Temi di politica setina 

Verso le amministrative del 2007

agorà pubblica
a cura di

Raffaele Imbrogno

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15 gennaio 2007
La distanza 
di Raffaele Imbrogno

Ma quanto è grande la distanza tra le forze politiche che si richiamano al centro sinistra ed il nostro paese? A leggere la stampa locale o ad ascoltare i sussurri di chi ha la ventura/sventura di partecipare alle tante riunioni politiche che si susseguono nella nostra cittadina in questo periodo direi abissale. Sezze a bisogno, come molte altre realtà della nostra piccola/grande Italia, di persone in grado di affrontare i problemi quotidiani uscendo dal proprio piccolo particolare e che sappiano alzare lo sguardo oltre il proprio naso. Invece, una grande miopia avvolge le persone che dovrebbero prendere in mano le sorti del nostro Paese. Due anni si sono sommati inutilmente ad altri lunghi anni dove la capacità di dibattito politico, la necessità di individuare dei leader politici all’altezza dei nostri giorni sono andate perdute. Ormai la melassa del potere sembra avvolgere il tutto, facendo sfuggire a noi comuni mortali il perché di tanti ritardi. Possibile che sia così difficile per una forza come i DS individuare un nome da proporre alle forze del centro sinistra come candidato a sindaco, possibile che non ci sia una persona che abbia quelle caratteristiche di possibile guida del paese, o c’è ne sono troppe o l’anima di questo partito è soffocata da troppe ombre, da troppi compromessi accumulatosi nel tempo e che oggi bloccano ogni esigenza di cambiamento tanto invocato da chi vive nel Paese. Possibile che gli interlocutori primari dei DS non abbiamo argomenti reali per trovare rapidamente convergenza su programmi e persone per costruire una squadra vincente basato su un programma comprensibile ai più e l’unica preoccupazione sia cosa ottenere sul tavolo delle trattative: la guida della SPL, la guida di commissioni o altro ancora. Ma è possibile che questo insieme di forze politiche circondate come un enclave in un territorio governato da forze del centro destra e minacciate da reali rischi di inquinamento dell’economia locale da forze della malavita non trovino uno scatto di orgoglio per uscire da meschine considerazioni e non parlino finalmente il linguaggio delle persone di azione, di quelle persone che come diceva Simone Weil sono dei grandi sognatori perché vogliono che il proprio sogno diventi realtà, il sogno di un vivere migliore per i nostri giovani, i nostri anziani per noi tutti?


20 dicembre 2006
La Democrazia che non c'è 
di Raffaele Imbrogno

“… I fautori della società civile dovrebbero invece portarli allo scoperto per poterne discutere in modo adeguato. Le organizzazioni della società civile, perfino in un paese coma la Danimarca, hanno bisogno di chiari codici di condotta, che contribuiscano a formare comportamenti e ad aiutare le persone a capire quali aspettative nutrire e a quali attese dover rispondere. Occorre stabilire qui un difficile equilibrio tra informalità e spontaneità da un lato e regole procedurali e di comportamento dall’altro. Pur con le pecche attuali, spesso considerevoli, le organizzazioni della società civile rivestono un ruolo preziosissimo, che in termini di contributo alla democrazia va ben oltre sia Marx sia Mill. Il loro intento è di strappare gli individui almeno per una parte piccola ma significativa del loro tempo, da vite eccessivamente privatizzate, di creare cerchie più ampie di cittadini, di diverse convinzioni politiche, critici, informati e partecipi che dialoghino con i politici su una determinata base di parità e mutuo rispetto. Cercano in altre parole, di dar vita a un sistema di connessioni. Ma i politici, troppo spesso arroccati in una sfera privilegiata e separata, hanno la volontà di connettersi con loro?”

Paul Ginsborg, La Democrazia che non c’è, Einaudi 2006, pagg. 69-70.


15 dicembre 2006
La scelta del leader 
di Raffaele Imbrogno

Una corretta sinergia tra programma e metodo dovrebbe aiutare nella scelta, individuazione, proposta del leader, del candidato alle prossime elezioni comunali.

Sarebbe bello scovare una persona non inquinata da rapporti pregressi di qualsiasi tipo con le precedenti giunte comunali. Cosa difficile in un piccolo centro come Sezze. Allora almeno che sia una persona che non ha fatto affari o non ha procurato affari, utilizzando la pubblica amministrazione. E qui il taglio ai potenziali candidati è già molto netto. Soprattutto tra i venditori di caramelle. Poi, che non sia una persona che già ci ha offuscato la mente in elezioni precedenti. Solo in Italia siamo capaci di presentare, presentare e presentare ancora alle lezioni le stesse persone. Abbiamo sederi che difficilmente si staccano dalle sedie. Che bostik usano? Bene che sia una persona relativamente nuova agli scranni comunali. Che sia una persona giovane, tra i trenta ed i quarant’anni e magari di sesso femminile? Magari, ma qui la ricerca si fa complicata. Che sia una persona che viva a Sezze, che conosca questo paese, non perché ci viene saltuariamente, a passare i fine settimana, per mangiare i piatti locali o comprare le paste setine. Il vecchi Mao diceva: se vuoi parlare devi vivere una situazione direttamente o aver farro una inchiesta prolungata. M il cinese era un grande dittatore, lasciamo stare. Evitiamo però di trovarci gente che vive a Latina, Sabaudia, Roma .. che viene a dirci come risolvere i nostri problemi.

Che sia una persona che da subito ci dichiari la squadra con cui vuole governare, quindi una persona affrancata dai ricatti delle solite vecchie e paracule segreterie politiche, che tanto hanno fatto per portarci in questo sfacelo.

Va bene che la ricerca abbia inizio adesso visto che tempo ne abbiamo prima di febbraio, che la forza sia con noi o qualche altra cosa?


30 novembre 2006
Io sottoscritto sono un egoista 
di Orazio Mercuri
Eccoci di nuovo chiamati ad affrontare un’altra campagna elettorale.

 I vari contendenti, a quanto pare, anche questa volta si preannunciano in un numero assai elevato. Si dice infatti che dalle segrete stanze dovrebbero uscire i nomi di 4 o 5 candidati a sindaco, di circa 20 liste con 20 candidati ciascuna per un totale di circa 400 candidati.

Ma dico, a questo punto perché non ci candidiamo tutti!? Ma proprio tutti!

400 candidati che scenderanno per le strade di Sezze pronti a manifestarci il loro accalorato impegno, la loro rabbia, la loro passione che vorranno indirizzare, ci diranno, alla risoluzione dei problemi di questa nostra povera città, ridotta a non si sa più cosa e per colpa di chi e perché. 400 candidati che con colori diversi, con simboli diversi, con slogan diversi, con facce diverse, con casacche diverse, con parole diverse ci diranno, possiamo starne ben certi, la stessa cosa di sempre: CITTADINI, SIAMO STUFI DI QUESTO SCHIFO! NON NE POSSIAMO PIÙ! (Loro!). 400 candidati! Ce lo diranno in 400 candidati più parenti e affini! Chi avrà un consenso di 70 voti su 15.000 votanti avrà avuto una buona affermazione e chi ne otterrà 300 avrà avuto un’ottima affermazione. Come dire: quasi un plebiscito!

Battute a parte, ciò che si manifesta è una profonda esigenza di avviare dei processi di aggregazione volti alla conduzione della cosa pubblica al di fuori dei canali tradizionali. Bene, si faccia, è un intento nobile che aiuta una comunità a crescere. Si faccia. Con costanza e nel tempo!

 Veniamo risucchiati sempre più dal vortice della sopravvivenza, siamo immersi in questa situazione sociale ed economica avvilente e vediamo la nostra dignità ripudiata senza una minima esitazione. Viviamo privi della libertà già per il solo fatto che ciò che avremmo potuto avere di diritto o che avremmo potuto avere per merito ci viene “gentilmente” dato, come dire, grazie a qualche “deroga”. Per concessione! Ciò equivale però ad avallare un invito (e neanche tanto celato) ovvero:- “ora, però, china la testa e TACI!!!”

Non è forse questo un punto fondante di un disegno ben preciso? E qual è questo disegno se non  quello del disfacimento, del ridurre alla fame così da assoggettare a sé le persone, in modo da condurle a chiedere “deroghe” per poter sopravvivere, cosicché “l’eletto” possa affermare un principio ben preciso, tipo:-

·         se tu mi chiedi una “deroga” per te  non puoi additare me se “derogo”per me!!!

Con buona pace della tua dignità, della tua integrità e del tuo senso di giustizia.

Se veramente siamo tutti motivati per il bene di questo paese e se tutti agiamo con disinteresse, o meglio con gratuità, con amore verso noi stessi, verso gli altri e verso la terra che abitiamo, se crediamo veramente alla buona fede ed abbiamo quindi fiducia del “modus operandi” della persona che poi dovrà rappresentare le istanze di una intera città, tanto da supportarla al punto di formare una lista in suo sostegno, lista che, ci si augura, si forma per aiutare a fare chiarezza, per mettersi al servizio di un paese  e non certo per avere un qualche diritto di prelazione solo perché ci si è candidati, bene, se così è, allora a mio modesto parere, si debbono fare almeno due cose, ovvero:-

1.       chi pensa di dedicare gran parte del suo tempo per il governo della nostra città e sta quindi pensando di candidarsi, dovrebbe almeno accertarsi e pretendere di non dover partecipare ad una ammucchiata di candidature in quanto ciò sminuisce la candidatura stessa, alimenta la confusione e conduce al non governo (400 candidati, non vi sembra smisurato? Penso che 100, 120, 140! siano un numero congruo, non vi pare?);

2.       stare al servizio di una comunità, candidato o non, eletto o non, assumendo un atteggiamento del tutto nuovo, propositivo, attento, partecipe, capace di accompagnare, verificare e indirizzare, costantemente.

Proprio coloro che oggi stanno pensando di candidarsi potrebbero essere il vero motore! Ve le immaginate 400 persone (che per la maggior parte andranno ad aggiungersi a tanti volontari che non compaiono mai e da nessuna parte) che mantengono, comunque, lo stesso impegno al di là se sono state candidate o meno e al di là se sono state elette o meno!? Spendendosi, soprattutto dopo che i bollori della conquista del potere si sono spenti, per coinvolgere tutte le persone ed attivare così la tanto famigerata cittadinanza attiva.

È uno sforzo, un diritto, un dovere. Un dovere di cittadini maturi (o che tali vogliono diventare), una responsabilità verso i nostri figli, verso la nostra vita, verso chiunque abita e abiterà questi luoghi.

Io penso a me stesso pensando che posso stare bene solo se sono in grado di creare equilibrio dentro di me, intorno a me e oltre me.

Io penso a me stesso perseguendo con perseveranza un obiettivo che potrei così sintetizzare:

Una Comunità Ricca Mi Rende Ricco. Una Comunità Serena Mi Rende Sereno.

QUESTO E’ IL MIO EGOISMO!    E NON CREDO DI SBAGLIARMI SE PENSO CHE QUESTO È ANCHE IL VOSTRO EGOISMO!       


18 novembre 2006
Una risposta a Raffaele 
di Ignazio Romano

Visto che nessuno dei “quattrocento” aspiranti amministratori, evidentemente impegnati in altre faccende, ha trovato il tempo o peggio non ha ritenuto opportuno o peggio ancora non è in grado di rispondere a Raffaele, voglio fare io una breve considerazione sulle domande poste in questa pagina.

E lo faccio con lo stile scelto dallo stesso Raffaele, citando una strofa di Edoardo Bennato che così conclude una delle sue canzoni più belle:

L’isola che non c’è

Seconda stella a destra questo è il cammino

e poi dritto fino al mattino

non ti puoi sbagliare perché

quella è l’isola che non c’è.

E ti prendono in giro se continui a cercarla

ma non darti per vinto perché

chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle

forse è ancora più pazzo di te.

Ciò che Raffaele cerca a Sezze, come tanti altri concittadini, e come in tante altre comunità del mondo, è presente ovunque e a volte emerge.

Occorre solo anteporla ad ogni altro interesse.

Questa è l’isola che non c’è. Puoi chiamarla onestà, altruismo, imparzialità o più semplicemente senso civico e rispetto delle regole.

Banale?

Forse, ma è quello che non riescono a fare i “quattrocento” candidati setini pronti al via. Neppure a mettersi d’accordo tra di loro, neppure tra quelli più simili di loro. Figuriamoci se questi possono mettersi in ascolto della gente. Della gente comune, non di quella che ti può restituire un favore. Della gente che non conosci eppure fa parte della tua comunità, non degli amici e dei parenti.

Di quel “cittadino” che tanto si vorrebbe servire, ma che puntualmente si delude riaffermando la centralità egoistica della nostra essenza, opportunamente celata all’interno di bei discorsi che ad ogni tornata elettorale ci tocca sorbire.

L’isola che non c’è esiste, bisogna solo farla emergere dal mare di egoismo che blocca ogni nostra interazione, ogni forma di sviluppo sociale, ogni azione di progresso civico per lasciare il posto solo ad un torbido e meschino tornaconto personale.

Altro che programmi politici!  Onestà, concittadini, trasparenza. 

O a scomparire sarà la nostra storia. Inutile a noi, figuriamoci ai nostri figli.

Raffaele concluderebbe così: 

Ipocrisia- Simulazione di virtù, di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizione, per guadagnarsi la simpatia di qualcuno.

Dizionario Enciclopedico Treccani


16 novembre 2006    di Raffaele Imbrogno 

Metodo s.m. In genere, il modo, la via, il procedimento seguito nel perseguire uno scopo, nello svolgere una qualsiasi attività, secondo un ordine e un piano prestabiliti in vista del fine che s’intende raggiungere.

Dizionario Enciclopedico Treccani

Chiudiamo questa modesta proposta di programma politico basato su sette semplici pilastri di saggezza, con quel qualcosa che fa da compagno di strada nel portare avanti un’idea politica: un metodo.

Ci può essere un metodo aperto, di ascolto degli altri, di capacità di capire cosa una comunità può e deve fare per intraprendere un sentiero virtuoso e di miglioramento. Oppure, ci può essere un metodo artistico, auto referenziale, di ascolto solo di se stessi e delle proprie parole che risuonano dentro le stanze chiuse delle segreterie di partito, nei ristoranti delle tante cene offerte per procacciarsi voti o dentro gli uffici dove si promette lavoro in cambio di voti. Quale metodo stanno avendo i richiedenti voti del nostro paese? A voi l’ardua risposta. Auguriamoci che questi vasi di pandora si aprano al più presto. Il popolo del centro sinistra dovrebbe andare a votare alle primarie entro il 3 dicembre se i galli litiganti del pollaio si metteranno d’accorso prima e se sul tavolo saranno riusciti a spartirsi posti amministrativi e di gestione della SPL e di quant’altro. Che tristezza un centro sinistra sì fatto.

Noi possiamo cercare solo di invecchiare con scienza e metodo per non maturare come consigliava Francesco Guccini nella sua canzone “Stracci”. Quelli, che se non succede un miracolo, ci aspettano nel prossimo futuro.

Grazie a tutti per l'attenzione, 

anche a quella delle domande rimaste senza risposte.


6 novembre 2006   di Raffaele Imbrogno

Partiamo da una lunga citazione dal libro di Cesare Salvi e Massimo Villone

Il Costo della Democrazia (Mondatori 2005)

“Perché la responsabilità in ogni forma sia effettiva, serve trasparenza, trasparenza e ancora trasparenza. Il progresso tecnologico rende oggi possibile quel che fino a ieri era impensabile. Un sito web organizzato può mettere in piena luce ogni angolo di un’istituzione o di amministrazione pubblica. Questa possibilità va sfruttata in pieno, con norme rigorose che non la lascino alla buona volontà di chi governa e amministra, Va fatta davvero funzionare l’anagrafe per gli incarichi e le consulenze … e ne va creata un’altra per le partecipazioni, le società miste, gli enti, i comitati, le consulte e tutte le forme organizzative che comportino spesa pubblica. E si preveda che gli atti che impegnano risorse pubbliche, inclusi incarichi, consulenze e società miste, non possa darsi attuazione prima della pubblicazione sul sito.” 

Diverse pagine prima i due autori pubblicano la seguente tabella:

 

I costi della “Politica S.p.A.”

 

Comparto

Costi annui in euro

Parlamentari europei

11.638.770

Deputati

124.263.720

Senatori

63.315.324

Consiglieri regionali

124.238.224

Presidenti di provincia

6.354.280

Vicepresidenti di provincia

4.765.706

Sindaci

191.088.824

Vicesindaci

65.327.039

Presidenti comunità montane

13.681.583

Incarichi e consulenze

958.371.922

Finanziamento ai partiti

196,435.645

Contributi a gruppi parlamentari

92.293.321

TOTALE

1.851.767.958

I dati sono riferiti al solo 2005

 

Non male. È la spesa per 427.889 persone impiegate dalla e per la politica. La politica da lavoro in un paese povero di lavoro.

Costi alti. 

Cominciamo da Sezze, ed inseriamo nel programma una forte riduzione dei costi della politica locale, abolendo stipendi per i consiglieri comunali e riducendo le consulenze.  

Questo è il settimo mattone.


26 ottobre 2006  di Raffaele Imbrogno

“Coloro che vincono, in qualunque moda vincano, mai non ne riportano vergogna ”

(NIcolò Macchiavelli)

citato sulla prima pagina del libro Gomorra di Roberto Saviano  

Il problema della legalità e della sua garanzia nell’ambito di un territorio è un tema molto delicato e difficile da affrontare. Ragione di più perché sia un asse importante di qualsiasi programma politico che si presenti. Ancor di più per territori che confinano con realtà controllate dal terzo imprenditore italiana: la camorra 

(in collaborazione con mafia siciliana, ‘ndragheta calabrese … e la nascita di tante finanziarie dalle nostre parti dovrebbe far riflettere). 

Recenti rapine, atti di piccola criminalità danno al tema della sicurezza/legalità una rilevanza oggi maggiore per i cittadini setini. L’accettazione delle leggi è poi uno dei cardini del processo di inserimento di cittadini stranieri in una comunità. È noi abbiamo una grande presenza di cittadini provenienti da stati esterni. Ora se non vogliamo aspettare che accadano fatti incresciosi tra queste comunità e quella setina, e tra le comunità di diverse etnie presenti a Sezze, si deve operare per una chiara e trasparante conoscenza dei fenomeni che sono presenti a Sezze. 

Dare una rappresentanza politica ai cittadini stranieri regolarmente presenti a Sezze, comprendere se e quanto è diffuso il fenomeno delle presenze cosiddette “clandestine”. Chi eventualmente si avvantaggia di questo fenomeno con affitti capestro per spazi limitatissimi e per nuove forme di caporalato. Ma il rispetto delle leggi passa anche per le piccole cose, il portare il casco per chi guida motorini, il rispetto dei limiti di velocità entro il territorio setino  (le Piagge Marine sono una pista di lancio verso l’autodromo del nuovo parcheggio dell’Anfiteatro... o no?), l’analisi dell’abusivismo edilizio, … se per questo controllo democratico del territorio le forze attuali non bastano cosa possiamo chiedere, una questura di P.S. a Sezze Scalo per esempio?

Mettiamo quindi il sesto mattone per migliorare la cultura della legalità nel nostro paese, affinché chi commetta azioni illegali ne senta almeno il rimorso.


23 ottobre 2006  di Raffaele Imbrogno

“A Fra che te serve! ... ”

(politico DC anni '60)  

Uno dei fallimenti storici dell’ agire politico è la sua proiezione direttamente economica. Ricordiamo tutti la frase di un noto DC degli anni 60 che suona più o meno così:
“A Fra che te serve?” Bene questa icona del clientelismo
politico/economico si è poi sublimata negli anni ’90 con l’inchiesta
giudiziaria passata alla storia come Mani Puliti, nella quale l’intero
apparato politico della prima repubblica ha trovato il suo capolinea,
la sua dead line. Ovviamente, questo modo di pensare ed agire, questa
forma mentis, non è scomparsa, anzi si è evoluta come i Pokemon, in
qualcosa di più mostruoso, e visto che noi italiani siamo da questo
punto di vista crudeli, abbiamo anche trovato un vezzeggiativo per
chiamare queste nuove deviazioni politico economiche chiamando questi
nuovi personaggi i furbetti di quartieri. 

Bene noi a Sezze non siamo da meno a nessuno da questo punto di vista. Ne abbiamo di furbetti di quartiere, di oziosi personaggi, bravi a far niente, che non hanno niente da investire, che non hanno idee, che niente sanno progettare ma devono pur campare, hanno famiglia pure loro, poverini. Quanti omicidi sono stati commessi nella storia da dei bravi padri di famiglia, ricordate Eichmann il mastro delle deportazioni degli ebrei verso i forni di Auschiwitz, poverino obbediva solo agli ordini per garantire una buona vista ai suoi famigliari. Bene (male!!!) torniamo a noi. Il politico non deve occuparsi dei furbetti, non dovrebbe frequentarli,
non dovrebbe neanche provenire da quella ignobile schiera. Il politico
deve evitare di pensare alla propria felicità personale ed a quella di
altri, la politica non si deve preoccupare di questo se non vuole
scomparire, ma deve agire per fornire ai cittadini del proprio
territorio le possibilità per agire economicamente, per poter investire
e creare impresa nelle stesse condizioni di chiunque altro nel territorio nazionale ed oggi europeo. Questo manca da sempre a Sezze. I nostri politici negli anni passati, tutti nessuno escluso, sono riusciti a far uscire il paese per un lungo periodo dalla possibilità di accedere ai fondi europei dell’obiettivo 2b e 5. Questo è stato un vero crimine. I giovani setini per lungo tempo sono stati così derubati di una possibilità di crescere, di poter dar seguito ai loro progetti.
Sono stati privati del loro futuro. Oggi speriamo che chi sta per
pensare un programma da proporre, non pensi solo a mettere le braccia
intorno alle spalle dei votanti chiedendogli cosa serve, ma sappia
creare contatti con la Regione, con Sviluppo Italia, con gli uffici della Comunità Europea, sia per accedere direttamente a fondi che finanziare progetti comunali (esiste un fondo europeo che finanzia anche le opere per rendere più vivibile una comunità, un territorio comunale a bambini ed anziani) sia per appoggiare progetti di singoli cittadini. Progetti che abbiano un respiro programmatico ampio, che riprendano le radici economiche di Sezze e le ampliano. Io, molto umilmente, un progetto ce l'ho, e propongo la creazione di un polo di formazione a distanza, che da Sezze rende possibile creare strumenti di formazione che si basino sulle nuove tecnologie di Internet/ADSL (campo dove siamo in ritardo rispetto a tutti gli altri paesi europei tranne la Grecia) che riscoprano l’antica vocazione setina alla formazione ed agli studi.
Quinto mattone, una capacità di promozione positiva del politico alle imprese economiche locali.


 ritagli   di Raffaele Imbrogno

ASPETTANDO I BARBARI

(Costantino Kavafis)

 Che aspettiamo, raccolti nella piazza?

Oggi arrivano i barbari.

Perché mai tanta inerzia no Senato?
E perché i senatori siedono e non fan leggi?

Oggi arrivano i barbari.
Che leggi devon fare i senatori?
Quando verranno le faranno i barbari.

Perché l’imperatore s’è levato
così per tempo e sta, solenne, in trono,
alla porta maggiore, incoronato?

Oggi arrivano i barbari
L’imperatore aspetta di ricevere
il loro capo. E anzi ha già disposto
l’offerta d’una pergamena. E là
gli ha scritto molti titoli ed epiteti.

Perché i nostri due consoli e i pretori
sono usciti stamani in toga rossa?
Perché i bracciali con tante ametiste,
gli anelli con gli splendidi smeraldi luccicanti?
Perché brandire le preziose mazze
coi bei caselli tutti d’oro e argento?

Oggi arrivano i barbari,
e questa roba fa impressione ai barbari.

Perché i valenti oratori non vengono
a snocciolare i loro discorsi, come sempre?

Oggi arrivano i barbari:
sdegnano la retorica e le arringhe.

Perché d’un tratto questo smarrimento
ansioso? (I volti come si son fatti serii)
Perché rapidamente le strade e piazze
si svuotano, e ritornano tutti a casa perplessi?

S’è fatta notte, e i barbari non sono più venuti.
Taluni sono giunti dai confini,
han detto che di barbari non ce ne sono più.

E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi?
Era una soluzione, quella gente.


19 ottobre 2006   di Raffaele Imbrogno

“Dire la verità è già agire politicamente”

(Hannah Arendt)  

Un cambiamento della gestione pubblica nel nostro paese passa attraverso la capacità di attivare dei processi di trasparenza, di chiara e diretta visione del momento amministrativo. Anni fa esisteva una piccola rivista “Il Comune oggi” che tentava di fornire un minimo di informazione su quanto il Comune di Sezze e chi lo governava stava facendo. Poi anche questo piccolo barlume di luce si è spento. Costava troppo? Meno, penso, delle tante consulenze che, in questi anni, come cittadini abbiamo pagato ad avvocati ed altro per servizi forniti al Comune e di cui poco o niente abbiamo saputo. Quindi, nessuno è stato più informato (se non tramite le veline scritte per Latina Oggi, La Provincia, ecc.) su quanto accade nel palazzo e nelle palazzine adiacenti al potere. 

È auspicabile che i programmi elettorali contengano un mattoncino dedicato alla creazione di strumenti informativi chiari sull’operato delle attività comunali e soprattutto delle società tipo la SPL (forse il vero centro del potere locale oggi a Sezze). Avere poi un controllo di qualità, sull’operato degli stessi uffici comunali, non per una forma di controllo investigativo ma come corretto rapporto tra istituzioni e popolazione è quanto meno auspicabile. Con sportelli di relazione con il pubblico distribuiti nelle tre zone del nostro Comune, dove il cittadino possa essere informato sulle iniziative e sui servizi di cui a diritto e dove sia possibile indirizzare le proprie lamentele su quanto accade a Sezze. 

Un controllo che possa rendere trasparente la misura della efficacia operativa degli uffici comunali. In particolare di quegli uffici che hanno un impatto diretto e continuativo con il territorio, tipo l’Ufficio Tecnico. Troppo spesso quando ci si reca presso il Comune di Sezze ci si sente ospiti non graditi. Sono molto lontani i tempi quando era possibile accedere con molto semplicità e parlare con un Sindaco come Alessandro di Trapano e con in vari assessori della giunta. Una domanda poi: "Ma è così difficile avere nel nostro paese un controllo vero di chi realizza lavori pubblici, tipo nuove reti elettriche o nuove fognature, o ogni volta dobbiamo tremare quando vediamo scavare per le nostre strade nella paura che venga tranciato il solito cavo elettrico o telefonico?" Un accordo di qualità sui servizi forniti, sulla falsariga di quanto già accade in molti comuni emiliani, credo sia possibile ed esigibile dal cittadino.

Una possibilità di accesso da ampliare a tutti i residenti nel nostro paese, anche ai cittadini stranieri. A questo riguardo: "ma che fine hanno fatto i progetti per una possibile rappresentanza degli stranieri residenti a Sezze?" È ora che anche coloro tra questi che sono iscritti, o si possano iscrivere alle liste elettorali di Sezze, abbiano un rappresane pubblico.

Infine, riprendiamo il progetto di un difensore civico che faccia da garante e connessione tra i governati ed i governati (non tra il re ed i suoi sudditi) del nostro paese.

Quindi, il quarto mattone deve essere la trasparenza amministrativa e la sua efficace ed efficiente informazione.


16 ottobre 2006   di Raffaele Imbrogno

“All in all it's just another brick in the wall.
All in all you're just another brick in the wall.”

(Another Brick in the Wall, Pink Floyd - The wall, 1979)

No proprio non ci piacerebbe essere una altro mattone nel muro come cantavano i Pink Floyd, ma soprattutto ci piacerebbe sapere e vedere in modo chiaro nei programmi per le prossime elezioni che idee si hanno sui mattoni che vengono costruiti sul nostro territorio, se finalmente si può cominciare a guardare a Sezze non solo come un grande dormitorio ma come un luogo dove avere spazi per vivere il proprio tempo. Quello che maggiorente preoccupa oggi non è tanto il costruire sconclusionato e senza un piano regolatore che da molti anni caratterizza il nostro territorio o la sfacciataggine di chi ha cambiato molti dei luoghi storici del paese tipo Ferro di cavallo senza chiedere nulla alla cittadinanza, ma la completa assenza di una cultura della manutenzione degli spazi pubblici di Sezze. 

Quando si costruisce (male ed in molo sconclusionato) quello che poi accade è la completa incuria di quanto realizzato e questo vale per edifici pubblici, strade, piazze, impianti sportivi. Come se una volta realizzato un progetto edilizio o simile e fatto guadagnare soldi ai soliti amici progettisti il resto non interessasse. È stato realizzato un centro anziani sito nel monumento ma poi quest’ultimo è completamente abbandonato alla più completa incuria. Perché non affidare la gestione dei spazi verdi alle associazioni che si interessano dei beni ambientali?

Ma torniamo al costruire. Se finalmente ci sarà un piano regolatore che dia equilibrio alle tre aree del nostro territorio (Sezze Centro, Pianura e Suso) che tenga conto anche se non soprattutto della capacità di mantenere le opere realizzate. E forse per far questo potrebbe aiutare il pensare a tre circoscrizione del paese che dedichino il loro principale operare alla qualità della vita nelle tre zone di Sezze, tre circoscrizioni che su mandato del Comune siano più vicine alla cittadinanza, magari gestendo dei luoghi che portino i vari sportelli del Comune più vicino al territorio evitando così il prosperare di vassalli e valvassori che sul piacere personale hanno costruito un piccolo impero.

Terzo mattone, una maggiore consapevolezza del come costruire nel nostro paese e del saper mantenere le opere pubbliche


14 ottobre 2006   di Raffaele Imbrogno

“Un vecchio e un bambino
si preser per mano
E andarono insieme
incontro alla sera.”

(Francesco Guccini, Un vecchio e un bambino,  Radici 1972)

In attesa delle opinioni sul primo mattone del nostro piccolo, umile programma politico per Sezze 2007, cerchiamo di collocare un secondo mattone. La ricchezza di ogni comunità sta nella cura della memoria e nella protezione del proprio futuro. Nell’importanza di saper ascoltare i propri “vecchi” e nel garantire una vita sostenibile ai propri fanciulli. Importante che questi due mondi siano messi nelle condizioni di poter comunicare, di vedersi, ascoltarsi, parlarsi.

La mia infanzia a Sezze è passata tra i vicoli e le piazze del nostro paese. Si giocava e si cresceva lì. Oggi spazi per questo tipo di percorso umano non ci sono più. Rapidamente abbiamo recuperato la distanza con le città piccole o grandi che siano. Oggi gli spazi pubblici della nostra cittadina sono alquanto pericolosi per i bimbi, quindi si preferisce farli crescano chiusi dentro a quattro mura, davanti alla TV, alla playstation ed altre diavolerie elettroniche, con capacità motorie basse ed obesità sempre più diffuse, e con grossi problemi di salute in futuro. Si devono creare in tutto il territorio setino (centro storico, pianura e colli) spazi verdi protetti (in particolare da chi li vuole cancellare) per i giovani e non solo, coinvolgendo le generazioni precedenti e le associazioni interessate alla loro gestione e protezione. 

Si devono coinvolgere le realtà sportive di Sezze e stimolarle ad essere più presenti, sia quantitativamente che qualitativamente, sulla creazione di eventi aperti a tutti e per la promozione di manifestazioni sportive all’aperto. Dobbiamo far riscoprire alle nuove generazioni il territorio che ci abbraccia, con gite guidate sulla Sempreviva, tra i colli e la piana, coinvolgendo il mondo scolastico e gli assessorati che lavorano sull’ambiente.

Dobbiamo progettare momenti di screening della nostra popolazione giovanile per valutarne le capacità motorie e fisiche coinvolgendo le realtà sanitarie pubbliche e private e favorire una sana educazione alimentare così facile in un paese famoso per la bontà dei suoi cibi.

Dobbiamo creare momenti di conoscenza da parte dei giovani della storia del proprio paese, le donne e gli uomini che tanto hanno fatto per arricchire questo territorio di storie belle ed interessanti. Un luogo della memoria locale.

Gli anziani sono la memoria che vive. Loro hanno gli occhi per vedere in modo multi temporale questo paese. Da dove viene, su dove si basa la sua cultura. Nelle pieghe delle loro mani, nelle valli delle loro rughe vive il nostro valore più grande. Cerchiamo di trattenerlo il più a lungo, senza rinchiuderli in ghetti di sola attesa, ma diamo loro voce, realizzando eventi che diano loro la possibilità di apparire. Diamo loro quella giusta attenzione medica e psicologica (con opportuni screening sanitari continui e non solo), aumentiamo il più possibile l’assistenza territoriale di queste persone così importanti. "Senza questo la nostra eredità sarà priva di un testamento" Come diceva il poeta francese Renè Char.

Quindi, secondo mattone della nostra casa dovrà essere: 

la cura e l’attenzione per i giovani e gli anziani.


12 ottobre 2006   di Raffaele Imbrogno

“Quando fai piani per un anno,

semina grano.

Se fai piani per un decennio

pianta alberi.

Se fai piani per la vita

forma ed educa le persone.”

 (anonimo)

Sono passati due anni ma il tempo, purtroppo è rimasto sospeso sul cielo di Sezze. È tempo di nuove elezioni visto il triste fallimento degli “inciuciatori” di turno che hanno retto in modo scandaloso le sorti del bene pubblico del nostro paese. Chi aveva perso (le liste di centro sinistra) ha fatto passare tutto questo tempo senza mai creare una riflessione comune, aperta sulle ragioni di quella chiara e netta sconfitta. Gli elettori setini bocciarono due anni fa un metodo, un programma e chi lo rappresentava forse perché stufi di una politica sempre più distante e chiusa nel palazzo. Dopo la sconfitta un lungo silenzio ed ecco riapparire dal porto delle nebbie i soliti noti che non contenti degli schiaffi presi ripropongono la guancia. La sete del potere è forte anche nel centro sinistra.

Noi semplici elettori non avendo nessuna forma di reale informazione e coinvolgimenti assistiamo al solito rito di un programma scritto chissà dove e chissà da chi, ed al solito balletto delle contraddizioni interne ai partiti e alla loro incapacità di assolvere al ruolo di selezione del personale politico, e presto saremo chiamati a far da comparsa sul solito teatrino. Prima di metterci per l’ennesima volta i tappi al naso proviamo a dare un umile contribuito alla costruzione di programma per Sezze, sperando nell’ascolto. Primo punto di un programma di rinascita per il nostro paese è la formazione e l’attenzione alle possibilità formative nella sua interezza che il paese deve offrire alle nuove generazioni setine.

Si dovrà partire da una reale disamina dell’attuale triste situazione del mondo scolastico setino e della crisi orizzontale e verticale del sistema. Uno studio che capisca cosa offrono realmente le scuole setine al di là dei soliti piani di offerta formativi “finti”. Edilizia scolastica, presenze di laboratori scolastici, biblioteche scolastiche, livello di quanto offerto ai ragazze e ragazzi setini. Analisi dei centri di creazione culturale del paese: biblioteca comunale; associazioni culturali e sportive; situazione degli impianti sportivi setini e del livello dei formatori sportivi operanti nel paese.

Possibilità soprattutto per i più giovani di creare dei percorsi atti a dare risalto al talento dei giovani studenti setini con possibilità di borse di studio comunali per i migliori. Creazione di momenti di incontro culturale, percorsi teatrali, cinematografici, premi letterati centri di raccolta delle storie dei più anziani che diano importanza alle intelligenze locali.  

Quindi, primo mattone del programma:

 la scuola e tutti i processi formativi disponibili a Sezze.


Su questo, cosa ci propongono le varie liste?  

Attendiamo notizie su questa agorà pubblica.