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AGRICOLTURA DA SALVARE a cura di Vittorio Del Duca |
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anno 2010 > 2009 > 2008 > 2007 > Frammenti di vita |
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Presidente Sezione Coldiretti di Sezze - Tel 335 62 61 205
Salviamo la nostra risorsa principale
Sezze, 3 febbraio 2010 Il rilancio del carciofo di Sezze
Non rilevandosi quindi una proporzionalità ed una equità degli interventi, appare evidente che tanto più l’agricoltore sarà disposto ad investire, tanto meno riceverà e che quindi sarà indotto a limitare la coltura alle sole 1500 piante per averne il massimo vantaggio. Ciò sarà indubbiamente sufficiente a portare più prodotto alla Sagra del carciofo, se è questo l’obiettivo che l’Amministrazione intende raggiungere, ma siamo ben lontani dal parlare di rilancio di una coltura che per essere efficace ed avere una discreta ricaduta economica per il paese occorrerebbe che si riportasse almeno ai livelli di venti anni fà, quando si poteva contare su superfici di 300 ettari. D’altro canto è da evidenziare che quantunque si centrasse tale obiettivo, sorgerebbero seri problemi sul versante della commercializzazione, perché se in passato esisteva a Sezze un mercato spontaneo di lunga tradizione, oggi i nostri produttori non disporrebbero di alcuna struttura cui raccordarsi, che sarebbe invece indispensabile ed opportuno prevedere in un progetto di rilancio del carciofo. Non rigettiamo la proposta dell’Amministrazione comunale, anzi pur nutrendo qualche dubbio circa la sua liceità e fattibilità, la promuoviamo chiedendo che gli aiuti vengano concessi solo ed esclusivamente ad agricoltori titolari di partita iva, gli unici in grado di offrire professionalità e qualità, che siano distribuiti secondo i criteri della proporzionalità e che vengano erogati ai richiedenti in tempi utili, cioè non oltre l’impianto dei nuovi carciofeti (Agosto 2010). Riteniamo tale operazione non come un punto di arrivo ma un punto di partenza verso un progetto di più ampia portata, al quale la Coldiretti, la più rappresentativa Organizzazione professionale agricola italiana ed europea, si renderà disponibile con l’Amministrazione Comunale per dare il proprio apporto al rilancio del territorio, mettendo a disposizione tutto il suo “know how” di competenze, accumulato in quasi settanta anni di esperienza al servizio dell’agricoltura. Siamo convinti che il rilancio del carciofo sia un fatto economico e che come tale potrà concretizzarsi solo con progetti ed investimenti di carattere economico che interessino tutta la filiera del carciofo di Sezze, dalla produzione nei campi al coinvolgimento del Consorzio di tutela per il marchio IGP, fino alla sua commercializzazione in apposite strutture, che possano divenire una piattaforma per il rilancio di tutte le nostre tipicità e dell’agricoltura di Sezze. Sezze, 27 gennaio 2010 In
tanti si può ! Chiediamo la stipula di un accordo nazionale tra i soggetti di filiera finalizzato alla copertura dei costi della produzione agricola che rappresenta la parte più debole e la regolamentazione dello sviluppo della grande distribuzione organizzata (G.D.O.) in funzione dell’economia agricola dei territori, dei prodotti locali, regionali e nazionali. Chiediamo anche il riconoscimento dello stato di crisi, così come è stato fatto con altre attività e l’attivazione delle provvidenze economiche a favore delle aziende colpite.
Sezze, 23 gennaio 2010 Crisi dell'agricoltura: gli agricoltori si mobilitano con la Coldiretti Esistono
serie preoccupazioni per la grave crisi in cui versa l’agricoltura.
Segnali inquietanti emergono dal comparto orticolo, il più importante
per Sezze, e fanno temere per la tenuta del settore. Primo fra tutti è
il problema dei prezzi bassi all’origine dei principali prodotti del
territorio (insalate, spinaci, broccoletti, cicoria, carciofi, ecc) che
insistono costantemente dalla primavera del 2009 e che stanno mettendo a
dura prova la capacità di reazione della maggior parte delle imprese
orticole, esauste nelle disponibilità finanziarie da reiterate stagioni
in cui i prezzi di vendita dei prodotti agricoli sono stati inferiori ai
loro costi di produzione. Il carciofo romanesco, bandiera
dell’agricoltura di Sezze, svetta a mezz’asta, sottolineando la
drammatica crisi di tutto il settore con una ulteriore contrazione del
30% delle superfici ad esso dedicate nell’anno precedente. A tale calo dei prezzi delle “materie prime agricole” non ha corrisposto una analoga diminuzione dei prezzi di vendita al consumo, che anzi sono aumentati del 3,4% per la pasta, del 2,2% per l’ortofrutta mentre è rimasto invariato per il latte. La situazione è stata aggravata dalle piogge persistenti degli ultimi due mesi che oltre ad aver falcidiato le produzioni in pieno campo ha ostacolato le operazioni di raccolta, raddoppiandone i costi. Questa forbice tra i prezzi all’origine e quelli al consumo rischia di minare profondamente la vitalità del settore agricolo, accentuando il fenomeno dell'abbandono dell’attività da parte di tanti imprenditori, anche di quelli più intraprendenti e coraggiosi, ma soprattutto da parte dei giovani che percepiscono la sensazione che qualora non si inverta questo fenomeno perverso, determinato dall’inefficienza dell’attuale filiera agro-alimentare e da vere e proprie azioni speculative e di frode, non ci sarà più futuro per il settore agricolo. Da qui la decisione di Coldiretti di varare lo stato di agitazione ad oltranza degli agricoltori della provincia, durante il quale azioni di denuncia e di manifestazione-protesta si alterneranno a fasi di confronto-concertazione progettuale con le Istituzioni di riferimento, onde costruire le condizioni necessarie a rafforzare il settore e a metterlo in condizione di esprimere in futuro tutte le sue innumerevoli potenzialità. Inizieremo il prossimo 27 Gennaio con una manifestazione di denuncia e di protesta presso il Centro Agroalimentare di Fondi (MOF) che estenderemo a tutto il Lazio nelle settimane successive. |
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