Le Associazioni

ANJUMAN

Mostra fotografica di Luigi Renzi

"Kenosi"

Sezze 31 marzo    ore 17,00 inaugurazione presso i locali della chiesa di S. Andrea

                                   La mostra rimarrà aperta fino a domenica 8 aprile

articolo di Carlo Picone

Il percorso di un autore che passa per la comprensione e la condivisione dell'altrui vicenda umana.

Privernate, restauratore, poeta, operatore culturale, ma soprattutto fotografo, Luigi Renzi, quando impugna una macchina fotografica, non lo fa per caso o per semplice diletto, ma per convinzione, per passione, per antonomasia, lo fa perché ha qualcosa che gli frulla per la testa, quel qualcosa che gli viene da dentro e che non riesce a trattenere e che quindi deve esternare attraverso uno strumento a lui congeniale, uno strumento che lo abilita a rimuovere le incrostature del quotidiano e a risvegliare la sua psiche, la sua voglia di umanità, la sua indolente interiorità.

 

Luigi ha ormai compreso la sua personalità e quindi le sue potenzialità espressive che attraverso un obiettivo gli consentono di comunicare la sua straordinaria sensibilità che come diceva Henri Cartier Bresson passa attraverso l'occhio, la mente, il cuore, ma lui lo fa attraverso un percorso a ritroso che parte dall'anima, arriva al suo cervello e lo catapulta attraverso il suo occhio che riesce a cogliere sfumature sottili, ambientazioni immediate, luci inconsulte, sguardi fugaci, inquadrature sapienti, ma molto spesso anche originali, il suo occhio riesce la dove i nostri non riescono ad arrivare, la dove le nostre menti, spesso occupate da altre cose, non riescono ad assorbire, la dove la nostra anima, pur sensibile e ricettiva, non riesce ad intervenire adeguatamente. E' così che Luigi riesce a comporre delle immagini, che unitamente alle sue poesie, sono cariche di umanità, di passione, sono piene dell'altrui vicenda umana.

"Kenosi"  significa svuotamento e parte da un concetto religioso, ossia dal sacrificio di Cristo che si svuotò della sua sacralità per dare compimento ad un destino che avrebbe dato un senso alla umanità intera.  La kenosi di un una divinità che si abbassa alla morte per misurarsi con la quotidianità umana. Lo stesso Luigi, quando va a cercare le fotografie, si libera delle sue occupazioni quotidiane, della sue veste esteriore per dare corpo ad un introspezione che lo proietta verso l'altro, cercando in lui la sua condizione umana, fragile, precaria, alterna, misurando i suoi umori, i suoi pensieri con quello degli altri. 

Attraverso questo processo di svuotamento, di annientamento della crosta superficiale della nostra personalità possiamo meglio comprendere l'altrui disagio, che è psichico e quindi sociale, ma in lui questo processo avviene in modo naturalissimo, non condizionato da qualsivoglia esigenza, ma rivolto a comprendere lo stato interiore dell'altro, cogliendone momenti importanti della sua anima e questo avviene appunto mettendosi nella stessa condizione di sofferenza dell'altro e parimenti all'altro ne percepisce fino in fondo il suo dramma, il suo stato esistenziale indigente, o comunque il suo stato mentale instabile. I suoi ritratti sono profondissimi, penetrano dentro l'anima del personaggio, lo caratterizzano con le sfumature degli sguardi colti nell'istante, con le fattezze somatiche abilmente esposte a forgiare il personaggio stesso, con le luci improvvise e assorbenti che indomite riflettono le peculiarità dell'interiorità del momento. Le situazioni della quotidianità che egli riesce a trovare non sono dappertutto, ma sono altresì frequenti e ci sorprendono per le modalità con cui riesce a renderle essenziali e quindi comunicative. 

I suoi oggetti profani ripresi con un connubio, con un legame con la spiritualità, una spiritualità molto sostenuta, in lui sempre presente, una spiritualità che da un senso alla nostra vita e quindi anche alla sua, una spiritualità fervida, che egli ritrova nella sua dimensione interiore come elemento dominante della sua vita, della vita degli altri, della vita. Svuotarsi, spogliarsi di noi stessi per recuperare una dimensione più umana con l'altro, è questo il messaggio di una ricerca che unisce come un filo di Arianna tutto un catalogo di 50 immagini che Luigi è riuscito a produrre in questa circostanza insieme ad una mostra che sarà presentata a Sezze il 31 marzo prossimo presso la chiesa di S.Andrea.

Luigi Renzi, spiega il significato della mostra, firma imbarazzato il suo catalogo e brinda con Carlo Picone e con tanti altri amici che hanno affollato la sala di Sant'Andrea. Immagini, parole, incontri, contatti umani. Fuori, a Sezze, continua indisturbata la sempre più caotica quotidianità, oramai priva di un senso sociale, fatta solo di automobili sempre più grandi alla ricerca di un dialogo impossibile, in attesa della notte (fino ad oggi) rischiarata pietosamente da una Luna amica, impaziente di rubare la scena al sole per nascondere le tante cose brutte. Ignazio Romano