AVIS SEZIONE COMUNALE DI SEZZE

Gemellaggio  Ruvo di Puglia - Sezze

Ruvo di Puglia, 11 - 12 ottobre 2008

Un'altra pagina da incorniciare per l'Avis Comunale di Sezze

a Ruvo di Puglia per un nuovo gemellaggio

di Ignazio Romano

Ore 7,30 di sabato 11 ottobre, da Sezze parte il pulman dell'Avis alla volta di Ruvo di Puglia, paesino di 26.000 abitanti in provincia di Bari, per un nuovo gemellaggio che si concluderà nella giornata di domenica 12. Alla guida c’è  il Presidente dell’Avis Comunale, Ubaldo Brandolini, che come sempre ha organizzato tutto nei minimi particolari, con lui tra gli altri donatori ci sono il Sindaco di Sezze , Andrea Campoli, e l’Assessore alla Cultura, Remo Grenga. 

Ore 17,00 - La comitiva setina viene accolta dal Presidente dell'Avis Comunale Damato Salvatore e dal primo cittadino di Ruvo di Puglia Ing. Michele Stragapede. 

Per l’Avis Comunale di Sezze quello con Ruvo di Puglia è il secondo gemellaggio dopo quello con Santa Maria Capua Vetere. Il primo atto si è tenuto nel paesino pugliese insieme all’Avis Comunale di Venezia e alla presenza di cinquanta consorelle provenienti da tutta Italia. Per il secondo atto, che si terrà a  Sezze, occorrerà attendere il 2010.

Sabato 11 l’aula consiliare “Sandro Pertini” del Comune di Ruvo ha ospitato la cerimonia di gemellaggio che si è conclusa con le firme dei rispettivi sindaci e presidenti. A seguire una festa in piazza con musica, balli e degustazione di prodotti tipici hanno concluso la giornata.

Domenica 12 le cinquanta consorelle si sono ritrovate nella piazza del Municipio da dove è partito il corteo per il 30° anniversario dell'Avis di Ruvo preceduto dalla banda dei Bersaglieri della locale sezione. Il lungo giro, con tappe al Monumento ai caduti e al Monumento ai donatori Avis, si è concluso con la cerimonia religiosa nel Duomo gotico-pugliese del XIII secolo.

Alla delegazione setina non è sfuggita la cura con cui è tenuto il centro storico di Ruvo. La pavimentazione in pietra, le chiese e i tanti palazzi ben rifiniti offrono al visitatore la sensazione di trovarsi in un’epoca precedente. L’assenza di fili elettrici volanti ed inutili cartelli stradali, unita a una illuminazione diffusa e coerente con l’ambiente danno al paese un aspetto gradevole ed accogliente.

Ma il vanto maggiore per gli abitanti di Ruvo è proprio quel Duomo gotico-pugliese, quasi unico nel suo genere, sotto il quale è stata riportata alla luce l’antica chiesa di epoca romana risalente all’anno mille. Mirabili lavori di travatura hanno permesso di sostenere l’edificio consentendo la visita ai locali sottostanti ricchi di tesori storici. Ed il mio pensiero corre al Duomo di Sezze dove, a differenza di Ruvo, i lavori della sovrintendenza hanno deturpato per sempre il campanile della chiesa, mentre nel sottosuolo restano sepolti i diversi rifacimenti a partire dall’anno mille. Altre disattenzioni come i fili elettrici, i cartelli stradali ed il sagrato adibito a parcheggio fanno il resto.

Cenni di storia da wikipedia

Ruvo di Puglia fu anticamente abitata dalle genti peucete che ne fecero un attivo e florido centro tra il IV e il III secolo a.C., ma già dal IX secolo a.C. si hanno reperti che attestano insediamenti più antichi.

Nel III secolo a.C. la città di Ruvo intrattenne scambi commerciali e culturali con la Magna Grecia, l'Etruria e la Grecia. Divenne importante centro economico che basava la sua ricchezza sugli scambi commerciali di olio e vino, sviluppando una fiorente attività collaterale di produzione di vasellame da trasporto e da servizio, come testimoniano i numerosissimi reperti rinvenuti nell'agro di Ruvo durante le campagne di scavo effettuate dagli Jatta, dai Caputi e dai Fenicia (patrizi della città). A seguito delle guerre Sannitiche e di quella contro Taranto la città entrò nell'orbita d'influenza Romana, per poi divenire nella Tarda Repubblica dapprima stazione militare e in seguito municipium. A testimoniare l'importanza strategica della città vi è il fatto che essa è attraversata dalla via Traiana.

Alla caduta dell' Impero ne condivise le invasioni barbariche, subendo le dominazioni dei Goti per poi divenire dominio bizantino (come testimoniano gli insediamenti dei monaci basiliani poi cacciati dai normanni nel XII secolo); si crede che fosse più volte assoggettata ai saraceni, per poi divenire dominio del re di Sicilia Ruggero il Normanno; fu in seguito unita alla contea di Conversano. Seguì le sorti dell'intero Regno di Napoli subendo le dominazioni straniere degli Angioini (che ampliarono il Castello e fortificarono le mura) e degli Aragonesi. Nel 1510 il feudo comitale di Ruvo fu acquistato dal cardinale Oliviero Carafa per il fratello Fabrizio che unì la Contea di Ruvo al Ducato d'Andria nel 1522. In questo periodo la città di Ruvo conobbe un periodo di splendore che portò l'arrivo dei monaci domenicani e l'inizio di un rinnovo urbanistico ed edilizio con la costruzione di numerose chiese, conventi e case "palaziate".

La città rimase fino al 1806 sotto il dominio dei Carafa, diventando da quella data libero municipio. Durante il periodo risorgimentale fu sede di una piccola società segreta affiliata alla Carboneria e denominata "PERFETTA FEDELTÀ", tra i cui affiliati vi fu anche Francesco Rubini, mazziniano elogiato dallo stesso Mazzini. Negli anni '60 del Novecento l'agro della Città fu sede di scontri tra i braccianti e i possidenti, che videro l'occupazione di un tratto di strada campestre che d'allora fu denominata "Strada della Rivoluzione"