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foto
e articolo di Fabio Federici
Per
spiegare cos’è il jazz potremmo utilizzare molte definizioni, cose,
parole, immagini, esempi, tanto vasto è il campo di questa forma di
espressione musicale, ascoltata in tutti i suoi generi diversi.
In
cucina un buon piatto per la sua riuscita ha bisogno di molte cose,
delle ottime materie prime, di una varietà di molteplici ingredienti ,
di un tempo di cottura ottimale e soprattutto del tocco personale di chi
lo prepara; sia che si tratti di un piatto tradizionale, oppure di un
piatto improvvisato al momento, niente deve comunque essere lasciato al
caso.
Il
jazz forse potrebbe assomigliare proprio ad un piatto articolato, fatto
di tradizione e di improvvisazione, di tecnica e cuore, di bianco e di
nero e piu’ di ogni altra forma di espressione musicale si affida al
giudizio e al gusto personale di chi lo ascolta.
Lo
skyline dei grattacieli di New York , mille volte utilizzato in altri
films assume, nell’inizio
del film Manhattan di W.Allen uno spessore descrittivo ed emotivo piu’
intenso nel suo Bianco e Nero anche e soprattutto grazie al clarinetto
che introduce il celeberrimo Rapsodia in blue di Gershwin.
La
musica jazz accompagna da sempre con classe ed eleganza eventi culturali
di notevole spessore, mostre di pittura o fotografiche, sfilate di alta
moda ed è da sempre associata alla letteratura piu’ alta, alla
psicologia, alla filosofia in poche parole alla bellezza.
Proporre
del jazz a Sezze ( come ovunque ) è una bella scommessa il cui esito
purtroppo è piuttosto prevedibile: persone che scuotono il capo,
scettici (a priori) sia sul senso del farlo, sia sulla riuscita e
sull’impatto che questa musica ha con il grande pubblico.
Farlo
dove in genere non si fa è stata una scelta ponderata e fortemente
voluta dalla associazione Anjuman, che con l’idea di offrire
attraverso questo particolare genere di musica anche a Sezze
un po’ di quella bellezza che deriva dal jazz, ha
portato un gruppo come i “MRS.P.QUARTET” ad esibirsi sabato scorso
20 gennaio 2007 sul palco elegante dell’Auditorium M.Costa.
La
serata, proposta a così breve distanza con lo strepitoso successo del
26 dicembre 2006 quando è stata la volta dei “BIG SOUL MAMA”(coro
Gospel) è riuscita oltre ogni aspettativa offrendo alla formazione
guidata dalla sapiente mano di Silvio Scena e soprattutto dalla stupenda
voce di Patrizia Di Clemente, una platea attenta e numerosa che ha
riempito l’auditorium oltre ogni rosea aspettativa.
L’eleganza
e soprattutto la leggerezza sono stati gli aspetti
più
salienti per definire la serata, i brani scivolavano via uno dopo
l’altro con la naturalezza di chi questo genere lo suona con amore e
con altissima professionalità , senza alcuna ostentazione o esercizio
di bravura, con misura ed equilibrio
tipico
di questa formazione che vede Silvio Scena al pianoforte, Francesco
Cecchet al contrabbasso e basso elettrico, Fabio Molinari alla batteria.
Alcuni
brani del repertorio
My
Foolish Heart
Georgy Porgy
Misty
Fragile
Nature Boy
Minuano
Sunny
What a difference a day made
Mas que nada
Angel Eyes
Signed seald delivered (I'm yours)
Still a friend oy mine
“Ci
sono regole nel mondo della musica che aiutano a navigare in questo
oceano vasto e sfaccettato, regole che indicano la strada per la
notorietà; non ho navigato mai in questo senso, non l’ho fatto perché
sentivo che ciò mi avrebbe distolto dal mio vero obiettivo: inseguire e
nutrire una grande passione!
E’
questa per me la regola principale, l’unica accettabile e che non
tradisce mai: seguire le proprie inclinazioni, le intime note, non
permettendo che i canali musicali di rito corrompano il proprio
messaggio musicale. Se vi fosse stata una regola imposta differente da
questa, l’avrei sicuramente infranta, rimanendo fedele alla mia
passione, offrendo il mio contributo musicale senza sacrificare le mie
vere aspirazioni, seguendole inesorabilmente”.
Patrizia
di Clemente
www.patriziadiclemente.com
 
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