Le Associazioni

ANJUMAN e TERRA SETINA

presentano


 
Big Soul Mama 

Gospel Choir

     26 dicembre 2006,  Auditorium Mario Costa  ore 21,00

In attività dalla metà degli anni 90, i Big Soul Mama sono tra i capisaldi, per ciò che concerne la diffusione della cultura musicale gospel, della scena musicale pontina.

Da sempre legato a quella che è, al tempo stesso, la sua base operativa e la città di provenienza, Latina, il coro è stato, nel tempo, soggetto a svariati stravolgimenti con la direttrice Sara Lazzaro a costituire il filo conduttore di tutto l’organico. Ha avuto opportunità di crescita, possibilità di confronto, la volontà e la fortuna di affermarsi, da prima, a livello cittadino per poi spingersi a varcare i confini provinciali, regionali e talvolta nazionali. Tutto questo grazie ad una profonda passione maturatasi di fronte le platee più svariate, ed anche per mezzo di collaborazioni, alcune eccellenti, avute. Tra le tante, vale la pena ricordare, quella con Joy Malcom(vocalist del gruppo londinese degli Incognito), la quale diede al coro pontino la spinta emotiva, la conoscenza ed il contatto con le ragioni e la realtà della musica nera, del gospel in particolare. Poi Tiziano Ferro, i cui primi passi in ambito musicale furono mossi proprio all’interno dei Big Soul Mama, il quale li volle coinvolgere nel suo primo lavoro discografico Rosso Relativo, nella canzone Soul dier, e il tour che ne seguì.

Esperienze forti, formative, decine e decine di serate in giro per l’Italia, a vantaggio di un esperienza sempre più ricca. Partecipazioni a spettacoli al fianco di personaggi del calibro di Antonella Clerici, Paola Perego, Fabrizio Frizzi, Luisa Corna, Pino Insegno ed altri ancora.

Un concerto esplosivo, ricco di colori, dove è difficile rimanere legati ad un solo genere, c’è una radice gospel che inesorabilmente sfocia in un discorso soul e piano va a sfumare nel più comune pop, con leggere impennate dance. Uno spettacolo travolgente che si arricchisce di volta in volta e che li ha condotti alla realizzazione nel dicembre 2002 di un cd, “I just gotta praise”, nel quale si risente e consolida il forte impatto live. Per saperne di più e scoprire dove e quando sarà possibile risentirli, collegatevi al sito www.bigsoulmama.it e scoprirete così un modo diverso di cambiare aria, musicale almeno. 

 

COMPONENTI:

DIRETTORE

Giovanni SILVIA

 

VICE DIRETTORE

Roberto DEL MONTE

 

SOPRANI

Elisa CHIATTI, Emanuela LOMBARDI, Laura FERRO, Luana BOVIS, Mara TIANO, Paola LAZZARI, Stefania BRAZZINI.

 

CONTRALTI

Alessandra BARBATO, Angela DI TOFANO, Federica CASTELLOTTI, Francesca TOFANI, Linda ZUIN, Lori CIUFO, Patrizia DI CLEMENTE.

 

TENORI

Emanuele FEUDO, Emiliano SOLFERINO, Emiliano VALVERDE, Paolo IUE', Stefano FAIOLA

 

BASSI

Paride Bove.

 

MUSICISTI

Silvio SCENA (Piano, Organo e Tastiere)

Giuliano DI BATTISTA (Chitarra)

Francesco CECCHET (Basso)

Fabio MOLINARI (Batteria)

REPERTORIO

Again I say rejoice (ISREAL NEW BREED)

Ain't no mountain high enough (V. SIMPSON, N. ASHFORD)

Amazing Grace (TRADITIONAL)

Amen (TRADITIONAL)

At the table (R. SMALLWOOD)

Brigther day (K. FRANKLIN)

Do you Know Him? (K. CARR)

For every mountain

Give yourself to the master (TRADITIONAL)

God is (J.B. WALKER)

God's got it all in control (K. CARR)

Hallelujah (TRADITIONAL)

He reigns (K. FRANKLIN)

His eyes is on the sparrow (C.D. MARTIN, C.H. GABRIEL)

Hold on

Holy is the Lord

Hosanna (K. FRANKLIN)

How I got over (C. WARD)

He’ll work it out

I believe I can fly

I believe in you (S. LAZZARO, S. SCENA)

I just gotta praise (S. LAZZARO, S. SCENA)

I still haven't found what I'm looking for (U2)

II Chronicles (D. COLEY)

In the name of Jesus

It's all about worshipping you

Jesus will make a way

Joy

Joyfull, Joyfull (J. HARRIS)

Just before I go to sleep (O. ADAMS)

Kumbaya (TRADITIONAL)

Little wing (JIM HENDRICS)

May the Lord God bless you real good (J. CLEVELAND)

Medley

More

Oh Happy Day (E. HAWKINS)

Silent Night (J. MOHR, F.X. GRUBER)

Somebody to love (F. MERCURY)

Soul-dier (T. FERRO)

Spirit in the dark (B.B. KING)

That's just the way the Father is (K. CARR)

The bridegroom is coming

We declare war (K. CARR)

When God is in the building

White Christmas (TRADITIONAL)

Why not trust God again

World's Greatest (ARKELLY)

 

                  IL CD

 

I JUST GOTTA PRAISE

BIG SOUL MAMA gospel choir

 

Frutto di una passione maturata attraverso numerose esperienze live, l’album d’esordio dei Big Soul Mama è in un certo senso un onesto resoconto di un lungo viaggio nelle caratteristiche e nelle origini della musica gospel.

Undici brani organizzati con grande nitidezza strategica, nobilitati dall’interpretazione del coro pontino che affronta professionalmente il lavoro, non sempre semplice, di proporre in chiave personale brani come How i got over, Kumbaya, Give your self.

Affatto spaventati di misurarsi con classici come Oh happy day o Amazing grace della quale ci regalano due versioni profondamente distanti tra loro, ma allo stesso modo convincenti e trascinanti. In grado di soddisfare anche i palati più sensibili, i Big Soul Mama, ci accompagnano alla scoperta di un terreno, in qualche modo ancora sconosciuto, con la forza e l’impeto di quello che è il loro vero punto di forza: il concerto.

 

Do you know him? (K.Carr)
Voci soliste: Patrizia Di Clemente, Giovanni Silvia

God is (John B. Walker)
Voce solista: Giovanni Silvia

How I got over (C.Ward)
Voce solista: Patrizia Di Clemente

Amazing grace pt.1 (Traditional)
Voce solista: Roberto Del Monte
Arrangiamento Musicale: Giuliano Di Battista
Arrangiamento Vocale: Roberto Del Monte
Contrabbasso: Giorgio Calderan

Give yourself (Traditional)
Voce solista: Cristiana Tognetto

Amazing grace pt.2 (Traditional)
Voce solista: Patrizia Di Clemente

Kumbaya (K.Carr - S. Bennet)

Oh Happy Day (E. R. Hawkins)
Voci soliste: Sara Lazzaro, Mara Tiano
Arrangiamento: Giuliano Di Battista

I just gotta praise (S. Scena - S. Lazzaro)
Voce solista: Alessandra Barbato
Arrangiamento: Silvio Scena, Sara Lazzaro

Just before I go to sleep (O. Adams)
Voce solista: Sara Lazzaro

I believe in you (S. Scena - S. Lazzaro)
Voci soliste: Giovanni Silivia, Sara Lazzaro
Arrangiamento: Silvio Scena, Sara Lazzaro
Seconda Chitarra: Claudio Olimpio

 

STORIA DEL GOSPEL

Dai canti dei neri deportati dall'Africa al Nordamerica, convertiti al cristianesimo dai pastori protestanti, nascono i negro-spirituals, una fusione di work-song, spirituals dei bianchi e ballad irlandesi e scozzesi.

"Ben presto i negro-spirituals da semplici inni religiosi si trasformano in una esaltazione della liberazione del popolo nero come coerente alla divina rivelazione. La schiavitù contraddice Dio e nega la sua volontà; Dio certamente concederà, se non la fuga liberatoria verso il Canada, come fu per molti, senz'altro l'accoglienza nel suo Regno in riparazione dei torti subiti.

La Bibbia è la fonte prima degli spirituals e contribuisce fortemente al processo di identificazione con gli Ebrei schiavi dei Faraoni in Egitto. La dimensione di popolo nello spiritual è rappresentata dalla sua stessa natura di canto di gruppo; il gruppo rievoca la tribù e l'assemblea dei credenti, mentre il predicatore che predica cantando e alternandosi col coro, ricorda l'anziano, il pastore, la guida religiosa.

L'aspetto collettivo del canto raggiunge l'apice nel genere Gospel, confinato fino agli anni '50 di questo secolo nelle chiese dei neri d'America e diffuso grazie alle voci di grandi interpreti come Mahalia Jackson, Sallie Martin e Roberta Martin.

Il suo iniziatore, Thomas A. Dorsey, musicista di Blues a Chicago intorno al 1920 recupera le forme tradizionali degli spirituals, in particolare dei "Jubilee" ovvero le marce come When the Saints e le fonde con le strutture musicali e ritmiche del Jazz e del Blues dando così vita ad un ibrido originale e complesso, ma dalla sonorità ben riconoscibile che costituirà il motivo del vasto successo di questo genere."

Breve storia del Gospel di E.M.Rovighi

Nessuno canta così puro come coloro che sono nel profondo inferno;
quello che noi crediamo il canto degli angeli è il loro canto

F.Kafka, Lettere a Milena

Esiste un magico senso di continuità in tutta la storia della musica afroamericana di questo secolo.

Blues, jazz, gospel, rhythm'n'blues, soul, funky, rap sono vasi comunicanti.

L' urbanizzazione dei negri influi' anche sul canto sacro, provocando una drastica dipartita dallo spiritual delle campagne.

A propellere il gospel furono le crociate evangeliche dei predicatori protestanti della seconda meta' del secolo diciannovesimo. Molti di loro, intorno al 1870, giravano la nazione cantando i propri sermoni alla gente. Furono loro a creare l'innodia gospel. Si tenga presente che dopo la Guerra Civile le sette religiose si moltiplicarono a dismisura, creando una sorta di medioevo anarchico delle fedi protestanti. Ciascuna si riteneva libera di adottare le proprie prassi di preghiera, ed alcune non esitarono ad usare la musica per attrarre i peccatori. Queste vennero chiamate "folk church", proprio per denotare la loro tolleranza nei confronti del folklore negro. Fu cosi' che le pratiche religiose diffuse fra gli schiavi (call-and-response, clapping, stomping, improvvisazioni vocali, ring shout, etc) emersero e divennero un fatto riconosciuto dai predicatori.

Alcune chiese cercarono di irregimentare il folklore. Si diffusero soprattutto stili eterofonici come il "lining-out", uno stile di canto corale non accompagnato che dava risalto alla melodia melismatica (nei registri piu' acuti, di gola, nasali, falsetti) e preferiva un tempo molto lento, lo "shape-note singing". In seguito queste chiese permisero anche l' uso della strumentazione, in qualche caso persino quello di sassofoni, tromboni e batteria. Lo strumento principale fu pero' il pianoforte, in teoria usato come strumento ritmico, ma in pratica usato per riempire le pause del canto con ogni sorta di abbellimenti (arpeggi, glissando, etc).

I negri emigrati nei ghetti del nord tramandarono l' innodia folk dei loro antenati braccianti ai loro figli nati e cresciuti in citta'. Il fenomeno assunse proporzioni nazionali e contorni meglio definiti. Nacque la figura dello scrittore di "inni", e tali scrittori, stimolati al solito dalla concorrenza, si ispirarono a tutte le fonti sonore disponibili nelle citta', dai ritornelli melodici di Tin Pan Alley alle canzoni dei camp-meeting.

A popolarizzare il gospel fu Tom Dorsey, il pianista blues di Chicago che scrisse "If you see my saviour"(1930), "Precious lord"(1932) e "Take my hand", ispirandosi ai canti che aveva ascoltato nella sua infanzia dal padre, predicatore itinerante della Georgia. Dopo il successo di quel brano, Dorsey passo' la vita a portare le sue composizioni di chiesa in chiesa. Dorsey fu anche il primo ad organizzare un quartetto di cantanti femminili, il primo dei quartetti gospel. Dopo di lui le grandi interpreti di spiritual e gospel trovarono un pubblico bianco altrettanto ben disposto verso di loro che verso il classic blues, e i loro inni sacri ("Amazing grace" su tutte) divennero dei successi di cassetta.

Negli anni Trenta la fenomenologia del gospel si stabilizzo' attorno a due tipi di formazione: il quartetto gospel, che vestiva in frac, cantava a cappella battendo il ritmo con schiocchi di dita e armonizzava nello stile detto dei barbieri ("barbershop"), e il coro femminile, che vestiva in abiti ecclesiastici, cantava accompagnato dal piano e batteva il tempo con le mani. I primi artisti ad ottenere un disco milionario furono Mahalia Jackson ("MOve on up a little higher") e il trio di Clara Ward ("Surely got is able"), entrambi scoperte di Dorsey. La transizione verso il mondo secolare avvenne grazie a Rosetta Tharpe, che nel 1938 incise il primo disco di gospel. Jackson fu la piu' grande cantante di gospel di tutti i tempi: il suo contralto divenne presto un' istituzione vivente. Le Ward furono il primo gruppo di pop-gospel, piu' facili e leggere e vestite in abiti sgargianti invece che nei tradizionali panni ecclesiastici. Nelle generazioni successive altri celebri cantanti gospel furono Alex Bradford ("Too close to heaven", "Black nativity",61) e James Cleveland ("The love of God", "Peace be still"). Fra i quartetti si distinsero i Dixie Hummingbirds (formati nel 1928), i Soul Stirrers (1935), i Swan Silverstones (1938), gli Staple Singers (1948).