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gennaio 2012, latina24ore.it
17 gennaio 2012, COMUNICATO STAMPA E’
un libro da leggere per poi consultare. Perché contiene una sessantina
di ricette tradizionali del territorio e a ogni piatto è stato abbinato
un vino locale. Non solo, ma per ogni prodotto censito è stato
riportato l’indirizzo del luogo o dell’azienda dove poterlo
acquistare. Pubblicato dalla Gangemi editore di Roma, Il Sapore della
Palude del sociologo e giornalista Roberto Campagna, è un viaggio tra i
prodotti agricoli d’eccellenza dell’Agro Pontino, come il Kiwi
Latina, il Carciofo romanesco di Sezze e il Sedano bianco di Sperlonga,
tre bontà che si fregiano del marchio comunitario Igp (Identificazione
geografia protetta), e altre specialità, come le olive di Gaeta per le
quali da tempo sono state avviate le procedure per ottenere la tutela
comunitaria. È un percorso
che passa per le zucchine del
Triangolo d’oro, il comprensorio agricolo di Sabaudia, San Felice e
Terracina, che avrebbero tutte le carte in regola per centrare questo
obiettivo. È un tour per far conoscere prodotti, come le arance di
Fondi, le ciliegie di Maenza, i broccoletti di Sezze e Priverno, le
lenticchie di Ventotene, le cicerchie di Campodimele, l’uva Moscato di
Terracina, i cocomeri nostrani, il
pomodoro Spagnoletta di Gaeta,
l’uva fragola di Roccagorga, i fichi di Pisterzo, le castagne di
Norma, le fragole Favetta di
Terracina e la cicoria di Catalogna
frastagliata di Gaeta, che avrebbero bisogno di una maggiore
attenzione. Si tratta di prodotti dal… Sapore della Palude. Sì, la
loro bontà si deve in gran parte ai terreni dell’Agro Pontino
bonificati un’ottantina d’anni fa. In tutto sono diciotto e vengono
descritti con dovizia di particolari golosi.
E tante curiosità. Ma anche con un profilo storico-economico. «Tutto
ciò – scrive l’autore - per dire che se in passato l’agricoltura
ha permesso la modernizzazione delle nostre comunità, ora i prodotti
ortofrutticoli e il loro uso, vecchio e nuovo, in cucina possono guidare
la riscossa nell’era della globalizzazione. Siamo un popolo di
zappaterra. E di bovari. È inutile – continua l’autore - che ci
giriamo intorno: è così. Continuare a negarlo ci danneggia sia
culturalmente sia economicamente. Il perché è semplice: a livello
culturale intacca fortemente la nostra storia e non ci permette di
rafforzare l’identità, due presupposti fondamentali per vincere
qualsiasi sfida. Mentre sul piano economico ci fa perdere la scommessa
della crescita. Mi spiego, poiché questo aspetto è un po’
complicato. Partiamo da un fatto ormai assodato: è strutturale la crisi
che ha colpito il settore industriale della provincia di Latina.
Strutturale e irreversibile. In pratica, stiamo pagando gli errori del
passato: abbiamo scelto la fabbrica e abbandonato i campi andando contro
la vocazione del territorio. Convinti che questa fosse la strada giusta
per garantire uno sviluppo serio e duraturo. Fin qui niente di male:
sbagliare è umano. È perseverare che è diabolico. E noi abbiano
insistito su questo terreno anche quando era palese che avremmo perso.
Abbiamo insistito per non tornare a fare i contadini. Senza capire che
una delle nostre ricchezze, una delle vere risorse della provincia è
l’agricoltura. Ma c’è chi ancora è perplesso. Ecco, questo libro
– conclude Campagna - è
un aiuto per sgomberare i dubbi e contribuire ad aprire nuovi scenari».
3 gennaio 2012, di Carlo Luigi Abbenda Mercoledì
28.12.2011 alle ore 19.00 presso la Cattedrale di Santa Maria di Sezze
si è svolto il concerto della corale San Marco di Latina "Grande
Musica in Chiesa" - XXII Edizione, tappa pontina relativa
all'Incontro con le vie Francigene del Lazio" , manifestazione che
culminerà venerdì 6 gennaio 2012 alle ore 21.00 presso Santa Maria
Sopra Minerva - Roma.La corale San Marco di Latina è composta di 30
coristi (uomini e donne) diretti dal maestro Mauro Bassi con l'ausilio
dell'organista Remigio Coco. Con la corale si sono esibiti in diversi
brani il soprano Maki Maria Matsuola ed il mezzo soprano Jii Ha, ambedue
giapponesi. Il repertorio della serata si è così sviluppato: |
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