò più giorni in paese predicando con enorme partecipazione di popolo, memore del fervore di quella precedente e si recò quindi a farne un’altra a Sermoneta. Nel 1741 si porta per la terza volta a Sezze dopo una ulteriore missione compiuta a Sermoneta. Fu sollecitato dall’arciprete della Cattedrale di S. Maria, don Luca Fasci, che corse a chiamarlo mentre era Sermoneta, ma padre Leonardo stavolta si mostrò alquanto riluttante per non dispiacere a p. Ruschi che stava già compiendo una missione a Sezze, tuttavia sollecitato ancora una volta dall’amico Corradini e dal vescovo diocesano G. Maria Oddo, allertati dall’arciprete, S. Leonardo fu costretto a cedere alle insistenze. 
Questa missione durò dal 30 Aprile al 14 Maggio. Al termine, la popolazione volle a tutti i costi trattenere l'immagine della Madonna recata dal missionario impegnandosi a portarla processionalmente sino a Priverno, dove Padre Leonardo intendeva recarsi per le Missioni dal 14 al 25 Maggio 1741. A questa memorabile processione da Sezze a Priverno parteciparono ben quattromila sezzesi
16, su una popolazione che contava allora appena seimila anime. 

P. Leonardo eresse a Sezze le Via Crucis presso i padri Riformati Zoccolanti di S. Maria delle Grazie (attuale cimitero), dove aveva sempre pernottato e un’altra nella Chiesa del Bambin Gesù nell’omonimo monastero di suore.
Durante le sue missioni a Sezze fondò la Venerabile Confraternita del Sacro Cuore di Gesù detta dei Sacconi
17, coadiuvato probabilmente dalla Compagnia di Gesù. Non gli sfuggì infatti, che il locale Collegio dei padri Gesuiti, in virtù della spiritualità legata al fondatore dell’ordine, S. Ignazio di Loyola, era un centro per l’irradiazione del culto del Sacro Cuore nei paesi dei Lepini, e che gli iscritti all’Accademia degli Abbozzati del Collegio stesso ed all’Arcadia Setina, ricordavano per la loro posizione sociale e culturale i suoi confratelli di Roma; erano cioè le persone giuste e con i requisiti adatti a diventare membri di una Confraternita esemplata a quella romana, composta di “Cardinali, Prelati e Principi ed altre persone illustri e nobili” 18
Alla Confraternita infatti, potevano aderire solo persone moralmente irreprensibili, socialmente rispettabili e con una certa agiatezza economica, che permetteva ai confratelli di intervenire in situazioni di estrema povertà ed abbandono
19
Non fu quindi un caso che illustri personaggi dell’Accademia degli Abbozzati e della Colonia Arcadica Setina, riempirono con i loro nomi le pagine degli iscritti alla neo confraternita, come si evince dai registri custoditi nell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Sezze
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P. Leonardo tenne nel 1751 le sue ultime missioni nella provincia di Bologna e da queste rientrò stanco e malato nel Ritiro di San Bonaventura sul Palatino, dove spirò il 26 novembre dello stesso anno, all’età di 75 anni.
La beatificazione avvenne il 19 giugno 1796, essendo papa Pio VI, mentre la canonizzazione è del 29 giugno 1867, sotto il pontificato di Pio IX
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La Confraternita del Sacro Cuore di Gesù di Sezze, in occasione della sua canonizzazione e in memoria delle missioni compiute in paese, volle dedicargli la strada che ancora oggi porta il suo nome e che il Santo aveva percorso più volte per recarsi a pernottare, attraverso la costa del “Monticiglio”, nel convento dei padri Riformati Zoccolanti.
E’ nei programmi della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù l’apposizione di una lapide, accanto al nome della via, che ricordi ad imperitura memoria il suo santo fondatore e le missioni che San Leonardo da Porto Maurizio fece in paese.
Dopo alcuni anni dalla morte di S. Leonardo, precisamente nel 1767, la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù di Sezze venne aggregata all’omonima Arciconfraternita romana su richiesta del priore Gioacchino Pacifici, con atto chirografario redatto nella chiesa di S. Anna, giuspadronato della nobile famiglia Pacifici, dal notaio e confratello Arcangelo Tuccimei
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Oggi, l’Arciconfraternita del Sacro Cuore di Gesù dell’Urbe non è più esistente
23, ma le opere misericordiose della Regola continuano con le ultime due confraternite rimaste, tra le numerose che vi si aggregarono in tutto il centro sud. Queste sono la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù di Sezze e quella di Sonnino, entrambe in provincia di Latina.


Note

1 G. Ciammarucone – Descrittione della città di Sezza Colonia Latina di Romani - Roma 1641 - pag. 66 - 69
2 Sito dell'Associazione Compagnia di san Leonardo da Porto Maurizio: www sanleonardoimperia.it
3 Santi, Beati e Testimoni – San Leonardo da Porto Maurizio 26 novembre – www.santibeati.it - Sezione L
4 Giuseppe Maria da Masserano - Ristretto della vita del Beato Leonardo- Roma 1796
5 ARCHIVIO CAPITOLARE CATTEDRALE DI SEZZE – Faldone Confraternita del Sacro Cuore di Gesù ,  Libro della Ven. Confraternita de’ Sacconi Anno 1767
6 Giuseppe Maria da Masserano – Gesta, Virtù e Doni del Beato Leonardo da Porto Maurizio – Roma 1796
7 Opere Complete di S. Leonardo da Porto Maurizio, per cura dei p.p. Minori Riformati – Venezia 1869- pag. 122
8 LA CIVILTA’ CATTOLICA – Anno 69° - Vol 3 – Roma 1918- La prima confraternita del S. Cuore di Gesù in Roma (1729) pag. 420

9ARCHIVIO STORICO DEL VICARIATO DI ROMA - Fondo Arciconfraternita del Sacro Cuore di Gesu, cat. 18, pag 51, palchetto 149, tomo 115 Memorie e celebrazioni in onore del Beato Leonardo da Porto Maurizio
10 ARCHIVIO STORICO DEL VICARIATO DI ROMA – idem nota 9
11 Andrea Zanotti - Prospero Lambertini : pastore della sua città, pontefice della cristianità - Minerva 2004. 
12 - ARCHIVIO STORICO DEL VICARIATO DI ROMA - Fondo Arciconfraternita del Sacro Cuore di Gesu, cat. 18, pag 51, palchetto 149, tomo 115 Memorie e celebrazioni in onore del Beato Leonardo da Porto Maurizio
13 LA CIVILTA’ CATTOLICA – Anno 69° - Vol 3 – Roma 1918- La prima confraternita del S. Cuore di Gesù in Roma (1729) pag. 420
14 Opere Complete di S. Leonardo da Porto Maurizio, per cura dei p.p. Minori Riformati Ritiro dell’Incontro Firenze– Vol. V- Diario delle Missioni di S. Leonardo -Venezia 1869 pag. 21
15 Idem precedente nota 14
16 - Opere Complete di S. Leonardo da Porto Maurizio, per cura dei p.p. Minori Riformati Ritiro dell’Incontro Firenze–Vol V- Diario delle Missioni di S. Leonardo -Venezia 1869 pag. 97 -98
17 - ARCHIVIO CAPITOLARE CATTEDRALE DI SEZZE – Faldone Confraternita del Sacro Cuore di Gesù , Libro della Ven. Confraternita de’ Sacconi Anno 1767, pag. 121 – Notizie spettanti alla nostra Confraternita
18 OPERE COMPLETE DI S. LEONARDO DA PORTO MAURIZIO per cura dei PP.Minori Riformati del Ritiro dell’Incontro presso Firenze -Vol. V– Venezia 1869 – pag.19
19 ARCHIVUM FRANCISCANUM HISTORICUM – Frati Editori Quaracchi, 1991, La causa di canonizzazione di San Carlo da Sezze, Massimiliano Di Pastina, pag. 455 nota 12
20 ARCHIVIO CAPITOLARE CATTEDRALE DI SEZZE – Faldone Confraternita del Sacro Cuore di Gesù, Libro della Ven. Confraternita de’ Sacconi Anno 1767- Catalogo de F.lli della V. Confr.ta del SSmo Cuore di Gesù…
21 PARROCCHIA COLLEGIATA BASILICA DI S. MAURIZIO - SAN LEONARDO DA PORTO MAURIZIO nel primo centenario della sua canonizzazione - 6 maggio – 4 giugno 1967, pag. 16
22 ARCHIVIO STORICO DEL VICARIATO DI ROMA - Fondo Arciconfraternita del Sacro Cuore di Gesu, cat. 18, pag 51, palchetto 149, tomi 124, 125 – Notizie varie confraternite aggregate
23 Nel 2004, la chiesa di San Teodoro al Palatino fu data in uso da Giovanni Paolo II alla comunità greco- ortodossa. L’Arciconfraternita del Sacro Cuore di Gesù, ormai ridotta ad un numero esiguo di confratelli, fu dapprima commissariata e poi definitivamente sciolta.

Via San Leonardo in una foto del 1909

Confraternita del Sacro Cuore di Gesù