Etty Hillesum

9 marzo 2011
Premiazione per Giancarlo Loffarelli
 

Martedì 15 marzo 2011, alle ore 17,30, presso la Casa di Luigi Pirandello in via Bosio 13b a Roma, si svolgerà la cerimonia di premiazione con cui Giancarlo Loffarelli, direttore artistico dell’associazione culturale Le colonne, riceverà il prestigioso Premio Calcante, premio nazionale di drammaturgia organizzato dalla Società Italiana Autori Drammatici, per il testo ETTY HILLESUM.

Alla cerimonia saranno presenti: la prof.ssa Franca Angelini (Presidente della Casa di Pirandello e ordinario di Letteratura teatrale presso l’Università “La Sapienza” di Roma), i drammaturghi Maricla Boggio, Fortunato Calvino, Angelo Longoni, Mario Lunetta, Stefania Porrino, Ubaldo Soddu e Mario Prosperi (componenti il Direttivo della Società Italiana Autori Drammatici).  

Il premio, oltre a una somma in denaro, prevede la pubblicazione dell’opera sulla rivista teatrale Ridotto, nonché la segnalazione del testo presso le maggiori Compagnie teatrali italiane.  

Di altissimo valore simbolico il luogo dove si svolgerà la premiazione: la casa dove Luigi Pirandello visse gli ultimi anni della sua vita, dove ricevette la notizia del Premio Nobel per la Letteratura nel 1934 e dove morirà il 10 dicembre 1936, dove oggi ha sede un Centro studi che ha la finalità di svolgere un attento lavoro di monitoraggio e studio della letteratura teatrale contemporanea.

            Il testo racconta la breve ma intensa vita di Etty Hillesum, ebrea olandese morta giovanissima ad Auschwitz, straordinaria figura di donna e d’intellettuale, vissuta nel cuore del XX secolo in uno dei suoi momenti più bui. Benché ci abbia lasciato soltanto il suo diario e le sue lettere (pubblicati oggi in Italia da Adelphi), Etty Hillesum si presenta nel testo e nello spettacolo in tutta la complessità di una giovane donna dall’intelligenza acutissima, dalla religiosità profonda, dall’umanità eroica che la porta a dedicarsi totalmente agli altri deportati durante il periodo di internamento, dapprima nel campo di Westerbork, in Olanda e poi ad Auschwitz. Ma intelligenza, religiosità e profonda umanità, in lei coesistettero con una strabordante voglia di vivere, con una piena affermazione della sua femminilità a cui non erano estranei una profonda sensualità e un terreno gusto per la vita.

Il testo di Loffarelli ripercorre la vita di Etty Hillesum così come essa emerge dalle sue lettere e dal suo diario, restituendoci l’alto profilo di una donna che non perse mai la sua profonda dignità anche quando fu fatta precipitare nel fango dei campi di internamento e poi di sterminio. Attorno a lei, le vicende del suo popolo e dell’umanità travolta dalla lucida follia nazista. Dai momenti felici della sua giovane esistenza ad Amsterdam al progressivo sprofondare nella tragedia, affrontata con lo spirito positivo che la porterà a scrivere, su una cartolina che lascerà cadere da una fessura del treno piombato che la porterà via dal campo di Westerbork verso quello di Auschwitz: Abbiamo lasciato il campo cantando!

Giancarlo Loffarelli (Sezze, 1961) è drammaturgo, sceneggiatore e regista. Nel campo delle discipline dello spettacolo, collabora, a partire dal 2004 con l’Università degli Studi La Sapienza di Roma. E' stato allievo di Ugo Pirro per quanto riguarda l'attività di sceneggiatore. Ha collaborato come critico teatrale e cinematografico alla rivista Tempo presente. Sul n. 523 del giugno 1992 della rivista Sipario viene pubblicato il suo dramma Il silenzio e le voci. Pubblica in volume la commedia Opera buffa (Latina, 1994) e la commedia La donna di Boemia (Latina, 1995). Nel giugno 1995 la sua commedia Meglio questa! è in scena al Teatro dei Satiri di Roma. Presso lo stesso teatro, nel giugno 1996, è in scena la sua commedia Un albergo molto strano. Nel marzo del 1999 vince il premio come Miglior autore alla Rassegna Drammaturgia emergente con la commedia I Lieder di Schumann (giuria presieduta da Aldo Nicolaj). Nel dicembre 2000 riceve il secondo premio al Premio Vallecorsi di Pistoia con la commedia Una storia da lontano. Nel maggio del 2001 riceve, per la commedia I Lieder di Schumann, una Menzione speciale a Napoli drammaturgia in Festival (giuria presieduta da Manlio Santanelli). Nel novembre 2002, il suo testo Un altro uomo è vincitore della XXVIII edizione del Premio Nazionale di teatro Fondi-La Pastora. Nel maggio 2004, ancora con il testo I Lieder di Schumann vince il premio quale miglior autore al Premio Nazionale Giorgio Totola di Verona. La stessa commedia è stata tradotta in lingua turca per il Teatro Stabile di Istanbul e in lingua francese per l’Università di Nizza. Nel 2007 debutta presso il Teatro D’Annunzio di Latina il suo testo teatrale Se ci fosse luce (i misteri del caso Moro). Il testo viene segnalato dalla giuria presieduta da Marco De Marinis alla XV edizione del Premio nazionale per la drammaturgia Ugo Betti nel maggio 2008. Nel mese di maggio 2010, la sua commedia Meglio questa! è tradotta in lingua russa e inserita in un volume, presentato a Mosca, contenente opere di sei autori italiani, finalizzato a far conoscere alla scena teatrale russa le tendenze della nuova drammaturgia italiana.


  7 febbraio 2011
   Premio Calcante a Giancarlo Loffarelli

Giancarlo Loffarelli, direttore artistico dell’associazione culturale Le colonne, ha vinto il prestigioso Premio Calcante, premio nazionale di drammaturgia organizzato dalla Società Italiana Autori Drammatici, con il testo ETTY HILLESUM. Il premio, oltre a una somma in denaro, prevede la pubblicazione dell’opera sulla rivista teatrale Ridotto, nonché la segnalazione del testo presso le maggiori Compagnie teatrali italiane.

Il premio giunge proprio all’indomani del debutto dello spettacolo tratto dal testo Etty Hillesum che, domenica scorsa 30 gennaio,  presso l’Auditorium Costa di Sezze, la Compagnia teatrale Le colonne aveva effettuato. In esso si racconta la breve ma intensa vita di Etty Hillesum, ebrea olandese morta giovanissima ad Auschwitz, straordinaria figura di donna e d’intellettuale, vissuta nel cuore del XX secolo in uno dei suoi momenti più bui. Benché ci abbia lasciato soltanto il suo diario e le sue lettere (pubblicati oggi in Italia da Adelphi), Etty Hillesum si presenta nel testo e nello spettacolo in tutta la complessità di una giovane donna dall’intelligenza acutissima, dalla religiosità profonda, dall’umanità eroica che la porta a dedicarsi totalmente agli altri deportati durante il periodo di internamento, dapprima nel campo di Westerbork, in Olanda e poi ad Auschwitz. Ma intelligenza, religiosità e profonda umanità, in lei coesistettero con una strabordante voglia di vivere, con una piena affermazione della sua femminilità a cui non erano estranei una profonda sensualità e un terreno gusto per la vita. 

Lo spettacolo teatrale ha ripercorso la vita di Etty Hillesum così come essa emerge dalle sue lettere e dal suo diario, restituendoci l’alto profilo di una donna che non perse mai la sua profonda dignità anche quando fu fatta precipitare nel fango dei campi di internamento e poi di sterminio. Attorno a lei, le vicende del suo popolo e dell’umanità travolta dalla lucida follia nazista. Dai momenti felici della sua giovane esistenza ad Amsterdam al progressivo sprofondare nella tragedia, affrontata con lo spirito positivo che la porterà a scrivere, su una cartolina che lascerà cadere da una fessura del treno piombato che la porterà via dal campo di Westerbork verso quello di Auschwitz: Abbiamo lasciato il campo cantando!

Con l’Autore, sulla scena: Marina Eianti (che ha interpretato il ruolo di Etty Hillesum), Luigina Ricci e Federico Ciarlo. Hanno completato il gruppo di lavoro della Compagnia Le colonne Armando Di Lenola in qualità di tecnico delle luci, Fabio Di Lenola, tecnico audio, mentre la realizzazione dei costumi è stata affidata a Laura Giusti e Albana Abenda.

La scena nuda era occupata, come unici oggetti di scena, da alcune valigie, elemento metonimico che rimanda al destino nomade, alla diaspora del popolo ebraico e, soprattutto, alle deportazioni, è il contesto in cui l’intensa interpretazione di Marina Eianti ha dato corpo alla figura di Etty Hillesum, alla quale hanno fatto corona gli altri attori, che si sono calati nei panni, di volta in volta, dei parenti e degli amici di Etty, delle vittime e degli aguzzini dell’immane tragedia che furono i campi nazisti: lo stesso Loffarelli, nel ruolo dello psicologo Julius Spier, Luigina Ricci, che ha interpretato, fra l’altro il ruolo di Johanna Smelik, amica di Etty, e il debuttante Federico Ciarlo. Una recitazione intima, alternata a una narrazione dinamica, sottolineata da un contrappunto musicale in cui le allegre ballate di Marlene Dietrich si sono mescolate alla Passione secondo Matteo di J. S. Bach, è stata al servizio di un racconto che non ha perso mai la sua tensione fino al’epilogo, che ha chiuso lo spettacolo così come esso era iniziato: con la delicata caduta dall’alto della lettera che Etty lanciò dal vagone piombato che la conduceva ad Auschwitz.

Un pubblico foltissimo, che ha seguito lo spettacolo in un commosso silenzio, ha poi accolto gli attori con un lungo applauso finale. In sala, anch’egli molto soddisfatto dell’operazione delicatissima realizzata dalla Compagnia Le colonne, era presente Gerrit Van Oord, responsabile per l’Italia del Centro internazionale di Studi su Etty Hillesum, che ha sede presso l’Università di Gent, in Belgio.


Domenica 30 gennaio 2011 - ore 18,00                                                  Auditorium Mario Costa
La Compagnia teatrale “Le colonne”

presenta

 Etty Hillesum

di Giancarlo Loffarelli

 

personaggi e interpreti

Prima attrice MARINA EIANTI

Seconda attrice LUIGINA RICCI

Primo attore GIANCARLO LOFFARELLI

Secondo attore FEDERICO CIARLO

regia GIANCARLO LOFFARELLI

audio ARMANDO DI LENOLA luci FABIO DI LENOLA  trasporti ACLC

www.lecolonne.net

Domenica 30 gennaio 2011, alle ore 18,00  presso l’Auditorium Costa di Sezze, la Compagnia teatrale Le colonne presenta lo spettacolo ETTY HILLESUM di Giancarlo Loffarelli, in cui si racconta la breve ma intensa vita di Etty Hillesum, ebrea olandese morta giovanissima ad Auschwitz, straordinaria figura di donna e d’intellettuale, vissuta nel cuore del XX secolo in uno dei suoi momenti più bui. Benché ci abbia lasciato soltanto il suo diario e le sue lettere (pubblicati oggi in Italia da Adelphi), Etty Hillesum si presenta in tutta la complessità di una giovane donna dall’intelligenza acutissima, dalla religiosità profonda, dall’umanità eroica che la porta a dedicarsi totalmente agli altri deportati durante il periodo di internamento, dapprima nel campo di Westerbork, in Olanda e poi ad Auschwitz. Ma intelligenza, religiosità e profonda umanità, in lei coesistettero con una strabordante voglia di vivere, con una piena affermazione della sua femminilità a cui non erano estranei una profonda sensualità e un terreno gusto per la vita.

Lo spettacolo teatrale ripercorre la vita di Etty Hillesum così come essa emerge dalle sue lettere e dal suo diario, restituendoci l’alto profilo di una donna che non perse mai la sua profonda dignità anche quando fu fatta precipitare nel fango dei campi di internamento e poi di sterminio. Attorno a lei, le vicende del suo popolo e dell’umanità travolta dalla lucida follia nazista. Dai momenti felici della sua giovane esistenza ad Amsterdam al progressivo sprofondare nella tragedia, affrontata con lo spirito positivo che la porterà a scrivere, su una cartolina che lascerà cadere da una fessura del treno piombato che la porterà via dal campo di Westerbork verso quello di Auschwitz: Abbiamo lasciato il campo cantando!

Con Giancarlo Loffarelli, che ha scritto, dirige ed è interprete dello spettacolo, sulla scena ci saranno Marina Eianti (che interpreterà il ruolo di Etty Hillesum), Luigina Ricci e Federico Ciarlo. Completano il gruppo di lavoro della Compagnia Le colonne Armando Di Lenola in qualità di tecnico delle luci, Fabio Di Lenola, tecnico audio, mentre la realizzazione dei costumi è stata affidata a Laura Giusti e Albana Abenda. Lo spettacolo è realizzato con il patrocinio del Comune di Sezze e in collaborazione con l’Associazione Araba Fenice.

L’AUTORE

Giancarlo Loffarelli (Sezze, 1961) è drammaturgo, sceneggiatore e regista. Nel campo delle discipline dello spettacolo, collabora, a partire dal 2004 con l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. E' stato allievo di Ugo Pirro per quanto riguarda l'attività di sceneggiatore. Ha collaborato come critico teatrale e cinematografico alla rivista "Tempo presente". Sul n° 523 del giugno 1992 della rivista “Sipario” viene pubblicato il suo dramma Il silenzio e le voci. Pubblica in volume la commedia Opera buffa (Latina, 1994) e la commedia La donna di Boemia (Latina, 1995). Nel giugno 1995 la sua commedia Meglio questa! è in scena al “Teatro dei Satiri” di Roma. Presso lo stesso teatro, nel giugno 1996, è in scena la sua commedia Un albergo molto strano. Nel marzo del 1999 vince il premio come “Miglior autore” alla Rassegna “Drammaturgia emergente” con la commedia I Lieder di Schumann (giuria presieduta da Aldo Nicolaj). Nel dicembre 2000 riceve il secondo premio al Premio “Vallecorsi” di Pistoia con la commedia Una storia da lontano. Nel maggio del 2001 riceve, per la commedia I Lieder di Schumann, una Menzione speciale a “Napoli drammaturgia in Festival” (giuria presieduta da Manlio Santanelli). Nel novembre 2002, il suo testo Un altro uomo è vincitore della XXVIII edizione del Premio Nazionale di teatro “Fondi La Pastora”. Nel maggio 2004, ancora con il testo I Lieder di Schumann vince il premio quale miglior autore al Premio Nazionale “Giorgio Totola” di Verona. La stessa commedia è stata tradotta in lingua turca per il Teatro Stabile di Istanbul e in lingua francese per l’Università di Nizza. Nel 2007 debutta presso il Teatro “D’Annunzio” di Latina il suo testo teatrale Se ci fosse luce (i misteri del caso Moro). Il testo viene segnalato dalla giuria presieduta da Marco De Marinis alla XV edizione del Premio nazionale per la drammaturgia “Ugo Betti” nel maggio 2008. Nel mese di maggio 2010, la sua commedia Meglio questa! è tradotta in lingua russa e inserita in un volume, presentato a Mosca, contenente opere di sei autori italiani, finalizzato a far conoscere alla scena teatrale russa le tendenze della nuova drammaturgia italiana.

L’OPERA

Etty Hillesum è una straordinaria figura di donna che, sia pur brevemente, ha vissuto il cuore del XX secolo in uno dei suoi momenti più bui. Ebrea olandese, muore ad Auschwitz. Benché ci abbia lasciato soltanto il suo diario e le sue lettere (pubblicati oggi in Italia da Adelphi), Etty Hillesum si presenta in tutta la complessità di una giovane donna dall’intelligenza acutissima, dalla religiosità profonda, dall’umanità eroica che la porta a dedicarsi totalmente agli altri deportati durante il periodo di internamento, dapprima nel campo di Westerbork, in Olanda e poi ad Auschwitz. Ma intelligenza, religiosità e profonda umanità, in lei coesistettero con una strabordante voglia di vivere, con una piena affermazione della sua femminilità a cui non erano estranei una profonda sensualità e un terreno gusto per la vita.

Lo spettacolo teatrale ripercorre la vita di Etty Hillesum così come essa emerge dalle sue lettere e dal suo diario, restituendoci l’alto profilo di una donna che non perse mai la sua profonda dignità anche quando fu fatta precipitare nel fango dei campi di internamento e poi di sterminio. Attorno a lei, le vicende del suo popolo e dell’umanità travolta dalla lucida follia nazista. Dai momenti felici della sua giovane esistenza ad Amsterdam al progressivo sprofondare nella tragedia, affrontata con lo spirito positivo che la porterà a scrivere, su una cartolina che lascerà cadere da una fessura del treno piombato che la porterà via dal campo di Westerbork verso quello di Auschwitz: “Abbiamo lasciato il campo cantando!”